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Quattro prestazioni e sei soglie simboliche superate:: gli Europei di Parigi spostano in avanti i riferimenti cronometrici azzurri.
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Parigi 2026. L'impresa di Sara Curtis conquista tutte le prima pagine
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Parigi 2026. Giorno 5 AM. Gare in corso ... RI Simone Cerasuolo: 50 rana (26.20)
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Parigi 2026. Giorno 4 PM. Sara Curtis sul tetto d’Europa e ancora da record del mondo: 26.56. ER Kristof Milak: 100 farfalla (49.48).
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MP Swimming Analisys. Analisi del WR-ER-RI di Sara Curtis nei 50 dorso (26.63).
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MP Swimming Analisys. Analisi del RI di Thomas Ceccon nei 200 dorso (1.53.96).
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Parigi 2026. Giorno 4 AM. Batterie concluse. Simona Quadarella in finale con il primo tempo. 4x100 stile libero maschile out.
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Parigi 2026. Giorno 4 AM. Batterie concluse. Simona Quadarella in finale con il primo tempo. 4x100 stile libero maschile out.
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Parigi 2026. Giorno 3 PM. Spettacolo azzurro! WR SARA CURTIS: 50 dorso (26.63). Argento 4x100 stile libero femminile. Ceccon e Pilato al bronzo. 1 WR, 1 ER e 3 RI.
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Parigi 2026. Le dichiarazioni di alcuni dei protagonisti della terza giornata. Popovici: «Mi sto avvicinando al record del mondo...».
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Mary-Ambre Moluh nella storia, prima donna europea sotto i 58" nei 100 dorso (57.99)
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Parigi 2026. Giorno 3 AM. Batterie concluse. 4x100 stile libero femminile, Giada Alzetta e Anna Pirovano in finale.
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Noe Ponti: gli occhialini compromettono la finale dei 50 farfalla.
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Parigi 2026. Il nuoto ritrova la prima pagina.
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Parigi 2026. Le dichiarazioni dei protagonisti della seconda giornata. Steenberger: "Questa era la gara che volevo vincere più di tutte"
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Gli Europei di Parigi stanno lasciando un segno profondo nella storia del nuoto italiano, soprattutto attraverso il cronometro. Nel giro di pochi giorni gli azzurri hanno infatti abbattuto sei barriere simboliche con quattro prestazioni, superando soglie che fino a poco tempo fa rappresentavano riferimenti di assoluto valore internazionale. Non soltanto record, dunque, ma prestazioni capaci di spostare in avanti i confini cronometrici del nostro nuoto.
La copertina è inevitabilmente di Sara Curtis (CS Roero – Esercito), diventata la prima italiana sotto i 27 secondi nei 50 dorso. E non si è limitata a superare la barriera: con 26.63 l'ha demolita, arrivando fino al record del mondo.
Due muri sono caduti in un colpo solo grazie a Thomas Ceccon (Leosport Nice Footwear – Fiamme Oro) nei 200 dorso. Il suo 1:53.96 lo ha reso contemporaneamente il primo italiano sotto 1:55 e sotto 1:54. Un salto netto nella dimensione internazionale della specialità, accompagnato dalla medaglia di bronzo europea.
Poi Carlos D’Ambrosio (Fondazione Bentegodi – Fiamme Gialle), che nella 4×200 stile libero ha nuotato la propria frazione in 1:44.72, diventando il primo italiano sotto la barriera dell’1:45 nei 200 stile libero. Anche in questo caso non è soltanto una questione di record, ma del superamento di una soglia che identifica da tempo l’élite internazionale della distanza.
Infine il settore veloce femminile. La 4×100 stile libero composta da Emma Virginia Menicucci (CC Aniene – Esercito) (53.85), Sara Curtis (CS Roero – Esercito) (52.29), Chiara Tarantino (In Sport Rane Rosse – Fiamme Gialle) (53.68) e Alessandra Mao (Team Veneto) (53.37) ha portato il record italiano a 3:33.19. Anche qui sono cadute due barriere in una sola gara. Nessuna staffetta italiana era mai scesa sotto 3:35 e le azzurre, senza passaggi intermedi, hanno abbattuto anche il muro dei 3:34, migliorando di 1.99 secondi il precedente primato nazionale di 3:35.18.
Numeri che vanno oltre il significato dei singoli record e diventano un segnale concreto di evoluzione e progresso dell’intero movimento. Perché abbattere una barriera significa cambiare il riferimento con cui misurare chi verrà dopo, aprendo una nuova dimensione cronometrica. A Parigi, nel giro di tre giorni, il nuoto italiano ha spostato sei volte più avanti i propri confini.
SINTESI DELLE BARRIERE SUPERATE
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