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Dal sedicesimo posto ai Giochi di Stoccolma a un ambizioso piano di rilancio sportivo
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1912: Hebner e il Backcrawl stroke.
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Simposio del crawl, ultima questione: “respirare”.
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Simposio del crawl punto quattro: “Legs”
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Simposio del crawl punto tre: “Arms”
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1918. Simposio punto due: “the position”
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Un Simposio per l’american Crawl
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1911: Uno strano Campionato Europeo a Roma
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1910: un campionato nazionale sui 200 misti
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1909: Uno strano Campionato del mondo sulla Senna
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Arriva il “Duca” e salva l’american crawl
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1908: una federazione mondiale per gli Amateur
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Daniels e il “Six Beat American Crawl”
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1907: anche in Spagna un campionato di nuoto.
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La tristezza degli Enhanced Games
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In copertina. Il porto del circolo velico di Kiev, sul fiume Dnepr, il campo gara del nuoto dove due grandi navi a vapore furono predisposte per il pubblico, offrendo agli spettatori un punto di osservazione privilegiato sulle gare. In acqua si sfidarono i 45 migliori nuotatori provenienti da tutto l’Impero russo
L’isolamento della Russia nello sport di questi anni, dovuto a doping prima e guerra poi, ebbe un antecedente nel 1913, anche se con motivazioni decisamente diverse. Avvenne dopo la partecipazione dell’Impero Russo ai Giochi di Stoccolma. La presenza all’Olimpiade provocò una delusione così profonda nella società russa e nel giovane Granduca Dimitri Romanov, il promotore di quella iniziativa, che determinò la nascita di un atto di riparazione e rinascita, conosciuto come l’Olimpiade Russa.
Dimitri Romanov era cugino primo dello zar Nicola II e aveva tutta la sua attenzione. Era il principale responsabile della spedizione olimpica del 1912 e aveva anche gareggiato, come cavaliere, nono nella prova ad ostacoli individuale e quinto nella gara a squadre. La Russia però era finita sedicesima nel medagliere, su diciotto nazioni partecipanti, un risultato considerato scioccante per l’orgoglio nazionale, e “una vergogna per l’intero popolo russo”.
Tra gli sport russi il nuoto era decisamente tra i più indietro. Il miglior rappresentante della squadra olimpica era stato Yury Baymakov, della scuola di nuoto Shuvalov di San Pietroburgo che aveva gareggiato nella rana. Nei duecento aveva nuotato 3’29, ed era stato eliminato in batteria. Nei 400 s’era qualificato per la semifinale grazie al fatto che nella sua batteria erano in due. Ma siccome aveva nuotato 7’28,6, un minuto più lento del vincitore, Walter Bathe, non si era presentato alla semifinale. Un altro nuotatore era Herbert von Kuhlberg, di Riga, il primo russo a gareggiare all’Olimpiade. Nei 100 stile libero era finito quarto in batteria e quindi subito eliminato. Gli altri due atleti presenti nei 400 e nei 1500, Pavel Avksentyev e Nikolay Voronkov di san Pietroburgo, non avevano completato la gara.
Per prevenire un fallimento di quella gravità, il Granduca Dimitri pensò ad un Olimpiade Russa da svolgersi ogni anno. Lo scopo era tenere sveglio lo spirito sportivo della nazione e portarlo al livello degli altri paesi. Fu così progettato un Comitato Organizzatore che si occupasse della realizzazione, guidato da A.K. Anokhin, un atleta particolarmente famoso nel suo paese. Alexander Konstantinovich Anokhin (1882/1920) era, infatti, un medico di Kiev, ma anche un decisivo promotore dello sport, in particolare del sollevamento pesi, di cui fu teorico e allenatore. Nel 1908 era stato il primo ad ottenere un diploma ufficiale di "allenatore di sollevamento pesi", titolo di cui andava molto fiero. Nel 1913 fu nominato presidente del Comitato Olimpico. Oltre a lui facevano parte del gruppo il segretario del dipartimento di educazione fisica, sport e caccia dell'Esposizione agricola, industriale e commerciale, M. I. Rozental, altri atleti e personaggi pubblici della società russa.
Come sede della prima edizione dell’olimpiade Russa fu scelta Kiev. Il Comitato organizzatore trovò 10.000 rubli per mettere su l’impresa. In breve fu costruito uno stadio, inaugurato già il 12 agosto 1912. Su un'apposita collina era stato installato un palco per i nobili. Per il pubblico fu pensata una tariffa proporzionale alla distanza: 5 rubli per i più vicini, 75 copechi per i più lontani. La manifestazione si tenne dal 20 al 24 agosto 1913 e prevedeva calcio, decathlon, corsa a ostacoli, ciclismo, ginnastica, nuoto e altri sport minori. Alla cerimonia inaugurale erano presenti 639 atleti di 15 organizzazioni sportive e 10.000 spettatori.
Le gare di nuoto si svolsero nella baia del circolo velico di Kiev, sul fiume Dnepr. Il programma prevedeva cinque gare. Nei cento metri stile libero arrivò primo V. Kolpakov della scuola di nuoto Shuvalov di San Pietroburgo, che nuotò la distanza in 1’23,3. Secondo finì V. Baranov, sempre di Pietroburgo, in 1’26,2 ma squalificato per falsa partenza, perdette la medaglia che passò a B. Kakushkin della Società degli appassionati di nuoto di Mosca, che aveva nuotato in 1’30.0. Il bronzo andò così al tenente del 26° reggimento Mogilev Borisovsky, che aveva impiegato 1’33. Anche il vincitore dei 400 e dei 1500 era un nuotatore di San Pietroburgo, quel Pavel Avksentiev, che era già in squadra a Stoccolma. Anche lui vinse con tempi decisamente alti (7’23,8 e 29’13.2), ma che diventarono subito record ufficiali russi, dato che queste competizioni rappresentavano i primi campionati russi di nuoto in assoluto. Naturalmente fu lo stesso per le altre gare in programma. Dietro di lui nei 400 arrivarono Benson dell'Amateur Club di Riga in 7’47,6 e N. Priaselkin, di San Pietroburgo. Nei 1500 ancora Priaselkin e Baranov, rispettivamente in 31’40,2 sec. e 32’ 58.0. Sempre di san Pietroburgo fu il vincitore dei 100 dorso, A. Hameliajnen, che impiegò 1’51,5, nuotando la classica rana rovesciata. Le altre posizioni andarono a A. Verkhovets del circolo "Sport" di Kiev (1’55.0) e V. Finnikov, ancora di Pietroburgo (1’57,1). Nella rana, sulla distanza dei 200 metri, vinse N. Priaselkin, che nuotò 3’44, 0 davanti A. Strelichev (San Pietroburgo), 3’49.7. Terzo arrivò invece un nuotatore del circolo velico di Kiev, un certo Kryshtal, che per completare la prova impiegò 3’52,6.
Nel luglio 1914, si tenne una seconda edizione dell’Olimpiade Russa, a Riga, in Lettonia, ma la mobilitazione generale che preparava l’entrata dell’Impero Russo nella prima guerra mondiale, non ne consentì la conclusione. La guerra scoppiò inesorabilmente, e, come sempre succede, eliminò del tutto e per un bel pezzo, ogni iniziativa di rinascita e rigenerazione pacifica del popolo.
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Le opinioni dei maestri del nuoto americano nel Simposio del crawl del 1918