“Crescere nuotatori” – Il libro con lo sconto NPC

In avvicinamento alla massima rassegna nazionale giovanile del nostro paese suggeriamo la lettura di un interessante libro tradotto ed edito nel 2014 dal nostro partner Calzetti & Mariucci, “CRESCERE NUOTATORI. Identificare, valorizzare e sviluppare il talento”, testo dedicato all’allenamento di nuotatori “age group”  in cui vengono proposte analisi esponenziali sulla gestione dei giovani atleti, sull’identificazione dei loro talenti e su tutti gli aspetti che contribuiscono alla crescita dei nuotatori.

L’autore del testo è l’allenatore americano Michael Brooks, attualmente head coach del Weymouth Waves Swim Club, può vantare una grande esperienza nella gestione e nella crescita dei settori giovanili, tema a cui ha dedicato molti anni della sua carriera con studi e ricerche fatti in collaborazione con uno staff di colleghi.

Brooks è stato ospite in Italia a Chianciano Terme nel 2014 per partecipare come relatore al Convegno nazionale allenatori di nuoto organizzato dalla Federnuoto, questi i titoli dei suoi interventi.

  • The art and science of teaching technique
  • The long term planning

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2014 – pagine 240

Di seguito la sinossi del testo.

Parlando di talento, il punto di partenza per quasi tutti gli allenatori di club non è costituito da un gruppo di bambini di sette anni scientificamente selezionati e con eccezionali capacità motorie, ma da un gruppo eterogeneo di bambini di differenti età, statura, livelli di abilità, capacità condizionali, e grado di interesse e motivazione. Alcuni vengono ad allenarsi tutti i giorni e sono concentrati su questa disciplina sportiva, altri si allenano un paio di volte a settimana e sono impegnati in numerose altre attività. Alcuni si comportano bene per tutto il tempo, altri solo quando l’allenatore li controlla. Alcuni sono splendidi da vedere e si muovono in acqua con facilità, altri sembrano in preda alle convulsioni. Alcuni si allenano di buon grado fino allo sfinimento, altri raramente superano la soglia delle settanta pulsazioni al minuto.

“La carriera di un nuotatore è una maratona, non uno sprint”.

Il processo quotidiano di sviluppo del talento non è un laboratorio perfetto, quanto piuttosto un mondo caotico e imperfetto nel quale l’allenatore deve operare ed esprimersi al meglio. La prospettiva di allenatore condiziona i pensieri in merito al talento e allo sviluppo del talento stesso. Ogni giorno ci si trova di fronte a un gruppo di bambini sui quali operare e, per svolgere bene il lavoro, si deve cercare di individuare il talento nel maggior numero possibile di loro. Anche se sarebbe bello che ognuno dei nuotatori presenti a bordo vasca fosse geneticamente avvantaggiato ed avesse genitori alti, coordinati e con un passato da atleti di élite, in realtà non si ha alcun controllo su tutto ciò e per questo è importante porre la propria attenzione sui fattori che si possono cambiare, non altri sui quali non si può influire; meglio porsi l’obiettivo di migliorare la condizione fisica, la tecnica e la mentalità agonistica dei miei nuotatori e cercare di ottimizzarne la performance costruendo un programma volto al miglioramento del potenziale che già hanno a loro disposizione facendolo emergere e valorizzandolo.

Un allenatore deve essere consapevole che in piscina ci sono dei talenti che è suo compito individuare e sviluppare. Deve quindi tenere gli occhi aperti per scovare i talenti in luoghi e situazioni improbabili: un atleta apparentemente poco promettente può tutto a un tratto allungare la propria bracciata e mettere in mostra una meravigliosa struttura fisica, mentre un atleta di bassa classifica può improvvisamente mettere la testa avanti negli ultimi venti metri e far vincere una staffetta, oppure un altro, inizialmente poco motivato, può risvegliarsi e dare il massimo in un allenamento di trenta minuti. Sono piccoli luccichii di diamanti fra la polvere e le rocce, lampi di perfezione che fanno ipotizzare basi sulle quali si può costruire.

Avere una visione ampia del talento non aiuta solo l’allenatore perché il mettere in evidenza i piccoli progressi quotidiani infonde nei nuotatori fiducia e motivazioni.
Ai bambini piace fare le cose che gli riescono bene e nelle quali riescono a migliorarsi, ma spesso non sono consapevoli delle proprie abilità finché un allenatore non gliele mostra. Quando gli allenatori riescono a definire correttamente il concetto di successo, non tanto rivolto alla vittoria quanto al migliorarsi, qualsiasi bambino può intraprendere il cammino verso lo sviluppo delle proprie qualità.

La parola talento va compresa in senso lato, onnicomprensivo, pragmatico, concreto, generalmente al plurale: talenti. Certe abilità, qualità comportamentali, abitudini, capacità e atteggiamenti che conducono al successo nel nuoto sono da ritenersi dei talenti. Un singolo talento non farà di un nuotatore.
La carriera di un nuotatore è una maratona, non uno sprint: dopo una partenza rapida bisogna mantenere la velocità. Di contro, la mancanza di un singolo talento non impedirà a un nuotatore di diventarlo. Questo perché nessuno possiede tutti i talenti e nessuno ne è completamente privo. Gli allenatori possono insegnare questi talenti, o almeno la maggior parte di essi, gli atleti li possono sviluppare. Questi talenti possono essere divisi in tre gruppi: qualità psicologiche o abilità, qualità fisiche o capacità, caratteristiche anatomiche.

Qualità psicologiche
Le componenti psicologiche forniscono le basi per lo sviluppo a lungo termine delle capacità fisiche ed hanno un’influenza sulle prestazioni dell’atleta tanto importante quanto la capacità aerobica, l’efficienza della bracciata, la statura. Un mantra del nostro programma è: “Devi pensare come un campione prima di poter nuotare come un campione”. Le abilità psicologiche possono essere allenate e migliorate spesso contemporaneamente ai miglioramenti fisici. Creando situazioni che sollecitino determinate abilità psicologiche, gli allenatori possono offrire ai nuotatori l’opportunità di svilupparle. La tenacia, ad esempio, può essere instillata facendo stancare gli atleti e assicurandosi che terminino comunque ciascuna serie, non importa di che tipo, con la massima intensità. I nuotatori perseveranti si costruiscono non permettendo loro di trascurare abilità che faticano ad apprendere ed enfatizzando l’importanza di lavorare su quell’abilità fino alla perfezione. Parlando continuamente di determinate doti talentuose e mettendo in evidenza i nuotatori che le possiedono, collegando inoltre le qualità mentali alla prestazione natatoria, gli allenatori mostrano agli atleti l’importanza di pensare come dei campioni.

Qualità fisiche
Questa categoria di capacità ha a che fare con il motore fisiologico del nuotatore e con un suo utilizzo intelligente. Sono queste le qualità a cui pensa la maggior parte delle persone quando sente l’espressione talento natatorio, e sono la sensibilità all’acqua, la capacità di recupero, la resistenza, la velocità e l’andatura.

Qualità anatomiche
In certi sport, determinate tipologie fisiche hanno particolari vantaggi. Un forte centro di basket non potrà diventare un ginnasta di élite, ed un lottatore non è strutturato per fare il tuffatore. Quando i nuotatori passano da un livello a quello successivo, la tipologia fisica si avvicina a quella ideale per il loro sport, ed infatti come risultato si può notare che in un’Olimpiade si registra una varietà fisica meno accentuata che in una manifestazione agonistica regionale. Detto questo, il concetto di nuotatore ideale cambia leggermente a seconda di chi sta dominando la scena internazionale in un determinato momento: prima dell’avvento di Michael Phelps, le gambe corte non erano considerate una virtù, ma dopo i suoi successi sono uscite centinaia di pubblicazioni a sostegno del fatto che gambe corte e un tronco lungo rappresentano la combinazione ideale.

 

 

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