Intervista a Bill Furniss

In avvicinamento al Clinic del 4 gennaio 2020 con Attila Selmeci pubblicheremo ogni lunedì del materiale tratto dai nostri precedenti clinic targati nuoto•it.  Dopo Gennadi Touretski è la volta del tecnico inglese Bill Furniss che fu co-protagonista del workshop di Imperia nel 2009 insieme al nostro attuale direttore tecnico Cesare Butini.

 

Intervista a Bill Furniss (2009)

[PRESENTAZIONE]

L’allenatore non deve smettere mai di credere nei propri atleti e deve essere una sorta di eterno ottimista. Esigi da te stesso quanto chiedi ai tuoi atleti e non smettere mai di imparare. Coach Bill Furniss

Bill Furniss (1954) allenatore di nuoto dal 1970, attuale head coach della nazionale inglese. Come tecnico di club ha allenato la Nova Centurion di Nottingham, fra le cui file militava una interessante dodicenne di nome Rebecca Adlignton, divenuta sotto la sua guida due volte campionessa olimpica a Pechino (400 e 800 stile libero), primatista del mondo negli 800 stile libero, migliore nuotatrice LEN del 2008, migliore sportiva 2008 in Inghilterra, Sempre nel 2008 Bill Furniss è stato eletto “Coach of the Year” dall’Associazione inglese tecnici ed allenatori di nuoto (BSCTA ) e migliore tecnico sportivo della Gran Bretagna dalla National Sporting Foudantion (Sport Coach UK).

Qual è il tuo background professionale, in buona sostanza come sei diventato allenatore di nuoto?

Da giovane sono stato un nuotatore che si è espresso a discreti livelli su scala nazionale. Ho iniziato dapprima a lavorare nel settore della finanza, ma sin dagli inizi della mia carriera professionale mi sono dedicato part time anche al lavoro di allenatore. Trent’anni fa ho deciso di sposare a tempo pieno questa attività, spinto dal fascino derivante dalla possibilità di aiutare atleti che ambiscono a conseguire qualcosa di straordinario.

Ci sono degli allenatori che hanno particolarmente contribuito alla tua formazione e ti hanno influenzato con le loro metodologie e il loro carisma?

Ho appreso molto dai tanti allenatori con i quali sono entrato in contatto sia in ambito squisitamente natatorio che attivi in altre discipline. Di recente posso affermare che la figura di Bill Sweetenham ha esercitato una grande influenza sia sugli atleti che sugli allenatori britannici. A lui si deve l’aver spinto entrambi a cercare di esprimersi al meglio del proprio potenziale.

Qual è il ricordo piu’ bello maturato in una ormai lunga carriera da allenatore?

Credo di poter rispondere con discreta facilità; di sicuro, questo ricordo si associa al seguire Rebecca migliorare il primato del mondo degli 800 stile libero, che apparteneva ad una autentica legenda quale Janet Evans e che aveva resistito per ben 19 anni.

Qual è la definizione che daresti di Bill Furniss quale allenatore di nuoto?

Sono concentrato sull’obiettivo, duro ma giusto al contempo. Cerco di non rendere mai le cose piu’ difficili rispetto a quanto già lo sono; penso che sia di fondamentale importanza riuscire a sviluppare una relazione, fra atleta ed allenatore, fondata sul rispetto e la fiducia.

[GLI ATLETI]

Potresti rammentare i migliori atleti con i quali hai collaborato nella tua carriera di allenatore, a parte ovviamente Rebecca Adlington?

Nel corso degli anni ho lavorato con buona parte degli atleti britannici che hanno fatto parte delle nostre squadre nazionali. Io stesso, in prima persona, posso dire di aver allenato una decina di atleti che hanno preso parte ai Giochi Olimpici. Sono stato l’allenatore della prima ragazza capace, in Gran Bretagna, di nuotare i 100 rana in meno di 70 secondi. Piu’ di recente la lista dei miei allievi ha incluso atleti quali Adam Faulkner, Katherine Evans e Jessica Sylvester.

A parte gli atleti, il “capitale umano” per così dire, quali sono i fattori piu’ importanti che concorrono allo sviluppo di una squadra giovanile?

Penso che le strutture disponibili giochino un ruolo importante. Ad ogni modo, nessuno dei ragazzi che io seguo nelle categorie giovanili ha un posto in qualche modo garantito all’interno del mio gruppo di allenamento. Devono conquistarselo giorno per giorno. La tecnica, poi, riveste una importanza fondamentale e ad essa dovrebbe essere assegnata assoluta priorità, quale parte costitutiva di qualsiasi sessione in vasca.

Quali sono gli errori che debbono essere assolutamente evitati da parte di un coach a cui sia stato assegnato un gruppo di giovani nuotatori?

Bisogna innanzittutto resistere alla tentazione di premere sull’acceleratore troppo presto. Quando l’atleta è ancora molto giovane, bisogna inoltre evitare che si ecceda nel programma gare e pure la specializzazione in riferimento ad un singolo stile o a talune distanze.

Quali sono i tratti vincenti ed essenziali di un nuotatore di alto livello?

In primo luogo, deve essere disposto a pagare il prezzo richiesto per raggiungere il successo. Molti atleti nutrono grandi aspirazioni ma pagano pegno nel loro impegno giornaliero. Ad ogni modo, è altresì necessaria una ottimale preparazione sia sul piano tecnico che fisico, nonché la capacità di credere appieno nei propri mezzi in situazioni di estremo stress e sotto forte pressione mediatica e non.

[L’ALLENATORE]

Potresti sintetizzare le qualità vincenti che non possono mancare ad un allenatore?

Non smettere mai di credere nei propri atleti ed essere una sorta di eterno ottimista. Esigi da te stesso quanto chiedi ai tuoi atleti e non smettere mai di imparare.

Quali sono i consigli che ti sentiresti di dare ad un giovane allenatore agli inizi della sua carriera?

Gli direi innanzitutto di andare a seguire le sessioni di allenamento di quanti piu’ coach possibili, apprendere le pratiche in uso in altre discipline e settori della società, ivi comprese le aziende.

Che cosa significa avere successo nel mondo del nuoto? Quali sono le chiavi di volta indispensabili per raggiungere il successo?

A volte è difficile avere la capacità di cogliere tutti quei dettagli che possono fare la differenza. Il nuoto è uno sport complesso, che richiede grandi capacità sia fisiche che tecniche. Il coach deve essere in grado di attingere da tante aree differenti e poi mettere in atto un programma di allenamento conciso e chiaro per il proprio atleta. La chiarezza di pensiero riveste un ruolo essenziale per raggiungere il successo.

Quali sono le principali difficoltà che devi affrontare in qualità di allenatore di un’atleta di altissimo livello quale è Rebecca Adlington?

Le nostre strutture di allenamento lasciano parecchio a desiderare e possiamo allenarci in una vasca da 50 metri soltanto tre volte alla settimana. All’età di 15 anni Rebecca ha sofferto per circa 18 mesi di una affezione ghiandolare che la costrinse a rimanere fuori dalla squdra messa in piedi per gli ultimi Giochi del Commonwealth (ndr a Melbourne nel 2006) e a causa della mancanza di esperienza a livello internazionale le sue performance furono assolutamente sottotono anche agli ultimi Campionati del Mondo.

Bill Furniss nel corso del Swimming Coaches Golden Clinic al FINA a Windsor nel 2016

Titolo intervento: Constructing a Winning Programme for an Olympic Cycle.

[L’ALLENAMENTO]

L’attenzione allo sviluppo della tecnica riveste un ruolo importante nelle tue metodologie di allenamento?

La tecnica rappresenta sempre il fattore che maggiormente incide e limita la performance. Per prima cosa, dobbiamo offrire ai nostri ragazzi eccellenti capacità sul piano tecnico e poi devono apprendere a mantenerle anche in condizioni di gara.

Qual è l’ingrediente essenziale che non puo’ mancare in una tua sessione di allenamento?

In una parola sola, il controllo.

Ci regali un flash di metodologia? 

Dedico grande attenzione a esercizi finalizzati ad incrementare la lunghezza della bracciata e per conseguire una posizione di estrema estensione del corpo, al fine di ridurre l’attrito e usare al meglio l’elasticità muscolare per aumentare la propulsione.

[MISCELLANEOUS]

A tuo avviso quali sono le differenze più vistose (parlando dell’approccio al mondo del nuoto) tra Europa e Resto del mondo?

Le differenze non sono piu’ della medesima portata rispetto al passato. I nuotatori europei hanno impressionato e raggiunto grandi risultati alle Olimpiadi di Pechino perché molti Paesi si sono organizzati e strutturati meglio ed hanno la percezione di essere nella condizione di poter vincere. Gli americani dispongono ancora di una tremenda competizione interna alla squadra, che aiuta i nuotatori ad essere particolarmenti redditivi quando conta, mentre gli australiani secondo me hanno semplicemente una sorta di naturale passione per questo sport.

Conosci il nuoto italiano e cosa ne pensi ?

Penso che in Italia si sia fatto un grande lavoro soprattutto nel mezzofondo. Gli allenatori sono ben organizzati e gli atleti dispongono di un ruolo di un certo rilievo nel vostro Paese.

Fra i molti campioni del presente e del passato chi è il migliore di tutti ?

Michael Phelps è senza dubbio il campione dei campioni. Il suo bottino di 8 medaglie d’oro nella medesima Olimpiade rappresenta una delle piu’ grandi imprese nella storia dello sport, a prescindere dalle varie discipline incluse nel programma olimpica. E’ stato un onore e un privilegio poter assistere dal vivo a questa clamorosa impresa.

Pensi che il web possa essere considerato oggigiorno uno strumento utile per il tecnico? (ad esempio per studiare gli avversari e conoscere i loro percorsi di avvicinamento alle manifestazioni più importanti).

Penso che sia un must per qualsiasi coach. Consulto spesso Internet per dare un’occhiata ai set di allenamento predisposti da altri allenatori e per mantenermi aggiornato sulle evoluzioni del nostro sport.

Conoscevi il nostro sito? (N.D.R. nuoto•it)

Sì e confesso di averlo usato di frequente in passato.

 

Alla prossima puntata.

Se desideri riprendere parte dell’intervento o del materiale puoi farlo , ti chiediamo solamente di citare la fonte con link diretto a questa pagina.

Nella foto sopra Bill Furniss

Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

 

 

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