Infezione da coronavirus, prime ripercussioni sullo sport. Le raccomandazioni di Gary Hall Jr.

A sei mesi dai Giochi di Tokyo, la rapida diffusione dell’infezione da coronavirus 2019-nCov sta spingendo numerose federazioni a cancellare o spostare eventi di qualificazione organizzati in Cina.

World Athletics ha posticipato al 2021 i Campionati del mondo indoor previsti per il 12-13 febbraio a Nanjing. Il Comitato paralimpico USA (USOPC) ha dichiarato di stare esaminando con attenzione le raccomandazioni del Centro per il controllo delle malattie (CDC) mentre il rappresentante degli atleti Han Xiao ha dichiarato di essere favorevole a qualsiasi iniziativa sarà presa per tutelare la loro salute. Analoghe dichiarazioni da Rob Stull, direttore tecnico di USA Pentathlon. FIBA, la federazione internazionale del basket, ha spostato in torneo di qualificazione femminile da Foshan, 1000 chilometri a sud di Wuhan, a Belgrado. La FIFA  ha spostato per due volte il torneo di qualificazione olimpica Gruppo B, prima da Wuhan a Nanjing e poi a Sidney. Torneo a cui non potranno partecipare almeno quattro giocatrici cinesi, in quarantena per sospetta infezione da 2019-nCov.

Segnaliamo la presa di posizione di Gary Hall Jr (nella foto tratta dal suo profilo Instagram), tre volte campione olimpico con dieci medaglie complessive tra Atlanta 1996, Sidney 2000 e Atene 2004

Tokyo si trova a circa 2500 chilometri da Wuhan, epicentro del virus 2019-nCov  che ha ad oggi infettato più di 6000 persone e causato 132 decessi, in Cina e in un’altra dozzina di paesi. Lo sprinter di Cincinnati, da sempre attento alle esigenze e rivendicazioni degli atleti, ha raccomandato massima attenzione alla salute degli stessi.

“La salute e la sicurezza degli atleti sono questioni della massima importanza. Abbiamo il dovere di prendere tutti i provvedimenti necessari per tenerli al sicuro” raccomanda Hall, ricordando altre circostanze nelle quali a suo avviso la FINA non è stata sufficientemente attenta a tutelare i nuotatori da rischi quali caldo eccessivo, inquinamento, virus: a Rio 2016 molti nuotatori si sono ammalati a causa dell’acqua inquinata della baia che ospitava le gare di fondo; nel 2010 Fran Crippen, quattro volte campione USA, è morto nuotando i 10K durante una gara di Coppa del mondo a Dubai a causa del caldo eccessivo.

“Entrambe le situazioni erano evitabili” accusa Hall, “la FINA avrebbe potuto pretendere lo spostamento della gara di Rio; invece ha tirato dritto, senza preoccuparsi delle conseguenze”

Leggi la notizia sul Washington Post [ENG]

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