“Sono devastato, ho sempre lottato per lo sport pulito”

Roland Schoeman affida a Instagram la sua versione sulla vicenda di doping che lo vede coinvolto. Così scrive il sudafricano campione olimpico ad Atene 2004 sul suo profilo:

 

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My full statement in the photos.

Un post condiviso da Roland Schoeman (@roland_schoeman) in data:

“Cari amici e supporter, come già sapete la FINA mi ha comminato un anno di squalifica a seguito della positività a due metaboliti della cardarina (GW 50516) riscontrata il 19 maggio 2019. La sospensione è terminata il 17 maggio di quest’anno. Voglio condividere l’accaduto con voi, in quanto sono consapevole della mia responsabilità come modello per i giovani nuotatori.

Per noi atleti, il nostro corpo è uno strumento di lavoro, e utilizziamo abitualmente l’integrazione alimentare per mantenerlo nelle migliori condizioni possibili. Lo scorso anno stavo testando vari integratori, accuratamente selezionati per evitare l’assunzione di sostanze proibite. Non avevo alcun timore di sottopormi a controlli che avevo già superato decine di volte. Purtroppo sono risultato positivo a due test e non avevo più a disposizione gli integratori utilizzati per poter verificare se fossero contaminati.

Non avrei mai assunto volontariamente una sostanza che tra le varie cose aumenta il rischio di cancro e malattie cardiovascolari. Ho pagato di tasca mia altri test per capire da dove provenisse la contaminazione, ma senza successo.

È opportuno ricordare che normalmente in questi casi la FINA applica automaticamente una squalifica che va da due a quattro anni. Mi sono recato a Losanna per chiarire la mia posizione, e il fatto di avere ricevuto un solo anno di sospensione testimonia la disponibilità della FINA a credere a un’assunzione involontaria.

In decenni di attività non ho mai assunto sostanze proibite, e i tecnici confermano che la ridottissima quantità di cardarina (1,3 nanogrammi) rinvenuta è compatibile con una contaminazione casuale, circostanza confermata dal fatto che i cinque test precedenti avevano dato esito negativo.

Ho sempre pensato che avrei concluso la mia carriera senza macchie, e questo episodio per me è devastante e mortificante, perché ho sempre lottato per uno sport pulito. Per evitare ulteriori incidenti ho preso l’abitudine di registrare il numero di serie di ogni confezione di integratori che assumo e di trattenerne una porzione, in modo da poterli sottoporre a test nel caso si riscontrassero ulteriori anomalie.

Ho sempre pensato che il mondo del doping fosse marcato da una linea netta, o stai di qua o di là. Questa dolorosa esperienza mi ha dimostrato che non è tutto così semplice. Agli ufficiali FINA ho garantito la mia piena collaborazione e mi sono messo a disposizione per partecipare a programmi educativi dedicati agli atleti.

Il mio obiettivo rimane partecipare ai Giochi Olimpici, e il mio impegno per mantenere i più elevati standard etici e di lealtà rimane inalterato. Non voglio perdermi in discussioni interminabili, perché il mio impegno è rivolto a prepararmi al massimo e fare del mio meglio. Con la vostra comprensione, questo comunicato è quindi la mia parola definitiva sulla questione. Grazie per la vostra comprensione e sostegno”

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

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