Falso positivo

Diego Polani
Photo G. Scala/Deepbluemedia

 

Un articolo uscito su Nuoto•com dal titolo impegnativo e provocatorio Andrà tutto male ha creato una sorta di presa di posizione in favore o contro il titolo stesso.

Sicuramente è un titolo particolare che, se corredato da un’attenta lettura del testo, mette in evidenza il fatto che alla fine di questo periodo di emergenza il nostro ambiente sarà, probabilmente, uno dei più colpiti dalla recessione economica che in molti stanno paventando. E su questo non si può dire nulla, è un dato di fatto; tutte le attività economiche e sociali si troveranno a vivere un cambiamento epocale così come storicamente è avvenuto durante le grandi crisi storiche (proviamo rileggere alcuni classici della letteratura, citando un autore che in questi giorni viene spesso nominato: Alessandro Manzoni).

Ritornando a noi, ricordo un’intervista letta pochi giorni fa del filosofo sloveno Slavoj Žižek il quale afferma che l’epidemia di coronavirus è “un segno” per far capire all’umanità di smettere di vivere come abbiamo fatto fino ad ora e che è “necessario un cambiamento radicale”. Secondo il filosofo, inoltre, bisogna “riflettere su un fatto triste: abbiamo bisogno di una catastrofe per ripensare le caratteristiche di base della società in cui viviamo”. Il filosofo è convinto che da questa situazione “emergeranno nuovi valori”.

In questa intervista leggiamo parole come triste e catastrofe ad esempio, ma ritengo che non sia affatto un esempio di pensiero negativo così come l’articolo precedentemente citato.

Pur vivendo in un momento particolare, direi storico, ritengo che non bisogna confondere la positività con quello che erroneamente viene definito pensiero positivo. Storicamente il pensiero positivo nasce da quanto scriveva la scrittrice americana Louise Hay, che si era ispirata alla preghiera affermativa, ossia il ripetere delle frasi positive tutte le mattine per cambiare la propria vita. Se vogliamo creare una similitudine è un po’ quello che si sta facendo, quasi come un rito propiziatorio quando scriviamo, diciamo, cantiamo Andrà tutto bene!

È un mantra che è fine a se stesso, una scatoletta vuota che non interferisce assolutamente con la realtà e, anzi, può portarci ad ignorarla con il rischio  di prendere inutili bastonate.

Allora parliamo di positività, ossia quella capacità di osservare ciò che ci circonda senza far finta di nulla per diventare consapevoli del nostro oggi e quindi capire cosa ci prospetta il futuro per costruire qualcosa che ancora non conosciamo. L’articolo “incriminato” è quindi, secondo me, un modo per riacquistare consapevolezza per imparare a costruire per tempo e senza illusioni il nostro futuro. Sicuramente vivremo situazioni e attività completamente diverse ma grazie a questa consapevolezza potremo costruire il nostro futuro con reale positività.

Diego Polani
Psicologo dello sport e psicoterapeuta
Docente nazionale SIT FIN

Ph. ©Alexas Fotos @Pexels

 

 

 

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