#Nuotopuntolive, 1° puntata: Fabio Scozzoli e Martina Carraro

Per chi se lo fosse perso, riportiamo il recap del primo episodio di #Nuotopuntolive condotto da Alberto Dolfin. Oggi siamo andati virtualmente a casa della coppia della rana azzurra: Fabio Scozzoli&MartinaCarraro. I due campioni hanno ricordato le emozioni delle loro vittorie, le medaglie più belle, ma anche le gare più faticose e i momenti difficili. Una ventata di aria fresca e di positività che ha reso la nostra quarantena più piacevole e sempre vicino all’acqua.

Perché avete scelto la rana?

MC: quando ho iniziato a nuotare, sapevo fare bene questo stile, perciò è stata una scelta semplice. All’inizio nuotavo a  farfalla, poi è stato abolito e mi sono dedicata solo alla rana.

FS: più che scegliere si tratta di essere scelti. Da piccolo mi riuscivano bene tutti gli stili, infatti adesso faccio anche i misti, ma nella rana avevo i risultati migliori.

Come ci si sente a stare lontani dalle rispettive famiglie?

FS: diciamo che comunque noi siamo una famiglia e quindi stiamo bene. In ogni caso, lei è abituata a stare lontano da casa, mentre prima vedevamo spesso i miei e mia sorella. Sicuramente mancano. 

Le vostre prestazioni risentiranno del rinvio dell’ Olimpiade?

MC: ricominceremo l’anno prossime come se fosse un anno olimpico. Cambia poco, è giusto così, perché non riusciamo ad allenarci e siamo fermi. Al momento, inoltre, non sappiamo come si evolverà. Lo trovo corretto perché almeno saremo tutti allo stesso punto di partenza.

Come vi siete sentiti il giorno dopo del rinvio Olimpico? Le vostre sensazioni?

FS: Sollievo. Non ci stiamo allenando. Stavamo vivendo tutto come una continua rincorsa agli allenamenti e c’era anche molta ansia. Al momento non riusciamo a prepararci al meglio per affrontare i Giochi olimpici.

Come vi siete conosciuti?

FS: lei nuotava a Bologna, ma ci conoscevamo. Nello specifico, a Tenerife in occasione del collegiale del 2016 lei si era aggregata al mio gruppi, ci siamo avvicinati e abbiamo capito di avere delle cose in comune e da li è scoccata la scintilla. 

Le vostre medaglie più belle?

MC: assolutamente la medaglia di bronzo mondiale di Gwangju 2019

FS: l’oro di Budapest 2010 nei 50 rana ai Campionati europei.

Che rapporto avete con l’allenamento?

FS: IO VIVO per allenarmi, a me piace moltissimo. 

MC: anche a me piace tantissimo. 

Quanto è importante il coach per un atleta? 

FS: Importantissimo. Siamo cresciuti ed esplosi sotto la guida di coach molto forti Tamas Gyertyanffi e Fabrizio Bastelli, molto simili per approccio e carattere, ma molto diversi a livello tecnico. Allenatore, soprattutto all’inizio è una vera e propria guida. Cesare Casella è perfetto per noi, per atleti maturi e di alto livello, cerca sempre il confronto ed è un ottimo supporto. Abbiamo un allenatore molto comprensivo. 

Cosa pensate di Nicolò Martinenghi e Benedetta Pilato?

FS: Martinenghi è entrato uragano nel mondo dei grandi. Poi ci siamo conosciuti meglio e inevitabilmente siamo diventati amici. Abbiamo un ottimo rapporto, a febbraio ci siamo allenamenti insieme a Tenerife. Negli ultimi anni ci siamo stimolati molto: ci piace gareggiare insieme.

MC: in quanto a Benedetta parlano i suoi risultati. Lei è esplosa a quattordici anni, ancora più giovane di Nicolò, è forte e ha ampi margini di miglioramento, magari più sui 100 che sui 50. Sono contenta di avere un’avversaria in più oltre ad Arianna Castiglioni. 

Quanto è importante per voi la palestra?

MC: per me è fondamentale perché ho messo massa muscolare e ha iniziato a migliorare, prima ero un’atleta dalla costituzione più minuta. 

FS: si è importante e fondamentale per tutto. Mi confronto spesso con Fabrizio Antonelli, che oggi è un tecnico del fondo a livello mondiale e mi riferisce che la palestra è importante anche per i nuotatori in acque liberi.

Cosa pesa di più in questo momento difficile: la paura per la pandemia, non potersi allenare o rimanere chiusi in casa?

MC: inizialmente abbiamo sottovalutato tutti il virus. Per un atleta privarlo della quotidianità è pesante: farebbe di tutto per riprendere l’allenamento, ma l’ho maturato solo in un secondo momento. All’istante ero nel panico,  perché il nuoto è sensibilità e il lavoro a secco non è lo stesso, non è uguale. Poi, visto come si sono messe le cose, assolutamente la pandemia.

FS: Le stesse cose che ha detto Martina. E aggiungo che mi spaventa anche la sensazione che avremo al rientro.

Fabio, cosa pensi di Adam Peaty?

FS: Adam è fortissimo. Sono fortunato ad avere la possibilità di gareggiare contro di lui e infatti in molti dei suoi video ci sono anche io, ad esempio ricordo bene il record del mondo di Gwangju. L’ho anche battuto qualche volta in corta perché ha qualche lacuna tecnica. Va velocissimo in nuotata, ma la subacquea partenza e virata sarebbero da migliorare. Se affinasse la tecnica, sarebbe ancora più forte.

La gara in cui avete faticato di più per arrivare sul podio?

FS: i Campionati europei in vasca corta di Glasgow 2019, i 50 rana.

MC: la finale dei 100 rana di Gwangju 2019.

Il vostro momento buio? Come ne siete usciti?

MC: il cambio società è stato pesante, perché a Bologna avevo seconda famiglia. In questo caso però ho seguito l’istinto e ho fatto la scelta giusta

FS: l’infortunio è stato pesante dal punto di vista mentale e fisico. Ne sono uscito facendo ciò che amo: allenandomi. 

Fabio, che rapporto avevi con Tamas Gyertyanffi?

Lui era come un padre per me, lo veneravo. Ma non solo io, tutti. Eravamo un gruppo fantastico e unito, gli siamo tutti grati e quando lui è andato via è stato un colpo al cuore. Rivederlo alla festa dei trent’anni dell’Imolanuoto è stato una grande emozione.

Avete mai pensato di smettere?

FS: si, dopo l’infortunio.

MC: no, mai.

Fabio, come sta Cameron Van Der Burg?

Sta bene adesso fortunatamente. Sua moglie ha contratto il Coronavirus e gliel’ha trasmesso, ma ora stanno bene. Mi ha detto: “è stato il peggior virus che ho avuto”.  Non sottovalutatelo, perché sono parole dette da un atleta che ha vinto le Olimpiadi e ha uno stile di vita sano. 

Mondiali? Fabio ad aprile 2021 e un macrociclo dopo o dicembre al posto della corta e Martina no.

Un vostro momento buio e come l’avete superato?

MC: il cambio di società, perché a Bologna avevo seconda famiglia, però ho seguito l’istinto.

FS: l’infortunio è stato pesante dal punto di vista mentale e fisico. Ne sono uscito facendo ciò che amo: allenandomi. 

Cosa farete dopo la quarantena?

MC: Ristorante!

FS: E poi andremo dai miei genitori. 

Cosa ne pensate della ISL?

MC: Molto impegnativa, ma davvero scenica e particolare. Tanta adrenalina, gareggiavo con avversarie di alto livello. Ti senti molto più attaccata alla squadra, non emerge il singolo, ma il gruppo. Mi sono divertita e non vedo l’ora. Questa gara mi ha insegnato tanto.

FS: se ci fossero stati i Giochi, il prossimo anno essendo post Olimpico mi sarei focalizzato al 100% su quello. A causa del rinvio, invece, al momento penso che dovrò fare delle valutazioni con Cesare.

Hobby?

FS: Leggere. Al momento testi tecnici, mi sto dedicando alla formazione 

MC: Televisioni, serie Tv, letture

Un messaggio al pubblico?

FS: Rispettate le regole, ne usciremo al più presto.

 

Sul nostro canale Youtube è disponibile il video della diretta

 

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