#Nuotopuntolive 14° puntata. Marco Orsi: “Sono un animale da competizione e non vedo l’ora di tornare a gareggiare.”

#Nuotopuntolive grazie ad Alberto Dolfin è andato a Bologna a trovare Marco Orsi. L’atleta è tesserato per il Gruppo Sportivo Militare delle Fiamme Oro e per il Circolo Nuoto UISP Bologna. Simpatico, divertente, autoironico, positivo. Ma anche critico e riflessivo. Marco ci ha regalato in questa diretta un mix di sé stesso rispondendo alle domande di quanti erano collegati, sempre sorridendo e scherzando, ma anche dimostrando come un campione sappia rialzarsi e rimettersi in gioco dopo i periodi meno positivi, che purtroppo a volte la vita riserva.

Per chi si fosse perso l’appuntamento con #Nuotopuntolive, riportiamo il video della diretta tratto dal nostro canale Youtube.

Mi ritengo molto fortunato, perché nella mia carriera di nuotatore, fino ad ora, ho incontrato allenatori e tecnici estremamente in gamba, che hanno saputo tirare fuori il meglio di me. A cominciare da quando ero piccolino, categoria ragazzi:  il tecnico dell’epoca mi ha fatto lavorare su tutti gli stili, facendomeli imparare al meglio.  Particolare attenzione a virate e subacquee. Per un velocista questi non sono dettagli, questa è la prestazione al completo. Il segreto poi, è pensare tutti i giorni a quello che si fa. Ad ogni allenamento è importante concentrarsi su come devono essere fatte le cose, senza lasciare nulla al caso. Se ci si abitua così, poi tutto sarà più facile anche in gara.

Marco è un atleta che ha dovuto affrontare alcuni momenti di difficoltà e ne parla molto serenamente e con la maturità propria dei campioni.

Nel 2016 ho dovuto fare i conti con  citomegalovirus e mononucleosi. Ho dovuto rallentare, proprio nell’anno olimpico. Ho stretto i denti e nonostante tutto sono riuscito a qualificarmi per Rio con la staffetta. Non ho avuto grandi risultati, ma per me la cosa più importante era partecipare, qualificarmi a quell’Olimpiade. Purtroppo, quando sei in alto ci sono un sacco di malelingue: in molti mi hanno dato del dopato. Mi è dispiaciuto molto, perché non credo di meritarlo. Non è stato un periodo semplice, sia a livello fisico che a livello psicologico. Anche perché faticavo molto a recuperare. Devo dire grazie alla dottoressa Tiziana Balducci, medico per la Nazionale,  che segue gli atleti del Centro Federale di Verona. Si è presa a cuore la mia situazione e mi ha aiutato. Abbiamo trovato l’origine del problema: soffro di tiroidite di Hashimoto. Mi è cambiato tutto: il modo di allenarmi, il regime alimentare. Almeno ora so cosa devo affrontare e come affrontarlo! Serve tanta forza di volontà e amore per ciò che si fa, per questo sport.

 

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