#Nuotopuntolive, 15° puntata. Kromowidjojo&Weertman: “Tokyo il nostro obiettivo. Poi vedremo.”

Secondo appuntamento internazionale per #Nuotopuntolive. Alberto Dolfin è volato in Olanda dalla coppia di fidanzati e atleti del team arena, Ranomi Kronomowidjojo e Ferry Wertmaan.

Lui è un fondista e il campione olimpico della 10 km in carica, al contrario, lei è velocista e due volte sul gradino giù alto del podio a Londra 2012. Per chi si fosse perso la diretta, riportiamo il recap e il video tratto dal nostro canale Youtube.

Come state? Come state trascorrendo la quarantena?

Ferry: Bene. La gestiamo bene, tutto sommato. Non è perfetta, perché ci manca tanto nuotare. 

Ranomi: Bene dai. Si, ci manca nuotare, ma per fortuna oggi c’è il sole in Olanda.

Vi allenate tanto a casa, date consigli a giovani nuotatori: deve essere interessante per voi:

Ferry: si, diciamo che facciamo il possibile per tenerci in forma pure senza nuotare. 

Unsprinter e un fondista anche in questo periodo svolgono allenamenti diversi?

Ranomi: Andiamo a camminare insieme , ma le andature sono diverse. Io vado più veloce, la mia frequenza cardiaca é più alta, essendo una velocista. Diciamo che io dopo un’ora sono già stanca, mentre Ferry ha appena iniziato.

Ferry: a causa delle diverse andature non possiamo allenarci a lungo insieme, io per fare endurance devo camminare tanto più di lei e soprattutto per raggiungere una frequenza cardiaca adatta a me.  Facciamo anche sessioni di bike, abbiamo anche vogatore, ma non manca anche qualche esercizio con le bande di resistenza e allenamenti di forza.

Chi va più veloce nei 50 stile libero?

Ferry: é più veloce lei, ma quando ci sfidiamo agli allenamenti cerco di andare più forte di quanto farei di solito.

Ranomi: in un 50 metri secco sono più veloce io, ma alla lunga mi batte, tipo in dieci serie da 50 metri. Anche nei 100 metri lui è più veloce di me. Vedremo dopo la quarantena senza nuotare se sarà ancora così.

Chi cucina dei due a casa?

Ranomi: cucino io, perché l’allenamento di Ferry è generalmente più lungo, mentre io finisco prima. Quando lui ha finito di allenarsi trova la cena pronta. In ogni caso spesso cucinamo insieme.

Il vostro piatto preferito? Ranomi, sei una “cittadina del mondo” la tua cucina deve essere molto varia…

Ranomi: Qualche giorno fa abbiamo cucinato lo shakshuka, piatto tipico marocchino. Ma non stiamo troppo tempo in cucina, ci piacciono le cose semplici. Durante la prima settimana di lockdown ho cucinato qualche torta, ma ho smesso subito, perché non le vedevamo nemmeno e io le mangiavo tutte.

Ferry: si, diciamo che cuciniamo cose semplici. Vogliamo rimanere in forma nonostante la quarantena, quindi non possiamo cucinare tanti dolci.

Guardate qualche serie TV? Come passate il tempo in questo periodo di lockdown?

Ranomi: siccome il clima in Olanda sta migliorando, passeggiamo molto nei dintorni di casa, perché siamo autorizzati ad uscire. In ogni caso si, la sera guardiamo anche Netflix.

Ferry: Si, attualmente stiamo seguendo Dirty Money.

Vi piace gareggiare? Vi definite “animali da competizione”?

Ranomi: Mi piace molto di più gareggiare piuttosto che allenarmi, mentre per tanti alteti è l’esatto contrario. Io mi devo allenare per andare molto veloce in gara. Considero un animale da competizione atleti come ad esempio Katinka Hosszu. Lei gareggia davvero tanto e va forte ogni week end. Io penso che noi, invece, siamo un po’ più moderati e gareggiamo al top della forma tre o massimo quattro volte l’anno. Ci alleniamo per gareggiare e gareggiamo per vincere. Più la gara è importante, più amo disputarla. La finale olimpica è la gara più bella che ci sia. 

Ferry: Si concordo. Mi piace gareggiare e noi alleniamo per questo. L’allenamento è ciò che consente di fare bene in gara.

La medaglia a cui siete particolarmente legati? Avete una stanza dedicata ai vostri trofei?

Ranomi: direi la mia medaglia d’oro olimpica. Tutte le medaglie sono a casa dei miei genitori, non le ho qui.

Ferry: quando gareggiavo a livello nazionale in Olanda vincevo tanti trofei piuttosto che medaglie, in acque libere si usa così. La medaglia più importante che ho è quella olimpica di Rio dei Janeiro. Inoltre è anche la più bella da vedere.

Avete già deciso cosa fare dopo il matrimonio? 

Ferry: non sappiamo quanto durerà questa situazione, quando potremo tornare a viaggiare. Con queste restrizioni e il divieto di assembramenti non è il periodo ideale per programmare un matrimonio.

Ranomi: non abbiamo programmato nulla e sono contenta così perché non sappiamo cosa ne sarà del futuro. Inoltre avessimo deciso qualcosa, lo avrebbero annullato. Chissà…forse dopo Tokyo…

Come ci si sente ad essere una campionessa olimpica?

Ranomi: all’inizio è strano. Ti alleni per tanti anni, finisci la gara e realizzi di aver vinto. Vedi il numero uno di fianco al tuo nome e ti prendi la medaglia.Si, la medaglia olimpica è bella, ma la parte che ho preferito è stato festeggiare con il mio paese: è stato fantastico, una sensazione unica. Mi sono sentita come un’eroina. 

Ferry: si, è vero. E soprattutto in Olanda non siamo con Italia, voi siete più patriottici, quindi è stato davvero bello.

Il segreto della scuola della velocità olandese?

Ranomi: Abbiamo tanti esempi e modelli in Olanda tipo Inge De Brujin o Peter Van Der Hogenband. La velocità, per noi, oramai è qualcosa di naturale. Infatti anche io da piccola volevo essere come loro e mi focalizzavo generalmente sullo sprint e sulla velocità. Fino a diciotto anni ho fatto tutte le gare e mi sono resa conto di performare al meglio nello stile libero veloce. Puntiamo alla qualità e non quantità. Non nuotiamo molti chilometri, ci concentriamo molto sulla bracciata, sui dettagli e sulla tecnica.

Ferry:  da outsider posso dire che gli olandesi osservano molto la tecnica, i dettagli e cercano di rendere lo stile perfetto. Concretatemente, tutte quelle cose piccole che possono essere migliorate, dalla partenza alla virata. In sostanza, quei particolari che possono fare la differenza in una distanza breve come i 50 metri stile libero. 

Quanto conta il nuoto in Olanda, è importante?

Ranomi: diciamo che il nuoto è uno sport popolare ma non il principale. Inoltre vorrei vedere più ragazzini allenarsi e nuotare.

Ferry: la gente ama guardare il nuoto, ma non andare in piscina e nuotare. In Olanda trovo che tutti siano in grado di nuotare, ma non di nuotare bene a stile libero. Ci sono tanti sport popolari e gli Olandesi fanno molto bene in parecchi sport, ma il nuoto non è il principale.

Ranomi: aggiungo che alcuni club sono sotto pressione, perché tanti allenatori delle società sono volontari e non vengono pagati. La quarantena metterà a dura prova questi club e non sappiamo nemmeno se saranno in grado di sopravvivere una volta tornati alla normalità.  Ci sono tanti sport che sono seguiti, il nuoto rientra tra questi, ma non è il più importante.

La vostra piscina preferita o bacino per nuotare in gare in acque libere?

Ferry: la mia gara preferita è stata a Couzmel in Messico, era una tappa di coppa del mondo. C’era un’acqua davvero limpida e riuscivo a vedere benissimo il fondale e tutte le conchiglie. Nuotare così vicino alla costa ha reso la gara molto interessante.

Ranomi: L’Aquatic Centre di Londra e lo Stadio del Nuoto al Foro Italico di Roma. In questo momento però mi andrebbe benissimo una piscina qualunque pur di nuotare. 

Ai Campionati europei di Roma 2022 ci pensate?

Ranomi: Ora sono più concentrata sulle olimpiadi e su Tokyo, che resta il mio obiettivo principale. Poi vedremo: in futuro non so cosa succederà.

Ferry: per me uguale. Sto seguendo la stessa strategia delle Olimpiadi di Rio. Per ora l’obiettivo principale è quello, poi non so in futuro cosa succederà. Posso dire che comunque mi piace tanto nuotare. Vedremo.

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