Cesare Butini al seminario CONI con i colleghi Direttori Tecnici delle nazionali

Ieri i direttori tecnici delle varie Nazionali si sono ritrovati via web al seminario “Tokyo 2020, la ripresa delle attività di alto livello tra criticità ed opportunità. Esigenze e proposte operative” organizzato dall’Area della Preparazione Olimpica del CONI, attraverso l’Istituto di Scienza dello Sport.

Criticità, ma anche opportunità da cogliere per ripensare lo sport di alto livello al tempo del coronavirus e per preparare al meglio i Giochi Olimpici di Tokyo. Lo sport italiano guarda al futuro e prova a ripartire dopo il lockdown che ha fermato lo sport.

Queste le considerazioni del DT del nuoto Cesare Butini.

 “Le criticità sono quelle dell’alto livello e quelle di base, due facce della stessa criticità. L’attività dello sport è fatta dalle società, il vero motore dell’alto livello. Nella nostra federazione abbiamo cinque discipline olimpiche e  più di 1500 società che hanno come comune denominatore l’acqua. Se non ripartono le nostre società inutile parlare dell’alto livello. Tra le criticità dell’alto livello c’è stata la difficoltà di accettare il posticipo dei Giochi. Noi siamo tra i più penalizzati, ci manca l’acqua. Abbiamo dato ai ragazzi indicazioni per il mantenimento della condizione. Non siamo abituati ad avere atleti che hanno subito uno stop addirittura di 8 settimane. Il rinizio dovrà essere molto graduale, senza avere fretta di accelerare”.

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