La Torta Olimpica dal 1948 al 1964 – Parte 2

Continua l’analisi di Massimo Anelli con la pubblicazione della seconda fetta della Torta Olimpica, a fondo pagina la prima. proposta.

PREMESSA

Da qui in poi non si scrivono nomi (se non a titolo puramente esemplificativo), ci sono solo numeri, trend, percentuali e punteggi.

Qui di seguito troverete alcune statistiche molto semplici. Si riferiscono tutte alle finali olimpiche del nuoto, dal 1948 al 1964. Per medaglie e finali il calcolo è facile. Per le valutazioni a punteggio, invece, ho utilizzato le seguenti regole:

  • A ogni finalista è stato assegnato un punteggio da 8 (1°) a 1 (8° o squalificato in finale);
  • Per le staffette il punteggio è doppio, da 16 a 2.

La scelta dei punteggi segue la linea utilizzata nelle grandi manifestazioni nazionali e internazionali per le classifiche a punti, con piccoli accorgimenti, perché non si calcola chi vince o chi perde. L’obiettivo è capire il peso di ciascuna nazione, nella singola edizione ma anche nel tempo.

La prima parte è dedicata alle fotografie “statiche”, la seconda, dove può aver senso, ai trend, agli andamenti nel tempo, magari con qualche timido tentativo previsionale.

Infine, un altro fattore di cui tener conto è il numero di finalisti per gara e per nazione. Tenendo presente che il numero di finalisti per gara è fisso a 8, quello che è cambiato è il numero di iscritti (e quindi di potenziali finalisti) per nazione e per gara. Fino al 1980 ogni nazione poteva iscrivere 3 atleti per gara. Dal 1984 si è scesi a 2. In molte occasioni ci sono state nazioni che hanno schierato 3 atleti competitivi che hanno potuto occupare l’intero podio. Questo è accaduto a USA e URSS. Negli USA, in molti casi e per parecchi anni, l’unico vero scoglio tra l’atleta e la medaglia olimpica sono stati i trials.

 

FETTA NUMERO 2: 1948-1964

E veniamo al periodo di maggior dominio del mondo anglosassone, rappresentato da Stati Uniti, Australia e Gran Bretagna. Da sole fanno quasi il 45% dei finalisti. Ricordiamoci che siamo ancora nella fase dei 3 atleti per nazione e per gara e che il programma olimpico è ancora ridotto. All’inizio non esistono la farfalla e le gare dei misti. Inoltre c’è una sola gara, da 100 o 200, per stile, stile libero escluso. Gli spazi per le finali sono stretti, specialmente per la presenza contemporanea di 3 statunitensi e 3 australiani, tutti in grado di giocarsi una medaglia.

 

NAZIONE FINALISTI PERCENTUALE
USA 125 23,0%
AUS 70 12,9%
GBR 44 8,1%
HUN 42 7,7%
JPN 39 7,2%
NED 36 6,6%
GER 32 5,9%
FRA 24 4,4%
RUS/URS/EUN 24 4,4%
SWE 22 4,0%
CAN 18 3,3%
DEN 14 2,6%
RSA 14 2,6%
ITA 9 1,7%
BRA 6 1,1%
ARG 6 1,1%
SRB/YUG 5 0,9%
MEX 3 0,6%
FIN 2 0,4%
EGY 2 0,4%

 

Le percentuali degli USA si alzano di 3 punti, rispetto al periodo completo. Per l’Australia la differenza è equivalente. Da notare la componente minima da parte della superpotenza URSS e la completa assenza della Cina. L’Italia c’è, nei primi 15.

PUNTI

NAZIONE PUNTI PERCENTUALE
USA 840 28,1%
AUS 451 15,1%
HUN 232 7,8%
JPN 226 7,6%
GER 196 6,6%
GBR 195 6,5%
NED 181 6,1%
RUS/URS/EUN 116 3,9%
FRA 107 3,6%
SWE 107 3,6%
DEN 69 2,3%
CAN 63 2,1%
RSA 56 1,9%
ITA 32 1,1%
BRA 26 0,9%
SRB/YUG 23 0,8%
ARG 20 0,7%
FIN 13 0,4%
MEX 11 0,4%
NZL 8 0,3%

 

Se guardiamo ai punti, possiamo subito notare il salto qualitativo di Stati Uniti e Australia (da sole fanno il 43% del totale), l’evidente mantenimento della posizione da parte dell’Ungheria (insieme alle prime 2 si arriva alla metà dei punti totali assegnati), e il crollo della Gran Bretagna. Da segnalare il comportamento “virtuoso” di Giappone e Germania, che guadagnano posizioni e peso percentuale.

Anche in questo caso l’indice di qualità (percentuale punti/percentuale finalisti) ci viene in aiuto.

NAZIONE INDICE QUALITA’
USA 1,2
AUS 1,2
GER 1,1
JPN 1,1
HUN 1,0
NED 0,9
DEN 0,9
SWE 0,9
RUS/URS/EUN 0,9
FRA 0,8
GBR 0,8
RSA 0,7
ITA 0,7
CAN 0,6

 

MEDAGLIE

NAZIONE MEDAGLIE PERCENTUALE
USA 79 38,7%
AUS 41 20,1%
JPN 14 6,9%
HUN 13 6,4%
GER 13 6,4%
NED 12 5,9%
GBR 8 3,9%
FRA 6 2,9%
RUS/URS/EUN 6 2,9%
DEN 4 2,0%
SWE 3 1,5%
BRA 2 1,0%
RSA 2 1,0%
NZL 1 0,5%

 

Poco da dire sul dominio nel podio. Stati Uniti (2 medaglie ogni 5) e Australia (1 ogni 5) occupano quasi il 60% dei podi. Agli altri restano le briciole, o meno, come nel caso dell’Italia che sul podio non ci sale mai.

ORI

NAZIONE ORI PERCENTUALE
USA 36 52,9%
AUS 18 26,5%
HUN 4 5,9%
DEN 2 2,9%
GBR 2 2,9%
RSA 1 1,5%
RUS/URS/EUN 1 1,5%
JPN 1 1,5%
GER 1 1,5%
FRA 1 1,5%
NED 1 1,5%

 

Se guardiamo agli ori, il divario si acuisce. Gli Stati Uniti prendono più della metà degli ori, l’Australia, forse ancor più sorprendentemente, arriva a oltre 1 ogni 4. Insieme siamo sostanzialmente a 4 ori su 5 in mano alle due superpotenze del cloro. Sul podio ci finisce l’Ungheria con 4 soli ori, a 14 di distanza dagli Aussie.

LEGNI

NAZIONE LEGNI PERCENTUALE
USA 15 22,1%
HUN 8 11,8%
JPN 8 11,8%
AUS 7 10,3%
GBR 5 7,4%
GER 4 5,9%
NED 4 5,9%
RSA 3 4,4%
RUS/URS/EUN 2 2,9%
FRA 2 2,9%
SWE 2 2,9%
DEN 2 2,9%
FIN 1 1,5%
SRB/YUG 1 1,5%
CAN 1 1,5%
ARG 1 1,5%
BEL 1 1,5%
ITA 1 1,5%

Il capitolo “legni” è riportato solo per avere l’Italia in classifica. Abbiamo infatti un 4° posto, quello di “Fritz” Dennerlein nei 200 farfalla a Roma 1960. Tedesco/rumeno di nascita, napoletano di adozione, nuotatore e pallanuotista, giunge alla finale olimpica a 24 anni. “Fritz” ci ha lasciato nel 1992, a causa di un incidente stradale, dopo una vita dedicata alla pallanuoto.

Fonti

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