#Nuotopuntolive, Ilaria Bianchi: “Ho iniziato a nuotare a cinque anni e non ho ancora smesso”.

Ospite a Nuotopuntolive con Alberto Dolfin una delle atlete più longeve della nostra Nazionale: Ilaria Bianchi. La trentenne di Castel San Pietro Terme allenata da Fabrizio Bastelli, tesserata per il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre e per la società NC Azzurra 91, ha risposto alle nostre domande e a quelle degli ascoltatori. Sempre sorridente, critica ed esigente nei confronti di se stessa, Ilaria ha raccontato di sé, facendo trasparire la passione per quello che fa e la tenacia che la caratterizza, anche in un momento difficile come questo in cui comunque ha riscoperto il piacere di stare a casa.

Ho iniziato a nuotare a 5 anni e non ho ancora smesso. Ci sono stati dei momenti in cui pensavo di mollare, soprattutto nel passaggio dalla scuola media alle superiori, ma fortunatamente mia mamma e la mia allenatrice dell’epoca hanno fatto il possibile perchè io non smettessi. E avevano ragione a insistere. 

Raccontando del percorso da atleta, dagli inizi ad oggi, simpaticamente ricorda:

Il mio ingresso in Nazionale Assoluta è stato a Pechino 2008: non credo capiti a tanti atleti di fare la matricola ad un’Olimpiade! Mi sentivo piccola in mezzo a Magnini, Rosolino, atleti che io avevo visto solo in TV. Esseri lì con loro è stata un emozione forte. Ricordo quell’edizione dei Giochi Olimpici come qualcosa di straordinario: una piscina che come quella non ne ho più viste e poi erano usciti da poco i costumi in gomma e i risultati che si sono ottenuti lì, molti non se li immaginavano proprio. Infatti molti record sono rimasti imbattuti per molto tempo. Quei costumi praticamente nuotavano da soli.

Pensa anche ai giovani che praticano questo sport e alle troppe interferenze che spesso si vedono da parte dei genitori nel rapporto tra l’atleta e l’allenatore. Troppe pressioni, troppe aspettative che poi portano all’abbandono precoce della pratica sportiva.

I miei genitori mi hanno sempre lasciato libera di scegliere. Quando le cose non andavano per il meglio non si sono mai intromessi. Oggi mi capita di vedere che se un ragazzino non ottiene dei risultati il genitore si mette in mezzo tra l’allenatore e l’atleta ed è la cosa più sbagliata del mondo! Il genitore deve essere un sostegno, un supporto, non un tecnico. Vedo genitori con i cronometri: non è il loro compito.

Per chi si fosse perso la diretta, riportiamo il video disponibile sul nostro canale Youtube e su IGTV

 

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