L’ultimo saluto a Luciano Landi

Si è svolto oggi presso la chiesa Gesù Redentore di via Leonardo da Vinci a Modena il funerale di Luciano Landi, direttore sportivo della Associazione Amici del Nuoto dei Vigili del Fuoco di Modena, scomparso nella notte dello scorso 26 agosto.

Più di quattrocento persone presenti alla cerimonia, tra cui i Direttori tecnici Cesare Butini e Walter Bolognani, il Sindaco della città di Modena e le autorità dei Vigili del Fuoco. Tutti insieme per salutare un ‘ ultima volta “Lucio” , un punto di riferimento per il nuoto modenese.

Di seguito riportiamo la lettera redatta dalla squadra allenata dal tecnico modenese:

Ci hai sempre abituati alle tue lunghe riflessioni, quasi monologhi, chi ti conosce lo sa; questa volta siamo noi, la tua squadra, a rivolgerti i pensieri tutto d’un fiato.

Ci hai sempre abituati a farci trovare pronti, anche se a questo proprio non ci hai preparato. Allora anche questa volta dovremo trovare il modo di non rimanere indietro, ma sarà più difficile delle altre. Non sarà facile mettere alle spalle tutti i ricordi, che ora bruciano come ferite dell’anima. Non sarà facile tuffarsi di nuovo in piscina. Non sarà facile sederci assieme a bere una birra o a mangiare un piatto di tortelloni. Non sarà facile ri-sentire l’odore della pipa di qualche nostalgico non ancora arresosi alle moderne sigarette elettroniche. Non sarà facile portare con noi il peso del tuo addio.

Nello sport e nella vita, i cui confini per te e per noi non sono mai stati divisi, hai sempre desiderato di più: raggiunto un obiettivo pensavi già a quello dopo, forse talvolta senza renderti conto di cosa avessi veramente ottenuto. Oggi vogliamo salutarti assicurandoci che tu sappia cosa sei stato per noi e cosa sei veramente riuscito a realizzare.

Ci hai cresciuto prendendoci per mano e mostrandoci la strada: “quella è la via, ma dovete farla voi, non posso farla al posto vostro” eri solito ricordarci. Così ci hai preparato alle difficoltà della vita, facendoci capire che saremo noi a doverle affrontare avendo il coraggio di fare delle scelte e prendere delle decisioni e di assumerci le nostre responsabilità. Nel tempo abbiamo capito che la strada è piena di sacrifici e rinunce, ma che vale la pena affrontare quando il disegno è più grande.

Hai costruito sì una squadra, ma lo hai fatto partendo da ciascuno di noi.

Sei entrato in ognuna delle nostre vite, senza che ce lo aspettassimo. E lì, insieme, abbiamo costruito un mondo, inimmaginabile ed incomprensibile a chi guarda da fuori: in fondo il sacrificio è comune ad ogni sportivo, ma quello che abbiamo condiviso è stato un modo di vivere, fatto di etica, morale e valori ormai sempre più estranei al giorno d’oggi. Forse per questo a volte non venivi compreso dalla persona comune e viceversa il comune per te era spesso inaccettabile. Lealtà, rispetto, umiltà: le tre condizioni che tutti noi abbiamo scoperto fin dal primo giorno essere necessarie per far parte del gruppo, e che nel tempo abbiamo fatto nostre. Abbiamo iniziato rispettandole sul bordo vasca, ma col tempo ci siamo resi conto che saremmo diventati uomini e donne migliori rispettandole anche fuori. E così, insieme, abbiamo trasformato la vasca in un luogo che possiamo definire casa. E ci siamo cuciti addosso dei colori, i nostri colori, che avremo l’onore e l’onere di portare per sempre.

Mentiremmo se dicessimo che è sempre stato tutto facile, e che successo e felicità siano state le nostre uniche compagne di viaggio. Molti sono stati gli scontri, le discussioni, le incomprensioni. Hai chiuso tante porte, a volte anche bruscamente, è vero, ma alla fine non hai mai esitato a riaprirle e a dare una seconda possibilità, a perdonare. Il confronto è stato spesso duro; bisognava rispettare certi tempi necessari, e a volte adottare il linguaggio del cuore era l’unico modo per raggiungere il tuo piano di comunicazione. Il tuo carattere aveva anche lati spigolosi, averti voluto bene e averti amato significa avere accettato non solo le tue luci ma anche le tue ombre.

Abbiamo provato a riassumere una vita in poche righe, ma non basterebbe uno dei tuoi amati libri. Come alla fine di ogni storia, non resta che congedarci con la parola più semplice ma potente che esista: grazie.

Grazie per averci insegnato a non avere paura di camminare nel buio, di fidarci e di ascoltare il cuore. “Quello non sbaglia mai”, dicevi sempre. Anche se ora il dolore è forte, ogni volta che ti penseremo il tuo ricordo riempirà sempre i nostri cuori. Tu sarai lì ad ascoltarci e ad indicarci la strada come hai sempre fatto.

Grazie per ogni cosa e grazie per tutto quello che sei stato per noi.

Ti vogliamo bene,

per sempre.

I tuoi ragazzi

 

Si ringrazia Mirco Merighi.

 

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