CONI vs Sport e salute, Malagò: “Risposte certe entro lunedì o si apre un contenzioso”

Le posizioni di CONI e Sport e salute restano distanti, da oggi per giunta senza neppure più un Ministro dello sport a tentare una mediazione.

Oggetto dello scontro la pianta organica dell’ente presieduto da Giovanni Malagò, che nella conferenza stampa a margine della Giunta nazionale dell’11 febbraio non è andato per il sottile:

Non capiamo il comportamento di Sport e salute, noi chiediamo solo quello che è sancito dal decreto. Il CONI è molto contrariato per questo comportamento inspiegabile e inaccettabile. Oggettivamente chiediamo solo quello che è scritto nel decreto altrimenti viene meno il gentlemen agreement, questa è una cosa non corretta. Non siamo stati noi a creare il litigio, anzi siamo andati con il ramoscello d’ulivo. Lo stesso Vito Cozzoli ha voluto la presenza come testimone, a entrambi gli incontri, di Franco Chimenti – presidente della Federazione golf – che può raccontarvi tutto.

Per espletare le funzioni del CONI sono indispensabili 165 persone, sono dodici mesi che andiamo avanti con 112 avvalidati – persone che lavorano per il Coni ma sono dipendenti di Sport e salute – mentre per le restanti 53 persone (che attualmente lavorano sempre per il CONI), l’ex CONI servizi ci ha proposto un contratto di servizio. Cioè, a noi che siamo un ente pubblico una società che è partecipata del Ministero dell’Economia ha chiesto 67mila euro più IVA da addebitare per tre mesi, per un totale di 215mila euro. Il comportamento di ex CONI Servizi è inspiegabile e inaccettabile.

È anche vergognoso che non ci diano il segretario generale, di fatto noi non abbiamo il marketing, non abbiamo un ufficio legale e quello di statistica. Chi mandiamo a trattare con i fornitori a Tokyo, per esempio? La Giunta ha preso atto: se entro lunedì questa situazione non verrà ristabilita, saremo obbligati ad andare in contenzioso con Sport e salute.

Se non vi basta la parola del CONI e del suo presidente, chiamate il responsabile del Dipartimento sport e chiedete a lui chi ha ragione. Ripeto, qualcuno deve assumersi le responsabilità di questa assurdità.

Interpellato da Italpress Giuseppe Pierro, responsabile del Dipartimento sport, commenta così la richiesta avanzata dal CONI sulla base del decreto legge approvato dal governo di Giuseppe Conte e respinta da Sport e salute:

Dal mio punto di vista la questione è abbastanza semplice: il CONI nei prossimi mesi deve organizzare assemblee elettorali che sono attività istituzionali. Non parliamo di servizi aggiuntivi. Il CONI ha bisogno di personale per organizzare le elezioni, Sport e salute sta chiedendo oneri aggiuntivi.

Le elezioni sono la massima espressione dell’autonomia dell’ente: la questione va risolta sotto un profilo tecnico, cercheremo di trovare una soluzione a breve perché per le procedure previste dal decreto ci vuole più tempo. Nel frattempo è possibile che in Parlamento ci siano delle modifiche al decreto, ma comunque bisogna trovare una soluzione nell’immediato per garantire massima autonomia al CONI nel processo elettorale.

Non è ovviamente mancata la replica di Sport e salute attraverso una nota a firma del presidente Vito Cozzoli:

Sport e Salute ripetutamente e formalmente ha dato la più ampia disponibilità al CONI per prevedere una transizione ordinata e auspicabilmente condivisa nell’attuazione del decreto legge 5/2021. La società ha improntato la sua azione e si è uniformata in maniera puntuale a quanto previsto nello stesso decreto.

Posizioni ancora molto distanti, che dovranno necessariamente trovare una sintesi nelle prossime settimane una volta che il nuovo governo di Mario Draghi avrà individuato il responsabile politico dello sport italiano.

Leggi la notizia su Repubblica

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

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