I vaccini COVID sono diventati un problema politico

Il Comitato Olimpico Internazionale ha una visione complessa sull’opportunità di vaccinare gli atleti per i Giochi di Tokyo di questa estate. Il CIO non richiederà l’obbligatorietà dei vaccini Covid-19 per la manifestazione e non vuole che gli atleti saltino la fila, ma ha anche invitato i Comitati Olimpici nazionali a cercare di ottenere dosi per i loro atleti.

I segnali contrastanti mostrano quanto sia diventato un argomento delicato il vaccino prima di Tokyo. Anche discutere delle vaccinazioni per gli atleti può provocare ostilità, mentre il lancio di un vaccino lento procede in tutto il mondo tra i paesi desiderosi di arginare la marea di morti, i grandi numeri di casi e la recessione economica. Eppure i funzionari sportivi delle nazioni olimpiche dominanti affermano che stanno comunque perseguendo la richiesta del CIO.

Nel frattempo, un membro di lunga data del CIO ha affermato in termini forti l’importanza dei vaccini per i paesi che partecipano ai Giochi di Tokyo, ormai a soli cinque mesi di distanza.

A meno che tu non sia pazzo, dovresti vaccinarti prima di partire per i Giochi“, ha detto Dick Pound (Vice Presidente CIO) in una recente intervista al Wall Street Journal (WSJ).

Le risposte di 20 Paesi contattati dal WSJ indicano che molte nazioni sono disposte a rischiare il contraccolpo sull’opinione pubblica cercando di sostenere la vaccinazione degli atleti.

I funzionari olimpici USA hanno affermato di aver sollevato la questione con la Casa Bianca, anche se affermano anche che non stanno spingendo affinché la delegazione del Team USA a Tokyo venga vaccinata prima delle persone più vulnerabili.

I funzionari in Grecia, sede degli antichi Giochi Olimpici, hanno chiesto al governo di tener conto del fatto che i membri della squadra olimpica dovrebbero essere vaccinati in tempo.

Il ministro per la risposta al Covid-19 della Nuova Zelanda ha detto che si potrà prendere in considerazione la possibilità di vaccinare gli atleti prima dei Giochi di Tokyo se il loro turno nella scaletta di vaccinazione nella nazione non fosse arrivato prima di allora. Il Comitato Olimpico Russo afferma di essere pronto, se necessario, a fornire piena assistenza ai candidati olimpici russi nell’ottenimento dei vaccini.

I leader olimpici in Australia hanno detto che si aspettano che la maggior parte degli atleti venga vaccinata contro il virus entro l’estate. I Giochi di Tokyo dovrebbero iniziare il 23 luglio. Il comitato olimpico della Corea del Sud ha detto che sta raccogliendo informazioni su chi vaccinare e quando farlo. La Croazia afferma di avere un piano con il suo governo per far vaccinare gli atleti, anche se a causa delle dinamiche di somministrazione del vaccino, non si sa con certezza se accadrà in tempo per i Giochi estivi.

In Ungheria, la vaccinazione organizzata dal governo è iniziata per 868 allenatori e atleti, inclusi più di 150 atleti che si stanno preparando non per i Giochi di Tokyo, ma per le Olimpiadi invernali di Pechino che seguiranno nel febbraio 2022.

In tutto il mondo, una delle questioni politiche più scottanti è la distribuzione di un vaccino per il quale la domanda è elevata, l’offerta è scarsa e la consegna è complessa. Molti paesi hanno cercato di dare la priorità alle persone ad alto rischio di complicazioni se contraggono il virus, quali gli operatori sanitari e ad altri lavoratori essenziali. C’è un acceso dibattito sui meriti relativi di ciascuna delle categorie a rischio o con precedenza.

L’idea di affrettarsi a vaccinare gli atleti soprattutto perché molte scuole e aziende rimangono chiuse, ha suscitato reazioni vibranti, anche se alcuni sostenitori della salute pubblica affermano che le star dello sport potrebbero servire come modelli per la vaccinazione.

Secondo UBS, al tasso attuale di vaccinazione solo il 10% circa del mondo sarà inoculato entro la fine di quest’anno e il 21% entro la fine del 2022. Gli esperti in malattie infettive stimano che la percentuale della popolazione che richiede un vaccino per raggiungere l’immunità di gregge è del 70% o superiore.

La maggior parte dei vaccini Covid richiede due dosi a diverse settimane di distanza e, secondo i Centri di controllo e prevenzione malattie negli Stati Uniti, sono necessarie alcune settimane dopo la seconda dose per ottenere i benefici completi. Ciò significa che per ottenere la massima protezione attraverso la vaccinazione, gli atleti dovrebbero ricevere la prima dose due mesi prima di partire per Tokyo, o comunque intorno alla terza settimana di maggio.

Recentemente pubblicati, i “Playbook” olimpici descrivono le misure di mitigazione del virus per i Giochi non  indicano la vaccinazione come un requisito per partecipare ai Giochi di Tokyo e che il CIO sostiene la vaccinazione prioritaria dei gruppi vulnerabili e degli operatori sanitari in prima linea.

Ma il Playbook ha anche invitato i Comitati Olimpici nazionali a incoraggiare e assistere le loro delegazioni a farsi vaccinare nei loro paesi d’origine. Il Playbook afferma che il CIO ha inviato una lettera a ogni comitato nazionale per impegnarsi attivamente con i rispettivi governi su questo argomento e riferire al CIO ad inizio febbraio 2021.

Il CIO ha chiarito in una dichiarazione al WSJ che tutto ciò è finalizzato a realizzare un ambiente sicuro durante Giochi, ed altresì per rispetto verso popolo giapponese, che dovrebbe essere fiducioso che è stato fatto tutto per proteggere non solo i partecipanti, ma anche gli stessi giapponesi. Inoltre il CIO ha anche affermato di aver appreso che un certo numero di governi nazionali ha già preso decisioni positive a questo riguardo.

La domanda è cosa faranno i leader CIO con le delegazioni di Paesi i cui governi non saranno in grado di garantire la sicurezza dei vaccini.

Il CIO infine non ha risposto alla domanda relativa l’opportunità di adottare misure per garantire i vaccini per tali delegazioni.

Tra le nazioni olimpiche dominanti che hanno risposto alla domanda del Journal, solo Germania e Paesi Bassi hanno affermato che non avrebbero discusso le dosi degli atleti con i loro governi fino a quando i gruppi prioritari non fossero stati vaccinati. L’Italia ha detto che il paese era in procinto di formare un nuovo governo.

Per alcune altre Nazioni in cui la discussione è iniziata, la questione rimane delicata. Il Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti ha affermato che il suo amministratore delegato, Sarah Hirshland, si è incontrato con l’Ufficio del coinvolgimento pubblico della Casa Bianca all’inizio di febbraio ed ha discusso la necessità di vaccini Covid-19 per gli atleti del Team USA al momento opportuno, a seguire le categorie prioritarie, con la migliore ipotesi nella vaccinazione prima dei Trials Nazionali e quindi dei Giochi di Tokyo di questa estate.

Fonte Wall Street Journal

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su reddit
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
  • EVENTI E FORMAZIONE
Nessun articolo trovato.
  • CALENDARI E MEETING
Paralimpiadi e inclusione: una riflessione di e con Pio D'Emilia

Paralimpiadi e inclusione: una riflessio...

di Pio D’Emilia e Silvia Scapol Si sono concluse le Paralimpiadi del nuoto: i nostri azzurri sono stati a dir ...

NEWSLETTER

Lasciaci i tuoi contatti e rimani aggiornato sulle nostre iniziative

Chiudi il menu