Grande seguito per “At the pool bar speciale 200”, con Bonifazi, Butini, Saini e il saluto di Lamberti

Una puntata speciale quella di ieri sera At the Pool Bar, che ha visto protagonisti tre ospiti di grande spessore del nuoto italiano: Marco Bonifazi, Cesare Butini e Gianfranco Saini. L’argomento è sicuramente uno dei più interessanti: uno speciale sui 200 metri di gara. E anche se per poco, è intervenuto per un saluto uno dei più grandi interpreti di questa distanza nello stile libero in Italia, Giorgio Lamberti. Reduce da Covid ed in prima apparizione pubblica dopo le dimissioni dall’ospedale, si è reso disponibile per un breve intervento, su un tema che lo ha visto protagonista nella sua carriera di atleta e che ha regalato grandi emozioni. Direttore d’orchestra ovviamente Luca Rasi.

La discussione si è aperta con un’analisi del prof. Bonifazi sugli aspetti metabolici che caratterizzano la gara dei 200 stile. Il professore ha analizzato come in questa distanza ci sia un quasi paritario contributo del sistema aerobico e anaerobico e di come il secondo e il terzo 50 siano passaggi chiave per ottenere una buona prestazione. Durante la diretta ha poi parlato di come sia diverso preparare un 200 a seconda che l’atleta arrivi dai 100 oppure dai 400, e di come un 200, da un punto di vista metabolico, sia molto più affine a un 400.

Sono state fatte delle considerazioni sulla diversità tra uomini e donne, non tanto sulla tipologia di allenamento che comunque nell’alto livello deve essere individualizzato a prescindere dal genere, quanto piuttosto su delle differenze oggettive: per esempio che le donne accumulano un valore di lattato leggermente inferiore rispetto agli uomini; che il massimo consumo di ossigeno e il costo energetico è leggermente inferiore che negli uomini. Spiegava come non ci siano elementi che giustifichino differenze nella metodica di allenamento tra uomini e donne, poiché anche per atleti dello stesso genere l’allenamento spesso va differenziato, ma solo nell’ottica di esaltazione delle qualità dell’atleta.

Si è parlato di Covid, e di come questa pandemia abbia influito nel percorso degli atleti; e si è discusso di vaccini e di come si stia vivendo ancora nell’incertezza.

Insieme a Cesare Butini si è parlato della situazione dei 200 stile in Italia e il Direttore Tecnico della Nazionale Assoluta ha invitato ad una riflessione su questa distanza anche per gli altri stili. Ha sottolineato come, nell’evoluzione del nuoto moderno, sia fondamentale costruire questa prestazione in allenamento, sia da un punto di vista metabolico che da un punto di vista tattico. Inoltre ha focalizzato l’attenzione sulla percezione dello sforzo da parte dell’atleta: una gestione ottimale della gara consente una gestione ottimale dello sforzo, consentendo all’atleta di esprimersi al meglio. Ritiene comunque che questa distanza di gara, in Italia, goda di buona salute.

Ha discusso della gestione della gara con la progressione 1 4 3 2, sostenendo che la considera un’ottima chiave di lettura per la distanza in oggetto. La preparazione di questa metodica, attraverso il negative split, consente sicuramente una gestione della seconda parte di gara migliore, non solo per lo stile libero, ma anche le altre nuotate. Inoltre, bisogna prestare molta attenzione anche alla tecnica, che cambia a seconda della frazione che si sta percorrendo e quindi da ciò che si vuole ottenere.

Anche con Butini si è ragionato sulla differenza tra uomini e donne, nello specifico, parlando degli atleti della Nazionale. Le principali differenze che lui nota sono a livello tecnico, sull’efficienza propulsiva e sulla frequenza e ampiezza di bracciata. Ragionando poi nello specifico dei 200 stile, non sa spiegare perché in Italia si faccia fatica a trovare atlete che restino con una certa costanza al di sotto dei due minuti. Sicuramente è un aspetto che va approfondito e analizzato per trovare una soluzione.

Con il Direttore Tecnico si è poi parlato delle staffette in vista delle prossime Olimpiadi, degli imminenti assoluti e delle gare che, Covid permettendo, sono in programma per i prossimi mesi. Il sentore è buono, gli atleti sono sicuramente motivati e i risultati ottenuti fino ad ora fanno ben sperare.

Con l’ingegner Gianfranco Saini ci si è addentrati in un viaggio nella storia del nuoto che solo con lui si può fare. Partendo da quanto affermato da Thorpe, il Direttore Sportivo ha spiegato come si sia trovato in disaccordo con queste affermazioni, visto che lo stesso nuotatore australiano ha ottenuto i suoi massimi risultati facendo esattamente l’opposto di quanto sostenuto.  L’ ingegner Saini spiega come la maggior parte dei record del mondo si siano ottenuto con tattiche di gara molto ben ragionate e con una gestione ottimale delle frazioni che compongono la distanza.

La considera una distanza affascinante quella dei 200 mt, poiché rappresenta un po’ lo spartiacque tra la velocità e la resistenza, ma ha visto arrivare ai gradini del podio sia campioni dell’una che dell’altra parte. Ritiene poi che la gestione 1 – 4 – 3 – 2 sia davvero ottimale: non si è mai in affanno, si riesce a rimanere lucidi fino alla fine e nell’ultima vasca si può fare la differenza. Sottolinea come, nelle ultime tre edizioni sia mondiali che olimpiche, nessun centista sia rientrato in una finale dei 200. Lo stesso invece non si può dire con atleti che nuotavano i 400, che spesso hanno detto la loro anche nella distanza minore.

Si è poi assist ad una panoramica delle staffette in ottica mondiale. L’ing. Saini sostiene che c’è una formidabile esplosione dei nuotatori australiani, che da sempre hanno una squadra fortissima e che ha aggiunto a quelli già conosciuti alcuni giovani molto prestanti. Gli americani, ritiene che saranno in pista e ci sarà  da temere i nuotatori cinesi. Poi ci sono Inghilterra e Brasile che hanno grandi staffette.

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