Quando usciremo dalla pandemia? Il nuovo rapporto dell’Istituto McKinsey

Nella infodemia che da un anno ci affligge quanto e più del Covid è sempre più difficile orientarsi e prendere decisioni razionali. Per avere un quadro più attendibile della situazione segnaliamo il nuovo report dell’Istituto McKinsey, che nei passati dodici mesi è stato un’autentica miniera di informazioni puntuali su solide basi scientifiche, a firma di Sarun Charumilind, Jessica Lamb, Matt Craven, Adam Sabow, Matt Wilson.

Il documento aggiorna le prospettive sulla durata della pandemia sulla base delle ultime informazioni e statistiche disponibili. Nel Regno Unito e negli USA si prevede un ritorno a una relativa normalità nella seconda metà del 2021, con l’Europa continentale in leggero ritardo a causa dell’avvio timido della campagna vaccinale. La sempre maggiore disponibilità di vaccini dovrebbe portare all’immunità di gregge fra il terzo e il quarto trimestre dell’anno, ma con molte variabili che potrebbero compromettere questa timeline. Immunità di gregge che peraltro non eliminerà completamente i rischi, legati soprattutto alla comparsa di nuove varianti, e conseguentemente la necessità di perseverare nelle cautele e restrizioni.

I punti fermi sui quali si basa l’analisi sono i seguenti:

  • I vaccini funzionano. Usciti dalla fase sperimentale, le esperienze in paesi come Israele e il Regno Unito confermano che i preparati attualmente in commercio riducono sia la trasmissibilità sia l’intensità degli effetti della malattia. Il ritmo delle vaccinazioni è in crescita ovunque e nuovi prodotti si affacciano sul mercato, a cominciare dal vaccino monodose di Johnson&Johnson che sta completando il ciclo autorizzativo
  • Migliora il trattamento dei pazienti. Una nuova generazione di farmaci sta migliorando il decorso della malattia nei pazienti ospedalizzati
  • I numeri delle infezioni e dei decessi diminuiscono, ma lentamente, e rimangono molto elevati, soprattutto a causa della continua comparsa di nuove varianti che inficiano parzialmente l’efficacia delle campagne vaccinali. In tutti i paesi i tassi di mortalità rimangono significativamente più elevati della media
  • I principali ostacoli al raggiungimento dell’immunità di gregge possono essere: la crescente indisponibilità a vaccinarsi delle generazioni più giovani man mano che l’incidenza del virus si riduce grazie all’immunizzazione dei più anziani; la durata della copertura vaccinale, riducendo il numero di cittadini contemporaneamente immunizzati; la comparsa di nuove varianti insensibili al vaccino

Le incognite di cui sopra indicono quindi a prevedere un ritorno alla normalità sociale ed economica all’insegna della gradualità. Se l’allentamento delle restrizioni avverrà in maniera progressiva e compatibile con gli effettivi progressi della campagna vaccinale, è verosimile raggiungere tra la fine dell’anno e la metà dell’anno successivo la piena immunità di gregge, che rappresenterà la fine della pandemia. Il virus continuerà a circolare ancora per qualche anno ma in maniera controllabile dalle autorità sanitarie. Viceversa, un allentamento incontrollato delle misure restrittive e preventive potrebbe allontanare l’immunità di gregge anche di parecchi mesi.

Testo integrale [ENG]

Ph. ©Ekrulila@Pexels

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