Walter Bolognani: “Questi Europei sono stati la realizzazione di un sogno per i nostri ragazzi: poter finalmente ripartire!”

Si sono conclusi domenica a Roma gli Eurojunior 2021, che hanno visto coinvolti molti giovani da diversi paesi. Una settimana di gare, di emozioni, di nuovi record, ma soprattutto di segnali di ripresa di un movimento che non ha mai smesso di crederci: quello dei giovani.

Sicuramente più colpiti nella pratica sportiva a causa delle restrizioni dovute alla pandemia rispetto agli atleti assoluti, i giovani sono tornati a competere ai livelli che spettano loro di diritto. E le giornate di gare, con i risultati che ne sono emersi, lo hanno confermato.

Abbiamo voluto chiedere a Walter Bolognani, Responsabile Tecnico delle squadre giovanili per la Federazione Italiana Nuoto un parere su questa manifestazione appena conclusasi e su ciò che è emerso.

Questi Eurojunior sono stati a tutti gli effetti la realizzazione di un sogno: poter ripartire e farlo con un evento importante come questo. Grazie alla FIN, in seno alla LEN, è stato possibile riviverli e non è un caso che la sede sia stata Roma. Sicuramente il merito va al Presidente Barelli che è sempre in prima linea per promuovere il nostro sport, ovunque e comunque; ma abbiamo la fortuna di avere un impianto, quello dello Stadio del Nuoto, che si presta in maniera eccezionale ad eventi di questo tipo, permettendone lo svolgimento all’aria aperta, in un contesto quindi di grande sicurezza vista l’attuale situazione socio-sanitaria. È stato perfetto farli a Roma e perfetto per noi scegliere di alloggiare al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti. La partenza è stata impegnativa perchè c’era il vincolo del tampone molecolare per tutti, ma la situazione è stata gestita dal Policlinico Universitario A. Gemelli in maniera straordinaria, efficiente e rapida. Non sono stati riscontrati casi numerici evidenti di positivi, se non qualcuno, che però è stato gestito e non ha compromesso la manifestazione. Sicuramente c’erano i vincoli dettati dal momento: la mascherina, il distanziamento sociale, l’attenzione ai trasporti, al momento dei pasti. È riuscita come meglio non poteva riuscire, perchè l’organizzazione che c’era intorno è stata attentissima alle criticità che caratterizzano questo particolare momento storico. I partecipanti, sia tecnici che atleti, hanno dimostrato intelligenza nell’affrontare e rispettare le regole, permettendo uno svolgimento senza intoppi della manifestazione.

swimming, nuoto
LEN European Junior Swimming Championships 2021
Rome 21710
Stadio Del Nuoto Foro Italico
Photo Alice Mastinu / Deepbluemedia / Insidefoto

 

Parliamo della nostra squadra, di quei ragazzi che hanno rappresentato l’Italia in questo campionato.

Solitamente, a questa manifestazione portiamo circa una trentina di ragazzi. In questa edizione ne abbiamo voluti portare di più. Proprio con l’obiettivo di dare un segnale ancora più forte, più profondo e più capillare a tutto il paese che il movimento nuoto vuole ripartire. Assolutamente. E il messaggio è stato capito e ben interiorizzato da tutti e 48 gli atleti convocati e così anche dalle società che rappresentano. Ci sono stati momenti di vivacità, di reciproca conoscenza, di felicità e grande voglia di rimettersi in gioco. I ragazzi si sono comportati in maniera esemplare: hanno dato un segnale di grande maturità, non solo da un punto di vista meramente sportivo, ma anche a livello personale. L’evento è stato vissuto con grande entusiasmo da tutti, complice forse anche il fatto che ritornava in Italia dopo trentaquattro anni. Ricordo molto bene quell’edizione perchè l’ho vissuta da allenatore, accompagnando dei ragazzi che gareggiavano, e riviverla ora, a distanza di così tanto tempo, è stata un’emozione incredibile anche per me. Inoltre, guardando la classifica per nazioni, che per me è uno dei dati più significativi, anche rispetto al medagliere, è stato un qualcosa di estremamente gratificante, nonostante le incredibili fatiche.

swimming, nuoto
LEN European Junior Swimming Championships 2021
Rome 21710
Stadio Del Nuoto Foro Italico
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

 

Roma oggi e Roma trentaquattro anni fa: tralasciando il momento di grave emergenza sanitaria che purtroppo ci troviamo a vivere, quale è stata l’evoluzione tra i ragazzi di oggi e quelli di allora?

Le differenze sono enormi: stiamo parlando di uno sport che, all’epoca, cominciava a farsi notare, ma ancora in maniera molto timida. Non c’era ancora una struttura federale che prevedesse un responsabile tecnico delle squadre giovanili, ma c’era un allenatore responsabile dell’avvicinamento agli Europei Juniores, che era Remo Sacchi. A quei tempi il movimento giovanile era molto distante da quello assoluto, c’è inoltre da dire che le categorie erano un anno più giovani e poi è stato spostato di un anno in avanti, quindi gli atleti erano più piccoli. Era una manifestazione orientata prevalentemente per essere una sorta di “festa dello sport del nuoto”, l’aspetto prestativo era sicuramente importante, ma non determinante. A differenza di ciò che rappresenta adesso che a tutti gli effetti è un test per atleti che potrebbero prendere parte ad un’Olimpiade piuttosto che un Mondiale, quindi parliamo di atleti di un livello altissimo. C’è stata nel tempo una specializzazione, un avanzamento da un punto di vista tecnico e tattico incredibile: gli atleti oggi sono seguiti dagli allenatori in maniera completamente diversa da allora. Ora siamo ad un livello veramente alto: basti pensare che trentaquattro anno fa non c’erano i Mondiali giovanili, le Olimpiadi Giovanili (che sono iniziati rispettivamente nel 2006 e nel 2010). Il movimento giovanile all’epoca cominciava a dare i primi segnali, cominciava ad essere preso in considerazione come il futuro per gli atleti assoluti. Si iniziava quindi a strutturare il movimento nella sua interezza, non solo considerando l’atleta maturo, ma comprendendo e valorizzando l’evoluzione che c’è nel tempo e di quanto questa sia determinante nel formare un atleta di alto o altissimo livello. Si cominciava a comprendere l’esigenza di strutturare la preparazione. Ora siamo arrivati all’esaltazione del movimento giovanile, quale movimento fondamentale per poter formare i campioni. Gli stessi riscontri cronometrici che abbiamo avuto nell’edizione che si è appena conclusa dimostra la valenza che c’è a livello assoluto. E la storia ci ha insegnato come da queste manifestazioni siamo emersi gli atleti che vediamo oggi confrontarsi a livelli internazionali e Olimpici. Paradossalmente erano perfettamente inseriti in un contesto seniores e venivano “prestati” al contesto juniores. Trent’anni fa non esisteva nulla di tutto questo e se c’era era davvero clamoroso.

Ho potuto assistere, con questa ultima edizione, all’evoluzione che c’è stata anche nel sistema formativo dei tecnici. È cresciuto il movimento anche perchè la nostra Federazione si è evoluta in maniera significativa. Ha saputo impostare e realizzare un grande lavoro di formazione e di conoscenza che è finalizzato all’esaltazione delle qualità del singolo atleta. Pertanto le dispersioni lungo il cammino sono minori, i margini di errore si sono ridotti, e la possibilità di tirare fuori il meglio da ogni ragazzo/a è notevolmente aumentata.

Come tecnico e come responsabile ho partecipato in tutto a una ventina di edizioni e mi sento di dire che ciò che proponiamo noi in Italia è davvero qualcosa di diverso. C’è un’atmosfera e un calore che ci distingue, dalla persona con cui ti interfacci all’ingresso per la scansione del QR Code fino alla persona che ti porta l’acqua. Tutte le figure che sono coinvolte all’interno della manifestazione ti accolgono con quello spirito latino che ci distingue. C’è calore, ci sono sorrisi e in un momento come quello che stiamo vivendo, così particolare, così rigido purtroppo, fanno la differenza. Ti consentono di vivere completamente e al meglio l’esperienza, nel rispetto delle regole, ma con leggerezza e accompagnando il tutto con un sorriso. E questa è una cosa che capita solo da noi: lo dico proprio con il cuore.

Parliamo dei protagonisti di questi Eurojunior: i ragazzi.

Sono stati straordinari e devo dire che ho visto molto di più di quanto avrei immaginato. Anche in termini di adattamento ad una situazione nuova e per nulla facile: erano abituati ai tre giorni di Riccione, piuttosto che ai due della Comen, con una squadra numericamente inferiore. Affrontare la settimana e in un contesto come questo non poteva essere semplice. L’adattamento del gruppo alla situazione è stato rapido ed efficace: hanno ascoltato le indicazioni e i suggerimenti dati, hanno capito e applicato.

Da un punto di vista prestativo, non sono ancora riuscito a fare il calcolo ma il numero dei miglioramenti in termini di riscontro cronometrico è stato molto alto; per quanto riguarda i piazzamenti, indipendentemente dal cronometro sono schizzati verso l’alto (dal trentesimo posto in su). Risultati che non ci aspettavamo e che in realtà sono arrivati, medaglie sognate e che poi sono diventate realtà, atleti che hanno dimostrato una resistenza sui sei giorni incredibile, a fronte di molte gare fatte. Un banco di prova notevole che ha dato interessanti spunti per poter costruire la Nazionale prossima, ma soprattutto ho visto incredibili margini di miglioramento in molti di loro e questo rappresenta a tutti gli effetti il futuro. Ho visto ragazzi che hanno la potenzialità per rappresentare il nostro paese in maniera eccellente, e comunque rappresenteranno sé stessi e i loro club in maniera davvero esemplare, permettendo di mantenere alto il livello del nuoto italiano. Se penso a ciò che ho visto, mi sento di definirlo impensabile, imprevisto, eppure è successo. Questi ragazzi sono reduci da un anno inenarrabile e ciò che hanno dimostrato di saper fare è stato incredibile. Loro riescono sempre a stupirci e meravigliarci, e di questo posso e possiamo essere solo che felici.

swimming, nuoto
LEN European Junior Swimming Championships 2021
Rome 21710
Stadio Del Nuoto Foro Italico
Photo Giorgio Scala / Deepbluemedia / Insidefoto

La nostra Nazionale Assoluta è in dirittura d’arrivo per l’appuntamento più importante: i Giochi Olimpici di Tokyo. Un appuntamento tanto sospirato, tanto sognato e purtroppo anche tanto contestato.

Stiamo andando a queste Olimpiadi con una squadra straordinaria! Sia per il livello che per la maturità. Credo sia una squadra che può ottenere moltissimo. Un’Olimpiade è una competizione bellissima ma molto particolare e difficile, soprattutto unica rispetto a tutti gli altri eventi. Non solo da tifoso, ma anche in maniera oggettiva per il fatto che svolgo questo lavoro da tanto tempo, credo che gli elementi per far diventare Tokyo un’Olimpiade davvero importante ci siano tutti. È una squadra incredibile quella che si appresta a gareggiare, che vede atleti più maturi affiancati da atleti giovanissimi che sono già sulla rampa di lancio per il 2024. Quindi mi sento di essere non solo ottimista per quanto potrebbe accadere in Giappone, ma anche per la possibilità che abbiamo di essere una tra le nazioni più competitive anche ai prossimi Giochi di Parigi. Prendiamo sempre ad esempio Sydney come pietra miliare per il nuoto italiano: io credo che Tokyo ha tutti i presupposti per diventare un altra pietra miliare.

L’augurio che faccio a tutti i colleghi e ai ragazzi (moltissimi dei quali hanno condiviso con me il percorso giovanile) è di vivere questa esperienza meglio che possono, perchè comprendo le difficoltà che incontreranno. Ma sono forti, maturi e sono stati ben preparati per tutto quello che dovranno affrontare, non solo a livello di competizione.

Forza Cesare, tutto lo staff tecnico e di supporto e soprattutto FORZA RAGAZZI!

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