Ombre cinesi. CHINADA denuncia pregiudizi nella lotta al doping in Cina ed accusa USADA, New York Times e ARD

CHINADA,  l’agenzia cinese antidoping della Cina, al centro del caso dei 23 nuotatori cinesi trovati positivi nel dicembre del 2020 nel corso di una competizione, ha pubblicato un comunicato stampa  in cui minaccia di intraprendere azioni legali per la pubblicazione non autorizzata di informazioni private e per accuse false e report diffamatori, il tutto finalizzato – a loro dire – alla  manipolazione dell’opinione pubblica con l’intento di ledere il il sistema anti-doping globale.

Il procuratore indipendente Eric Cottier (39) esaminerà nei prossimi giorni se vi sia stata una parzialità a favore della Cina o altri segnali di irregolarità, e valuterà la legittimità dell’accettazione delle affermazioni di contaminazione da parte di WADA. Separatamente, WADA invierà anche un team di audit in Cina per verificare l’accuratezza, l’integrità e la conformità delle procedure del sistema anti-doping cinese. L’indagine dovrebbe concludersi entro due mesi, prima dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi.

Estratto dal comunicato stampa CHINADA

[…]

Nel caso di contaminazione da trimetazidina (TMZ) nel nuoto nel 2021, CHINADA ha avviato immediatamente un’indagine approfondita e completa con metodi scientifici. Dalle indagini è emerso che i risultati analitici avversi (AAF) per TMZ erano un incidente di massa isolato causato dal consumo inconsapevole di cibo contaminato da TMZ da parte degli atleti durante la competizione. Di conseguenza, si è deciso che gli atleti coinvolti non avevano colpe o negligenze, e che i casi AAF non dovrebbero essere portati avanti come violazioni delle regole anti-doping (ADRVs). Durante l’intero processo di indagine, CHINADA ha tenuto informate WADA e la Federazione Internazionale del Nuoto (ora nota come World Aquatics), presentando le prove raccolte e le decisioni prese.

[…]

CHINADA denuncia inoltre accuse false e report diffamatori da parte di organizzazioni e media, incluso l’USADA, il New York Times e il broadcaster tedesco ARD, che mostrano pregiudizio e diffidenza nei confronti degli sforzi della Cina nella lotta contro il doping nello sport. Queste entità hanno pubblicato informazioni che contraddicono i fatti di base, cercando di manipolare l’opinione pubblica per attaccare WADA e CHINADA e minare il sistema anti-doping globale.

[…]

CHINADA condanna la divulgazione non autorizzata di informazioni private degli atleti, incluse quelle di minori, e si riserva il diritto di intraprendere azioni legali. Reitera il suo impegno a lavorare per i diritti degli atleti puliti e per l’integrità nello sport con un approccio di lavoro indipendente, imparziale, professionale e autorevole.

Leggi il omunicato stampa integrale CHINADA

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