ENTRA NEL NOSTRO CANALE TELEGRAM PER AVERE COSTANTI AGGIORNAMENTI
UNISCITINON PERDERTI NESSUNA NOTIZIA SUL NUOTO ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
In copertina. 1913 Gara Popolare sul Naviglio
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_05_13_alle_10_08_58-1632x948.png)
IIl nuoto è stato per molto tempo uno sport per pochi. Soprattutto in Italia. Lo attesta più che mai l’appellativo di “Rari Nantes”. Eppure un’iniziativa della Gazzetta dello Sport ne aveva fatto un appuntamento di massa già nel 1914. Nella terza domenica di luglio, sistematicamente a partire da quell’anno, si tenne “la grande rivista degli abili al nuoto” che si sfidavano contemporaneamente in diverse città d’Italia. Si gareggiava in luoghi naturali perché piscine non ce n’erano. A Genova si nuotava tra i moli del porto, a Milano nel Naviglio Grande, in altre città nei fiumi o nei laghi. In alcuni posti si sfruttavano specchi d'acqua nati con altri scopi, come a Trezzo d’Adda, dove le gare si facevano nel bacino della centrale elettrica. A organizzare l’evento era il giornale sportivo più famoso d’Italia, che s’era fatto promotore dello sport nel paese. Il fatto che fosse un appuntamento aperto a tutti, esperti e meno, giustificava il nome di “Popolare di nuoto”. Il successo fu subito notevole, con 1600 partecipanti alla prima edizione. Al termine della gara, chi aveva completato la prova, portava a casa un brevetto di nuotatore provetto, mentre i vincitori delle varie tappe, s’incontravano in una fase finale che si svolgeva a Milano, nelle acque del Naviglio.
L’evento era davvero popolare. Le città coinvolgevano l’intero tessuto urbano. Un esempio significativo era il modo con cui la Gazzetta raccoglieva le iscrizioni. Nel 1915, racconta Aronne Anghileri nel suo libro “Alla ricerca del nuoto perduto”, per iscriversi alla Popolare di Ancona occorreva rivolgersi a Dullio Obadon, parrucchiere sito in via Marsala numero 8, o a Nicola Ortlandi, titolare di un negozio ciclistico in corso Vittorio Emanuele, oppure bisognava rivolgersi alla libreria del signor Giuseppe Fogola in corso Vittorio Emanuele o al signore Sirio Trau, parrucchiere operante al numero 20 di via Nazionale.
La prima edizione della Popolare di Nuoto in realtà fu del 1913. Nel 1914 divenne appuntamento riconosciuto da tutti grazie alla coppa messa in palio da Franco Scarioni, l’ispiratore della manifestazione. Redattore de “La Gazzetta dello Sport” in linea con la filosofia del giornale secondo cui è necessario non solo “seguire” lo sport, ma farlo, aveva creato la manifestazione e ne seguiva l’organizzazione. Il 20 luglio 1913, Milano, Torino, Venezia, Genova, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania e Palermo ospitarono la prima incredibile festa del nuoto.
A Milano i partenti erano 319. Gli iscritti 510. Molti non s’erano presentati, come succede sempre. La gara si faceva sul Naviglio Grande. Diciannove batterie cominciarono alle sette e trenta del mattino e finirono alle due del pomeriggio. Si gareggiava sui 500 metri. Il campo gara era fissato in prossimità di Cascina Restocco. Un’asse, tenuta tesa da due grosse funi, faceva da punto di partenza. Ai partecipanti veniva fornita una calottina che li distingueva. Per iscriversi avevano pagato 50 centesimi, circa dieci volte il prezzo della Gazzetta della Sport. Era prevista anche una finale sui mille metri, che si faceva nel pomeriggio. I nuotatori venivano principalmente da società milanesi, come Rari Nantes, Canottieri Milano, Canottieri Olona, Unione Sportiva Milanese, ma anche dai dintorni come Unione Sportiva Abbiatense o Ausonia di Gorla. C’era però anche chi arrivava da più lontano: da Monza, Saronno, Como, Pavia, Piacenza, Crema, Cantù, Lecco e anche Bergamo.
In gara c’erano anche nuotatori “liberi”, cioè non iscritti a nessuna società sportiva. Alcuni rappresentavano istituzioni cittadine come i “Martinitt”, i famosi “orfanelli” di Milano. Altri si presentavano a titolo personale.
Una difficoltà dell’organizzazione consistette nel dissuadere molti rari nantes dall’indossare costumi bizzarri. Alcuni erano ritenuti addirittura scandalosi, dato che si trattava di fazzoletti annodati ai quattro capi portati con disinvoltura esasperante. “Come non notare questi impudichi tritoni a fianco di gentleman nuotatori, impeccabili nei loro costumi elegantemente portati, e, ancor più, accanto ai più pudibondi, coperti di tutto punto?” Scrivevano i resoconti.
Le nuotate naturalmente erano tra le più strane. Qualcuno ostentava un poco probabile Trudgen, consistente nel compiere due bracciate fuori dall’acqua e una sforbiciata. Moltissimi usavano modi strampalati di spostarsi che di nuoto avevano solo la fantasiosa buona volontà dei partecipanti.
Gli spettatori accorsero numerosi. Si dice che quel giorno a carri e vetture fu impossibile la circolazione. Anche i tram intercomunali che da Milano portavano a Corsico ebbero un sacco di problemi. Naturalmente nacquero alterchi, battibecchi e polemiche, sedate solo dopo momenti di grande tensione.
I concorrenti erano divisi in base al numero. La prima batteria comprendeva i numeri 1, 11, 21, 31 e così di dieci in dieci fino al 221. La seconda batteria continuava dal 221 al 431. Nella terza e quarta c’erano i raggruppamenti del numero due: 2, 12, 22. Con lo stesso criterio funzionavano quelle successive. Dalle eliminatorie uscirono 35 prescelti, che comprendevano i vincitori e i migliori tempi. L’elenco dei finalisti affisso alla porta della sede della Rari Nantes, in via Molino delle Armi al civico 11, fu assalito in pochissimo tempo da curiosi e protagonisti in cerca di informazioni.
Alle 15.30 tutti si avviarono verso la Darsena di Porta Ticinese per apprestarsi alla gara. Per cambiarsi i nuotatori usarono i locali della Canottieri Olona, che si trovava sul posto. Alle 16 iniziò l’appello che li chiamava uno ad uno. Dopo l’appello, salirono su un’imbarcazione che li portò oltre il ponte in ferro di via Valenza, che era il luogo della partenza. Le finestre delle case che davano sul naviglio si riempirono immediatamente di spettatori e centinaia di ciclisti formarono una sorta di corteo stradale che seguì la gara, nonostante il caldo opprimente.
“Alle 16.18 i concorrenti erano tutti pronti, afferrati al palo di partenza, con la faccia rivolta allo starter per non perdere nemmeno un secondo al cenno di “via!”. Alla partenza, fu un agitarsi confuso di gambe e di braccia, fu arduo raccapezzarsi in quel groviglio. Furono Camagni e Ambrosini a prendere la posizione di testa, avvantaggiati dal fatto di essersi trovati in posizione favorevole dopo lo start. Ad inseguire, Piccinini, della Rari Nantes, che si mise tosto all’inseguimento dei due avversari. Fino a duecento metri dal traguardo, la lotta fu vivissima e quanto mai incerta. Lo spettacolo, visto dal ponte, fu grandioso, con il pubblico sovrastante a seguire la gara e ad incitare i campioni. Piccinini recuperò in finale di gara, e vinse. I campioni, appena giunti, si accostarono alla riva e saltarono a terra, e furono fatti lavare e rivestire nella sede della Canottieri Olona, dove avevano abbandonato i loro indumenti civili prima della finale. Il più forte fu Attilio Piccinini, della Rari Nantes Milano, che coprì i mille metri in 10’39”4/5, davanti a Camagni Emilio dello Sport Club Italia e Ambrosini Ernesto dell’U.S. Monza”. (dalla gazzetta dello Sport”
Di anno in anno, le Popolari ebbero sempre maggiore successo: dai 1600 concorrenti del 1913 si passò, l’anno seguente, a 2340. Il record di partecipanti si ebbe nel 1932 quando gareggiarono in 9420. Sintomatico fu anche il crescere delle località che aderivano all’iniziativa. Dalle 10 città del primo anno si arrivò alle 410 del 1938. La gara dovette modificarsi in passaggi successivi: fasi eliminatorie, fase provinciale, raggruppamento interregionale e la finale ogni anno fu fatta in una località diversa.
Dal 1918 la manifestazione prese il nome di “Coppa Scarioni”, in onore del suo ideatore, morto nella prima guerra mondiale. La Coppa fu disputata fino all'inizio della seconda guerra mondiale con qualificazioni e finali che di solito si svolgevano a fine agosto. Nel dopoguerra fu ripresa dalla federazione Italiana Nuoto, che ne fece una grande manifestazione di propaganda dedicata ai più piccoli.
Franco Scarioni era un calciatore, un arbitro, un dirigente sportivo e un giornalista di Milano, nato nel 1884. Aveva lavorato per Il Secolo, il Secolo Illustrato e per La Gazzetta dello Sport, occupandosi di calcio, pugilato e nuoto. Fu segretario della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Federazione Italiana Rari Nantes, per la quale organizzò i campionati italiani di Passignano (1909) e di Genova (1910). Nel 1914 mise in palio la “Coppa” che diede slancio alle popolari di Nuoto. Essendo aviatore, fu coinvolto immediatamente nella prima Guerra mondiale. Nel 1918 divenne comandante del XVI Gruppo Aeroplani a Castelgomberto, nel vicentino, dove il 21 maggio 1918 perse la vita in un incidente aereo. Insignito della Medaglia d'argento e di bronzo al Valor Militare, fu tumulato nel cosiddetto Tempio della Vittoria, il complesso monumentale dedicato ai combattenti, situato in largo Agostino Gemelli a Milano.
Amarcord
1913: l’Olimpiade Russa
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/KIEV_1913-800x495.jpg)
Amarcord
1912: Hebner e il Backcrawl stroke.
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_04_21_alle_10_52_59-1674x1272.png)
Amarcord
Simposio del crawl, ultima questione: “respirare”.
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_04_06_alle_15_32_00-1664x874.png)
Amarcord
Simposio del crawl punto quattro: “Legs”
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_03_23_alle_09_49_08-1692x606.png)
Amarcord
Simposio del crawl punto tre: “Arms”
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_03_08_alle_20_55_22-1194x694.png)
Amarcord
1918. Simposio punto due: “the position”
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_02_17_alle_15_14_34-1970x1104.png)
Amarcord
Un Simposio per l’american Crawl
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_02_05_alle_11_33_04-1596x826.png)
Amarcord
1911: Uno strano Campionato Europeo a Roma
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_01_07_alle_11_08_34-1680x856.png)
Amarcord
1910: un campionato nazionale sui 200 misti
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_12_16_alle_11_09_35-1626x1030.png)
Amarcord
1909: Uno strano Campionato del mondo sulla Senna
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_12_03_alle_10_59_30-1720x960.png)
Amarcord
Arriva il “Duca” e salva l’american crawl
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_11_21_alle_15_49_50_vTokZXM-1690x978.png)
Amarcord
1908: una federazione mondiale per gli Amateur
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_11_05_alle_16_55_38-1650x928.png)
Amarcord
Daniels e il “Six Beat American Crawl”
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_10_23_alle_11_50_25-1632x1096.png)
Amarcord
1907: anche in Spagna un campionato di nuoto.
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2025/resized/Screenshot_2025_10_06_alle_09_46_37-1382x938.png)
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/KIEV_1913-800x495.jpg)
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_04_21_alle_10_52_59-1674x1272.png)
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_04_06_alle_15_32_00-1664x874.png)
/https://distribution-point.webstorage-4sigma.it/nuoto_com-1291/media/immagine/2026/resized/Screenshot_2026_03_23_alle_09_49_08-1692x606.png)
Quando le gambe diventano protagoniste: il simposio del 1918 tra teoria e modernità. Dal trudgen al calcio continuo: Australia e America a confronto sulla propulsione.