Europei Juniores. I giovani nuotatori di Russia e Bielorussia a casa per il secondo anno consecutivo.

Per il secondo anno consecutivo i giovani talenti di Russia e Bielorussia non sono ammessi ai Campionati Europei Juniores che da oggi a Belgrado vedranno i loro pari età di 40 nazioni competere nel corso di sei giornate di gare. La medesima situazione accadrà con gli atleti della nazionale maggiore in occasione degli imminenti Campionati del Mondo di Fukuoka, anche loro dovranno accontentarsi di seguire le gare dei colleghi dalla tv e partecipare al contemporaneo evento nazionale della Russian Swimming Cup in programma a Kazan.

Dal febbraio 2022 gli atleti d’élite – assoluti e giovanili –  di queste due nazioni sono stati sospesi da ogni competizione internazionale per via del confitto Russia-Ucraina, l’ultimo confronto a cui hanno preso parte risale al 2021 condizionato dalla pandemia, fatta eccezione della recente partecipazione di una rappresentativa nazionale giovanile ai Giochi estivi giovanili russo-cinesi nello scorso maggio.

Situazione che pone in serio pericolo una intera generazione di nuotatori e di agonisti, non solo della nostra disciplina, ma di tutto lo sport olimpico nazionale di Russia e Bielorussia. Quasi due anni senza confronto sul palcoscenico dello sport continentale e mondiale, con all’orizzonte la totale incertezza di quel che accadrà, è una sfida molto difficile per qualsiasi agonista che fa proprio della gara il motivo del suo impegno agonistico, a maggior ragione se questo stop è stato imposto.

Tutto ciò non reca un danno solo per lo sport di Russia e Bielorussia, ma ad atleti, tecnici e appassionati di tutto il mondo che dovranno continuare a rinunciare ad una visione integrale dei reali valori in campo e dell’evoluzione tecnico prestativa della propria disciplina sportiva. Per dare uno sguardo al movimento giovanile del nuoto continentale rimandiamo alle graduatorie giovanili di swimrankings.

Lo scorso marzo il Comitato Olimpico Internazionale, per voce del suo Presidente Thomas Bach, ha raccomandato ufficialmente ai leader del movimento olimpico e alle federazioni sportive internazionali di accettare la partecipazione degli atleti russi e bielorussi alle competizioni sportive internazionali, iscritti individualmente come atleti neutrali, ha poi aggiunto che tale richiesta non significa che possano poi partecipare ai Giochi Olimpici, anche se si sono qualificati, e che tale decisione sarà valutata  al momento opportuno.

Nella medesima occasione è stato sottolineato che i Giochi Olimpici non possono prevenire guerre e conflitti. Né possono affrontare tutte le sfide politiche e sociali del nostro mondo. Questo è il regno della politica. Ma i Giochi Olimpici possono dare l’esempio per un mondo in cui tutti rispettano le stesse regole l’un l’altro. Possono ispirarci a risolvere i problemi costruendo ponti, portando a una migliore comprensione tra le persone. Possono aprire la porta al dialogo e alla costruzione della pace in modi che l’esclusione e la divisione non fanno.

Il Parlamento dell’Unione Europea nel febbraio scorso ha votato a favore di una mozione che si oppone alla partecipazione degli atleti russi e bielorussi ai Giochi di Parigi 2024, anche se sotto la bandiera neutrale, condannando di fatto la proposta del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

 

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