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Dopo il reintegro internazionale, obiettivo Parigi con una squadra giovane e competitiva. “I 19-20enni non sono il futuro, sono il presente. Nel nuoto le occasioni passano velocemente e vanno colte subito”.
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USA Swimming ai Pan Pacifici senza alcuni dei nuotatori più in forma del 2026
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Nel percorso di avvicinamento agli Europei di Parigi 2026, il movimento russo si presenta con rinnovata ambizione e una chiara volontà di tornare protagonista sulla scena internazionale. A delineare il quadro è Sergey Fesikov, oggi direttore sportivo del nuoto, che sottolinea l’importanza del recente ritorno alle competizioni con bandiera e inno: “Vogliamo aprire non una finestra, ma una porta intera verso l’Europa, e fare in modo che non si richiuda più”.
Il momento chiave è rappresentato dalla finale della Coppa di Russia a San Pietroburgo, utilizzata come selezione per Parigi, ma lo sguardo va oltre. La programmazione è già orientata verso il lungo termine, fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028: “Il treno è partito, stiamo costruendo un percorso che porta dritto alla prossima Olimpiade”. In questo contesto, Parigi diventa un passaggio fondamentale per riconquistare visibilità e credibilità: “Per quattro anni l’Europa ci ha dimenticati, ora dobbiamo riprenderci il nostro status”.
Un aspetto centrale riguarda il valore della nuova generazione. Fesikov è diretto: “I 19-20enni non sono il futuro, sono il presente. Nel nuoto le occasioni passano velocemente e vanno colte subito”. La squadra, inoltre, appare più equilibrata rispetto al passato, con un contributo crescente sia dal settore maschile che da quello femminile, elemento ritenuto determinante per puntare in alto anche nel medagliere.
Grande fiducia è riposta nel capitano Kliment Kolesnikov, chiamato a essere uno dei riferimenti tecnici della squadra: “Ha tutte le carte in mano. Nei 50 dorso oggi nessuno è al suo livello, può puntare all’oro olimpico”. Il ritorno alle competizioni internazionali rappresenta per lui un’opportunità concreta di rilancio ai massimi livelli.
Il confronto con Leon Marchand resta inevitabile. Il francese, protagonista assoluto a livello mondiale, viene riconosciuto come punto di riferimento: “A Singapore è andato nello spazio”, dice Fesikov ricordando le sue prestazioni straordinarie. Tuttavia, la convinzione è che il gap possa essere ridotto: “Nei 400 misti Borodin può competere, nei 200 misti abbiamo un gruppo forte, e nei 200 rana Prigoda è assolutamente competitivo”. Marchand diventa così uno stimolo più che un ostacolo: “Il mondo va veloce e dobbiamo aumentare le velocità per restare al passo”.
Guardando avanti, l’attenzione si sposta anche sui giovani, considerati una risorsa chiave per colmare ulteriormente il divario: “Tra due anni possono emergere nuovi atleti capaci di nuotare tempi da finale mondiale”. L’obiettivo è chiaro: tornare a essere competitivi su tutti i fronti, dalle gare individuali alle staffette, e riaffermare il proprio ruolo nel panorama europeo e internazionale.