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Olympics.com. La nuotatrice sudafricana ripercorre la carriera.. "Ci sono probabilmente tantissimi talenti che non abbiamo mai scoperto perché non è stata data loro nemmeno l’opportunità di imparare a nuotare.”
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USA. College Swimming League: Anita Bottazzo vince i 100 rana
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Australia. The Pool, la piscina più fotografata del mondo arriva su Netflix
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USA. College Swimming League: Sara Curtis: 49.74 nei 100 dorso e 21.06 nei 50 stile libero, tre primati CLS.
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Lani Pallister: «Il cambiamento più grande è stato mentale»
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USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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FIN Sicilia. Online il nuovo sito
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Tatjana "Schoenmaker" Smith (29) ha raccontato a Olympics.com il percorso che l’ha portata a diventare la nuotatrice olimpica più decorata della storia del Sudafrica, spiegando come la sua missione sia sempre stata quella di dimostrare che anche gli atleti africani possono raggiungere il vertice mondiale restando ad allenarsi nel proprio Paese. Specialista della rana, Smith ha conquistato l’oro olimpico nei 200 rana a Tokyo 2020 (video fondo pagina) e nei 100 rana a Parigi 2024, sfiorando in entrambe le edizioni la storica doppietta 100-200 che riuscì soltanto alla leggendaria Penelope "Penny" Heyns ad Atlanta 1996.
Palmares Tatjana "Schoenmaker" Smith

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Giochi di Parigi 2024 - PH: DeepBlueMedia
La carriera di Smith è però passata anche attraverso momenti molto difficili. Nel 2016 mancò la qualificazione olimpica per un solo centesimo, un episodio che la segnò profondamente. Quella delusione diventò però il motore della sua crescita. Due anni più tardi conquistò la doppietta 100-200 rana ai Commonwealth Games del 2018, iniziando il percorso che l’avrebbe portata ai trionfi olimpici e mondiali.
“Fu un duro colpo. Dopo quel momento faticavo davvero a divertirmi nuotando.”
Smith ha sempre rifiutato il paragone diretto con Penny Heyns, scegliendo invece di costruire una propria identità, La sudafricana ha spiegato che il vero obiettivo della sua carriera era lanciare un messaggio al continente africano:
“Non ho mai voluto essere qualcun altro. Non era mio obiettivo battere il record di Penny Heyns. Potevo solo diventare una versione migliore di me stessa ... La mia passione e la mia ragione per nuotare erano mostrare che possiamo farcela dal Sudafrica e che non dobbiamo necessariamente andare all’estero ad allenarci ... Volevo dimostrare che, anche restando qui, abbiamo allenatori e strutture abbastanza valide.”
Pur riconoscendo i limiti infrastrutturali e le difficoltà quotidiane — dagli allenamenti in piscine all’aperto al freddo fino ai blackout elettrici — Smith ha sottolineato la capacità di adattamento degli atleti sudafricani:
“Forse abbiamo quello spirito combattivo che ci permette di superare certe situazioni. Le piccole cose non ci disturbano. Come possiamo creare speranza e far capire ai giovani nuotatori africani che possono avere successo se veniamo considerati irrilevanti dal resto del mondo?”
Per questo guarda con entusiasmo ai Dakar 2026 Youth Olympic Games, che considera un evento simbolico per tutto il continente:
“Sono entusiasta. È esattamente ciò di cui abbiamo bisogno sul suolo africano. Ci sono probabilmente tantissimi talenti che non abbiamo mai scoperto perché non è stata data loro nemmeno l’opportunità di imparare a nuotare.”
Dopo il ritiro, avvenuto dopo Parigi 2024, Smith ha raccontato come il passaggio lontano dall’agonismo sia stato complesso:
“Non direi che gli ultimi due anni siano stati facili. Sei completamente strappato via da una routine che ha definito tutta la tua vita. Ora mi sento davvero felice rispetto alla persona che ero prima.”
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La 24enne campionessa olimpica e primatista del mondo nominata SPORT PERSONALITY OF THE YEAR al Gauteng Sport Awards.