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" ... magari proprio ai Commonwealth Games di Glasgow ... è un obiettivo che vuole raggiungere"
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Ariarne Titmus: «Ho fatto la scelta giusta. Non rimpiango il ritiro»
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USA. College Swimming League: Anita Bottazzo vince i 100 rana
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USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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Cameron McEvoy trasforma la World Cup in un laboratorio verso Pechino
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Un nuovo record del mondo nei 50 stile libero non è solo una possibilità, ma un obiettivo concreto. A sostenerlo, sui media australiani, è Ariarne Titmus, una delle voci più autorevoli del nuoto mondiale: quattro ori olimpici tra Tokyo e Parigi, ex primatista dei 400 stile libero e oggi analista televisiva per Channel 7 dopo il ritiro nell’ottobre 2025.
Proprio la sua esperienza ai massimi livelli rende ancora più significativo il giudizio su Cameron McEvoy, protagonista di una vera rivoluzione nello sprint. Il 31enne australiano, già oro olimpico a Parigi, ha fissato il record del mondo dei 50 stile libero in 20.88 al China Open, grazie a un approccio completamente fuori dagli schemi.
“Vuole battere di nuovo il record, magari proprio ai Commonwealth Games. E non ha mai vinto un oro individuale ai Giochi: è un obiettivo che vuole raggiungere”, spiega Titmus, indicando Glasgow 2026 come il possibile teatro di un nuovo exploit.
Il cosiddetto “McEvoy Method” rompe con la tradizione del nuoto ad alto chilometraggio: volumi ridotti al minimo, circa 1200 metri a settimana, e lavoro centrato su intensità, forza e qualità esecutiva. Un cambiamento radicale che la stessa Titmus, cresciuta in un sistema opposto, guarda con grande interesse: “Per dare un’idea, il mio riscaldamento per i 400 stile libero era di 2 km”.
Un modello destinato a far discutere e, forse, a influenzare il futuro: “Credo che sempre più atleti proveranno questo tipo di allenamento, ma non so se funzionerebbe per tutti. Lui è estremamente preciso in tutto quello che fa”.
Accanto a McEvoy, l’Australia si presenta ai Commonwealth Games con una squadra profonda e ambiziosa. Kaylee McKeown punta a confermarsi nel dorso: “Dà sempre il meglio quando conta. È serena e questo fa la differenza”, sottolinea Titmus. Grande attesa anche per Samuel Short, “affamato come sempre”, mentre crescono giovani come Sienna Toohey e Kai Taylor.
L’obiettivo pere Glasgow 2026 è chiaro: dominare. “Penso che possiamo fare il pieno di medaglie. Abbiamo tante possibilità di occupare tutto il podio”, afferma Titmus.
Da La Repubblica la riflessione di Emanuela Audisio.
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