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Inghilterra. Freya Colbert: «Sono una persona completamente diversa rispetto al 2022»
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Cinque ori nel mirino: Summer McIntosh accelera la corsa verso Los Angeles
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Dall’oro olimpico alla crisi personale: il racconto di Missy Franklin
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Ryan Lochte riparte dal college. Assistant Coach presso la Missouri State University
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Summer McIntosh: "I 200 stile sono ancora un work in progress”
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Penny Heyns, la donna che cambiò il nuoto africano
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Germania, La tre giorni perfetta di Johannes Liebmann. Adesso allenamenti e maturità.
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Australia. Libby Trickett (41): “Un attacco cardiaco raro ha cambiato la mia vita”
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Shin Ohashi (17). Il nuovo volto della rana giapponese.
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Russia. Alexander Popov. “Nessuna scusa, bisogna vincere subito”
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Adam Peaty, Verso LA 2028 con lo stesso spirito competitivo: “Il nuoto è ancora la mia vita”
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Oggii il rientro alle competizioni di Sarah Sjöström. “Se c’è un tempo che voglio fare è solo quello per qualificarmi agli Europei".
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USA. Clinic con Jordan Crooks. “Vedremo se tornerò ... ”. VIDEO
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Luca Dotto: "Un ultimo tuffo a Riccione lo avrei fatto volentieri"
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Nel cuore della preparazione dell’uomo più veloce del mondo in acqua. A giugno sarà in Italia per circa due settimane, Settecolli e stage di allenamento.
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Il canale YouTube TheSwimsuitGuy ha pubblicato nel mese di marzo un interessante documentario dedicato al neo primatista mondiale dei 50 stile libero, Cameron McEvoy. Il video, girato pochi giorni prima dello straordinario record del mondo (20.88) nuotato a Shenzhen nella prima edizione dei China Open, offre uno sguardo ravvicinato sul suo approccio innovativo all’allenamento.
Intanto, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il campione olimpico australiano sarà protagonista anche a Roma nella prossima estate. McEvoy parteciperà al Trofeo Settecolli (26-28 giugno), ma utilizzerà la Capitale anche come base per uno stage di allenamento di alcune settimane in preparazione ai prossimi impegni internazionali, tra cui i Commonwealth Games e i Giochi Pan Pacifici. L’arrivo è previsto intorno alla metà di giugno, con la famiglia al seguito, mentre le sedute di allenamento si svolgeranno presso lo Stadio del Nuoto di Roma.
Il documentario in oggetto, è girato presso la Queensland Academy of Sport, il video segue per un’intera settimana tutte le sessioni di allenamento dello sprinter australiano, sia in acqua che in palestra. L’autore vive da vicino la quotidianità dell’atleta, osservandone metodi, strumenti e filosofia di lavoro, insieme al team composto da tecnici, preparatori e compagni di allenamento.
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Il dato più sorprendente riguarda il volume di lavoro in acqua: in sei sessioni settimanali, McEvoy nuota appena 1.355 metri complessivi, confermando un modello radicalmente diverso rispetto al nuoto tradizionale. È però necessario contestualizzare questo approccio: si tratta di un atleta di 31 anni, specialista della gara più breve e veloce del programma olimpico, i 50 stile libero, disciplina in cui la qualità, la potenza e la precisione tecnica prevalgono sul volume di lavoro.
Nella settimana analizzata emerge infatti un approccio radicalmente diverso: pochissimi metri in acqua, ma un’altissima qualità del lavoro.
Le sedute in piscina sono brevi, spesso intorno a un’ora, e concentrate quasi esclusivamente sulla velocità massimale. McEvoy lavora su sprint puri, soprattutto sui 25 metri, alternando prove a corpo libero a esercizi con resistenze e a sedute assistite che gli permettono di raggiungere la velocità di gara con un costo energetico ridotto. L’obiettivo non è accumulare volume, ma esporsi continuamente alle condizioni di gara, affinando tecnica sportiva e frequenza di bracciata ideale.
A questo si affianca un lavoro in palestra centrale e strutturato, con forte enfasi su forza ed esplosività: trazioni zavorrate, esercizi di potenza e sedute ibride che combinano direttamente lavoro a secco e sprint in acqua. Anche l’organizzazione della settimana è atipica: una sola sessione al giorno, senza doppie sedute, per garantire il massimo recupero e mantenere elevata l’intensità.
Lo stesso McEvoy sottolinea la natura di questo approccio: “Questa è probabilmente la seduta più corta che abbia fatto, circa un’ora in acqua”, spiegando come anche il lavoro aerobico venga integrato in modo diverso: “La mia frequenza cardiaca probabilmente non è mai scesa sotto i 100… è qui che faccio l’aerobico”. E soprattutto chiarisce il principio guida: “Voglio espormi alla velocità di gara senza pagare troppo a livello energetico”.
Ne emerge un sistema estremamente moderno e specifico per lo sprint di un atleta evoluto: meno quantità, più precisione, integrazione tra acqua e palestra e un controllo costante dei dati. Un modello che mette al centro l’efficienza e che sta ridefinendo il modo di preparare le gare sprint nel nuoto.
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Il comitato organizzatore dei China Open ha fatto ritirare il blocco di partenza con cui Cameron McEvoy ha realizzato il record mondiale nei 50 stile libero per metterlo nel museo sportivo nazionale con tanto di autografo dello sprinter australiano, qui sotto le immagini. .