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Il CEO di USA Swimming punta su infrastrutture, comunità e allenatori per rafforzare il movimento dalle lezioni di nuoto fino alla nazionale olimpica.
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Nel corso di una intervista rilasciata da Kevin Ring, CEO di USA Swimming, al podcast "The Swim Brief" condotto da Chris DeSantis, il presidente della federnuoto statunitense ha illustrato la sua visione per il futuro del nuoto statunitense, sottolineando come la priorità non sia soltanto vincere medaglie olimpiche, ma costruire un ecosistema capace di sostenere club, allenatori, volontari e atleti a tutti i livelli.
«Non considero il mio lavoro come quello di una persona che resta seduta dietro una scrivania a Colorado Springs. Voglio essere parte dell'ecosistema del nuoto, incontrare le persone, ascoltarle e rispondere alle loro domande. CEO è solo un titolo. In realtà io sono al servizio del nuoto. Il mio compito è creare un ecosistema che permetta ai club di prosperare e agli atleti di avere le migliori opportunità possibili.»
Arrivato alla guida della federazione da circa nove mesi (settembre 2025) e proveniente da altre realtà sportive, Ring ha spiegato di considerarsi un "servitore del nuoto", con il compito di creare le condizioni affinché i club possano prosperare, più persone entrino in piscina e gli atleti della nazionale abbiano il miglior supporto possibile. Pur riconoscendo l'importanza delle medaglie olimpiche, ritiene che il successo internazionale sia una conseguenza diretta della qualità del lavoro svolto alla base del movimento.
Grande attenzione è stata dedicata al ruolo degli allenatori, definiti il collegamento più importante tra la federazione e il territorio. Ring considera il coaching una professione "nobile", capace di cambiare la vita dei giovani non solo dal punto di vista sportivo ma anche umano. Per questo USA Swimming sta valutando nuove opportunità formative, non limitate agli aspetti tecnici, ma estese anche alla gestione dei club, agli aspetti economici e allo sviluppo professionale degli allenatori.
«Dobbiamo aiutare gli allenatori non solo a diventare migliori tecnicamente, ma anche a comprendere il lato gestionale del nostro sport: come si avvia e si gestisce un club, come si costruisce un'attività sostenibile. Non abbiamo una bacchetta magica, ma possiamo lavorare su formazione, opportunità di lavoro, difesa degli impianti e crescita della base dei praticanti.»
Tra gli obiettivi strategici figurano inoltre l'aumento dell'accesso alle piscine, la costruzione di nuovi impianti, la difesa delle strutture esistenti e la creazione di nuove opportunità lavorative per i tecnici. Ring ha evidenziato come la carenza di impianti rappresenti uno dei principali ostacoli alla crescita del movimento e ha spiegato che la federazione sta lavorando con comunità locali e investitori per favorire la realizzazione di nuove strutture.
Un'altra iniziativa che il CEO considera promettente è il progetto Block Party, un format di gare più brevi e facilmente fruibili dalle famiglie, pensato per avvicinare nuovi praticanti al nuoto agonistico senza sostituire le tradizionali competizioni. L'obiettivo è rendere l'esperienza sportiva più accessibile e compatibile con le esigenze delle famiglie moderne.
Sul fronte dell'alta prestazione, Ring ha ribadito che vincere medaglie resta una priorità strategica. Per questo USA Swimming continua a investire nella nazionale attraverso allenatori, supporto psicologico, analisi dei dati, nutrizione e assistenza medica. Tuttavia, ha evidenziato come la crescita del movimento e il successo internazionale siano strettamente collegati: senza una base ampia e forte non può esistere una nazionale vincente.
«Vincere medaglie è fondamentale. Tutti amano vedere gli Stati Uniti vincere. Ma senza una base ampia di praticanti e senza grandi allenatori non possiamo continuare a produrre campioni. Il nostro compito è costruire l'infrastruttura che permetta di vincere più medaglie possibile e, allo stesso tempo, far crescere il nuoto.»
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