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in un’intervista a Olympics.com, la campionessa sudafricana ripercorre la storica doppietta di Atlanta 1996 e l’eredità lasciata al continente. ph: DeepBlueMedia.
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In un’intervista pubblicata da Olympics.com, la leggenda sudafricana Penelope "Penny" Heyns ripercorre la storica doppietta olimpica conquistata ad Atlanta 1996 nei 100 e 200 rana, un’impresa ancora oggi unica nella storia del nuoto femminile.
Heyns spiega come quel successo abbia rappresentato molto più di due medaglie d’oro: in un Sudafrica appena rientrato nello sport internazionale dopo l’Apartheid, il nuoto contribuì anche a rafforzare il senso di unità nazionale durante la presidenza di Nelson Mandela. “Mandela aveva una passione autentica per lo sport e un rapporto molto personale con noi atleti”, racconta la campionessa sudafricana.
Dopo il record mondiale nei 100 rana, Mandela le scrisse: “Hai reso orgoglioso il nostro Paese. Sei la nostra ragazza d’oro.” Due giorni dopo Heyns completò la storica doppietta battendo ancora la statunitense Amanda Beard.
L’ex campionessa sottolinea inoltre come i suoi successi abbiano aperto la strada a generazioni successive di nuotatori africani, da Kirsty Coventry fino a Tatjana Smith, che Heyns elogia soprattutto per la sua umiltà e per il ruolo di esempio verso i giovani.
Guardando al futuro, Heyns individua nel dorsista sudafricano Pieter Coetzé uno dei grandi talenti verso Los Angeles 2028 Olympic Games, definendolo “mentalmente molto forte” e già pronto a competere con i migliori del mondo.
Penny Heyns: “Mi sento estremamente fortunata. Molti mi chiedono: ‘Non vorresti nuotare oggi con tutte le opportunità e i guadagni economici attuali?’ Ma la mia risposta è no. Sono felice di aver gareggiato nell’epoca in cui ho nuotato.”
L'intervista integrale "The African blueprint: How Penny Heyns opened the pool to a continent" di Ockert de Villiers è disponibile sul sito Olympics.com.
PALMARES DI PENNY HEYNES

Penny Heyns è l’unica ranista, uomo o donna, ad aver detenuto contemporaneamente i record mondiali di tutte e tre le distanze della rana: 50, 100 e 200 metri. I suoi risultati le hanno permesso di entrare nella International Swimming Hall of Fame nel 2007 e, nel 2012, è diventata la prima atleta africana non appartenente all’atletica leggera a essere inserita nella Africa Sports Hall of Fame.