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La settimana perfetta della mezzofondista australiana: dai 200 ai 1500 Pallister cambia dimensione. Dopo Ariarne Titmus, Dean Boxall sviluppa un progetto con caratteristiche diverse e un raggio d’azione ancora più ampio.. ph: DeepBlueMedia
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Lani Pallister e Summer McIntosh - DeeoBlueMedia /InsideFoto
La mezzofondista australiana Lani Pallister chiude i Pan Pacific Championships di Irvine con la vittoria più significativa: batte Katie Ledecky negli 800 stile libero, 8'06"10 contro 8'07"26. Non è il miglior tempo della sua carriera – resta l'8'05"98 dei Mondiali di Singapore 2025 – ma interrompe una delle serie più impressionanti del nuoto contemporaneo. Per Ledecky è la prima sconfitta negli 800 in un grande appuntamento internazionale da oltre un decennio.
CONFRONTO 800 STILE LIBERO

Un anno fa a Singapore Pallister era arrivata a soli 36 centesimi dall'americana. A Irvine ha completato il percorso, trasformandosi da inseguitrice in vincitrice del confronto diretto.
«Katie ha portato il mezzofondo femminile a un livello completamente diverso».
C'è anche una storia particolare dietro questo confronto. Nel 2014 Pallister, dodicenne, chiese un autografo a Ledecky, che accompagnò la firma con la dedica “Dream big”. Dodici anni dopo quella bambina è diventata una delle principali rivali dell'americana in prospettiva Los Angeles 2028.
«Quando insegui una persona come lei e cerchi di batterla, devi fare cose simili a quelle che fa lei, se non addirittura farle meglio».
Gli 800 completano un Pan Pacific straordinario. Pallister aveva iniziato vincendo i 200 stile libero in 1'53"67 davanti alla canadese Summer McIntosh, seconda in 1'53"86. Una distanza che l'australiana disputa meno frequentemente a livello individuale e che offre forse la chiave tecnica più interessante della sua evoluzione.
200 STILE LIBERO

«All’inizio della settimana ho detto a Dean che gareggiare qui ai Pan Pacific è un po’ il primo assaggio di quello che saranno le Olimpiadi tra due anni. Non nuoto spesso i 200 individuali, quindi fare 1'53" qui è fantastico».
Appena un paio d'ore dopo era arrivato l'argento nei 1500. Katie Ledecky ha vinto in 15'36"09, mentre Pallister ha chiuso in 15'38"62, migliorando il personale e il record oceanico. Poi la prima vittoria su Ledecky nei 400. Pallister ha nuotato il personale di 3'58"42 contro il 4'00"15 dell'americana, resistendo al ritorno della statunitense negli ultimi 150 metri.
«Vedevo Katie recuperare negli ultimi 150 metri e, devo ammetterlo, è una sensazione che mette parecchio nervosismo. Il finale mi ha presentato il conto. Accidenti, ha fatto davvero male. Ma è bellissimo presentarsi a una finale internazionale, gareggiare contro le migliori al mondo e provare ad attaccare tempi importanti».
1500 STILE LIBERO

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Dietro questa trasformazione c'è il lavoro con Dean Boxall, tecnico al quale Pallister si è affidata dopo Parigi 2024 e che aveva già costruito il percorso vincente di Ariarne Titmus, ritiratasi recentemente. Il confronto tra le due australiane è interessante soprattutto perché parte da caratteristiche differenti: Titmus aveva il proprio baricentro nell'asse 200-400, pur essendo estremamente competitiva anche negli 800; Pallister nasce invece come nuotatrice maggiormente orientata verso 800 e 1500. Il cambio di allenatore ha già prodotto un netto salto di qualità..
Il lavoro di Boxall sembra ora ampliare il raggio d'azione di Pallister nella direzione opposta. I tempi di Irvine – 1'53"67 nei 200, 3'58"42 nei 400, 8'06"10 negli 800 e 15'38"62 nei 1500 – mostrano una mezzofondista capace di aggiungere velocità senza perdere la propria potenza aerobica. Il dato più significativo potrebbe essere proprio quello dei 200: nuotare 1'53"67 disponendo contemporaneamente di un 15'38" sui 1500 significa possedere una combinazione di velocità e resistenza estremamente rara.
Non una nuova Titmus, quindi, ma un progetto differente dello stesso tecnico: Titmus più sbilanciata verso 200 e 400, Pallister verso 800 e 1500, con Boxall che sta progressivamente avvicinando i due estremi..
«Non credo che sia una sfida che Dean mi abbia lanciato. Credo semplicemente che sappia di cosa sono capace su tutte le distanze».
È la stessa australiana a spiegare come stia vivendo questa nuova dimensione. Pallister continua a considerare gli 800 la propria distanza di riferimento, pur mostrando ormai di poter competere con le migliori anche nelle gare più veloci. Il rispetto nei confronti di Ledecky resta intatto, ma il rapporto agonistico è cambiato. A Singapore Pallister l'aveva portata fino agli ultimi metri; a Irvine l'ha battuta due volte.
«Ero completamente concentrata su quello che volevo fare. Gli 800 sono la mia gara preferita e Katie è una forza dominante. Mi piace semplicemente salire sui blocchi e gareggiare».
Anche Katie Ledecky, dopo la sconfitta negli 800, ha riconosciuto il livello raggiunto dall'australiana:
«È stata sicuramente la mia migliore gara della settimana, quindi sono abbastanza contenta. Se dovevo arrivare seconda, volevo almeno fare una grande gara e rendere la vita difficile a Lani».
I numeri finali sintetizzano la settimana perfetta della Pallister: tre vittorie individuali nei 200, 400 e 800, l'argento nei 1500 e l'oro australiano nella 4×200. Pallister ha battuto McIntosh nei 200 e Ledecky nei 400 e negli 800; soltanto nei 1500 la statunitense è rimasta davanti, rafforzando la sua candidatura in prospettiva olimpica.
A due anni da Los Angeles il tema diventa quindi anche la scelta del programma. Con Ledecky ancora riferimento delle distanze lunghe, McIntosh capace di muoversi su più specialità e Mollie O'Callaghan ai vertici dei 200, Pallister introduce una variabile nuova: può ormai essere competitiva dal 200 al 1500.
Ed è forse questo, ancora più delle vittorie di Irvine, il segnale più importante. Pallister non è più soltanto una delle grandi mezzofondiste chiamate a inseguire Ledecky: il lavoro con Boxall sta trasformando una specialista delle lunghe distanze in una nuotatrice capace di incidere sull'intero arco del mezzofondo, con caratteristiche diverse da Titmus ma con una versatilità che potrebbe diventare decisiva nella costruzione del programma olimpico di LA 2028.
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Lani Pallister e Katie Ledecky - DeeoBlueMedia /InsideFoto