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13, 17 e 19 anni: il nuovo volto del nuoto asiatico non è piu una prospettiva, è diventato realtà.
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Il sogno olimpico della 13enne Yu Zidi. «Voglio salire sul podio a Los Angeles»
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Cina. Xu Jiayu cambia dorso: Ceccon tra i riferimenti della nuova evoluzione
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Cina. Zhang Yufei cambia rotta: più velocità verso Los Angeles 2028.
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Polonia. Katarzyna Wasick, il sogno si avvera a 34 anni: regina europea dei 50 stile libero
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Una pausa per ripartire. Kylie Masse guarda verso Los Angeles
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Grecia. Apostolos Christou, l’esperienza fa la differenza. «Volevo salire sul podio, non pensavo di vincere».
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Una Corea ottimista verso gli Asian Games
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Todd DeSorbo e il metodo Virginia "effect" che sta facendo crescere Sara Curtis.
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Yu Zidi, 13 anni, Yumeki Kojima e Shin Ohashi, 17, Zhang Zhanshuo, 19. Quattro giovanissimi, due cinesi e due giapponesi, tutti pluriprimatisti mondiali juniores e, nel caso di Ohashi, già primatista mondiale assoluto. Agli Asian Games stanno collezionando record, titoli e prestazioni di livello mondiale. Quattro percorsi differenti, accomunati da una crescita rapidissima e da un orizzonte comune: i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Yu, 13 anni e già tre ori agli Asian Games

Yu Zidi ha appena 13 anni e compirà 14 anni a ottobre. Agli Asian Games la cinese ha completato una straordinaria tripletta individuale.
Nei 200 farfalla ha vinto in 2:05.08, record dei Giochi. Nei 200 misti si è imposta in 2:06.10, record asiatico e record dei Giochi, arrivando a soli quattro decimi dal 2:05.70 di Summer McIntosh.
Nei 400 misti ha completato l'opera vincendo in 4:28.56, nuovo record dei Giochi e quinta prestazione mondiale all-time. Ha migliorato il proprio personale di 2.23 secondi, arrivando ad appena 13 centesimi dal record asiatico di Ye Shiwen( 4:28.43). Nella top 10 mondiale di sempre della specialità è l'unica atleta che non abbia ancora compiuto 15 anni.
La sua dimensione internazionale, peraltro, non nasce in Giappone. Ai Mondiali di Singapore 2025, a soli 12 anni, era diventata la più giovane medagliata nella storia della manifestazione grazie al bronzo della Cina nella 4×200 stile libero, dopo aver partecipato alle batterie. Individualmente aveva inoltre sfiorato tre podi, chiudendo quarta nei 200 e 400 misti e nei 200 farfalla.
Nonostante risultati già da protagonista mondiale, fuori dall'acqua emerge ancora chiaramente la tredicenne. Alla pressione della competizione sembra rispondere con maggiore naturalezza rispetto a quella dei media.
«Sono giovane, quindi non devo avere paura. In gara cerco soprattutto di pensare ai dettagli tecnici. Le interviste sono molto più difficili delle gare: ogni volta vorrei semplicemente volare via da qualche altra parte».
Yumeki, quattro record mondiali juniores nel 2026

Per Yumeki Kojima quella del 2026 è stata la stagione dell'esplosione internazionale. Il 17enne giapponese aveva aperto l'anno stabilendo il record mondiale juniores dei 200 misti in 1:56.53 il 21 marzo. Ai Pan Pacific Championships aveva poi vinto i 200 dorso in 1:55.38 e, nelle batterie dei 400 misti, aveva portato il limite mondiale junior a 4:08.69.
Agli Asian Games è arrivata un'ulteriore accelerazione. Nei 200 misti ha conquistato l'argento in 1:55.36, a soli sei centesimi da Tomoyuki Matsushita (1:55.30). Due giorni più tardi si è preso la rivincita nei 400 misti, vincendo in 4:07.02, nuovo record mondiale juniores e record dei Giochi, migliorando di 1.67 secondi il proprio precedente limite. È il suo quarto record mondiale juniores del 2026.
La gara ha messo in luce anche la sua capacità nella gestione di garta, alle spalle del favorito Matsushita nella prima metà, Kojima ha recuperato quasi due secondi nella rana e ha chiuso con un 100 stile da 56.89, contro il 59.54 del connazionale.
Il riferimento dichiarato è già il migliore al mondo, Léon Marchand, primatista mondiale dei 200 e 400 misti.
«Marchand è l'atleta a cui punto più di tutti. Voglio ridurre poco alla volta il distacco e, un giorno, riuscire a batterlo».
Shin, 17 anni e già primatista mondiale dei 200 rana

Ha 17 anni Shin Ohashi, uno dei talenti cristallino del nuoto giapponese e ormai protagonista assoluto degli Asian Games. La sua rassegna era iniziata con il primo grande titolo internazionale senior nei 100 rana, vinti in 58.64 ex aequo con il cinese Dong Zhihao, ed è culminata con una prestazione storica nei 200 rana.
Ohashi era arrivato alla manifestazione con un personale e record giapponese dei 100 rana di 58.54, stabilito ad agosto ai Pan Pacific Championships. A marzo aveva già conquistato 50, 100 e 200 rana ai Campionati Giapponesi, diventando il più giovane di sempre a realizzare la tripletta.
Il successo nei 100 agli Asian Games era arrivato in condizioni tutt'altro che ideali: quattro giorni prima della finale aveva avuto 39 di febbre. Nonostante questo, aveva chiuso al comando i primi 50 e resistito alla rimonta di Dong fino al perfetto ex aequo.
La reazione dopo aver visto il numero 1 sul tabellone raccontava ancora la sua età:
«Pensavo di aver visto male».
Sentendo l'esultanza del pubblico cinese, Ohashi era infatti convinto di aver perso. Solo dopo qualche secondo aveva capito che il numero 1 compariva anche accanto al suo nome. Eppure il 58.64 non lo aveva soddisfatto completamente:
«Il tempo non è particolarmente buono e ho vinto ex aequo. Come prima medaglia d'oro c'è anche un po' di rammarico. Senza il problema di salute penso che avrei potuto vedere anche i 57 secondi».
Il riferimento dichiarato del diciassettenne è Kosuke Kitajima. Ohashi sapeva che il due volte campione olimpico aveva stabilito il suo primo record mondiale proprio agli Asian Games del 2002 e, dopo i 100 rana, aveva indicato chiaramente quale sarebbe stato il passo successivo:
«Penso che, se non stabilisco un record mondiale, non potrò percorrere quella stessa strada. Anche per questo voglio fare il record del mondo».
Pochi giorni dopo, l'obiettivo è diventato realtà. Nei 200 rana Ohashi ha vinto con uno straordinario 2:04.83, diventando il primo uomo della storia a scendere sotto il muro dei 2:05. La prestazione vale anche il nuovo record mondiale juniores, asiatico e giapponese.
Ohashi, alto 169 centimetri, ha abbassato di 65 centesimi il precedente record mondiale del cinese Qin Haiyang (2:05.48) e di quasi due secondi il proprio precedente limite mondiale juniores di 2:06.59. Il record assume un significato ancora maggiore proprio alla luce delle parole pronunciate dopo i 100: Ohashi voleva seguire la strada di Kitajima e stabilire un record mondiale agli Asian Games. A 17 anni ci è già riuscito.
«Finora pensavo che sarei potuto arrivare intorno a 2:03 prima di fine carriera. Ora che ho fatto 2:04, penso a 2:02 o anche 2:01. Il livello mondiale continuerà a crescere e voglio crescere anch'io. Il mio obiettivo era fare il record mondiale alle Olimpiadi. Averlo ottenuto già adesso significa che devo puntare ancora più in alto e costruire il necessario per vincere ai Giochi. Mi dà una grande fiducia. Il prossimo obiettivo è vincere l'oro ai Mondiali e poi conquistare l'oro alle Olimpiadi. Non voglio accontentarmi: voglio provare di nuovo queste emozioni».
Zhang, dai 1500 ai 200: 1:43.49 e record asiatico

A completare il quadro c'è Zhang Zhanshuo. A 19 anni sta mostrando una versatilità fuori dal comune: dopo aver vinto i 1500 con 14:42.42, nei 200 stile libero ha conquistato l'oro con 1:43.49, cancellando il precedente record asiatico del coreano Hwang Sunwoo (1:43.92) ed oggi anche gli 800 stile libero con 7:42.49.
Zhang, nella finale dei 200, era ancora alle spalle del coreano ai 150 metri, ma ha ribaltato la gara con un ultimo 50 da 25.96. Il 19enne è diventato così il decimo uomo della storia sotto 1:44 e il quinto sotto 1:43.50.
Il risultato conferma una caratteristica particolarmente interessante in prospettiva: la capacità di essere competitivo su un arco di distanze estremamente ampio, dai 200 ai 1500 stile libero, passandfo degli 800 in attesa dei 400 metri.
Dopo l'oro nei 1500, Zhang aveva sintetizzato così la propria mentalità:
«Voglio vincere, ma ancora di più non voglio perdere. Mi considero uno sfidante in questi Asian Games. La condizione viene fuori gara dopo gara. Credo che continuerò a migliorare. Ora sono ancora più impaziente di affrontare le prossime gare».
Una mentalità emersa anche nella 4×200 stile libero, dove Zhang aveva firmato una straordinaria ultima frazione da 1:42.92:
«Ho semplicemente espresso quello che faccio in allenamento. Se la squadra mi mette in ultima frazione, posso soltanto dare tutto. Avevo fiducia di poter rimontare».
Yu tra farfalla e misti, Kojima nei misti, Ohashi nella rana, Zhang nelle diverse distanze dello stile libero. Gli Asian Games stanno mettendo in evidenza quattro giovanissimi con caratteristiche e percorsi differenti, ma già capaci di confrontarsi con i migliori al mondo e, nel caso di Ohashi, di diventare il migliore di tutti. A Los Angeles 2028 Yu avrà 15 anni, Kojima e Ohashi 19 e Zhang 21. La nuova generazione del nuoto asiatico non è più soltanto una prospettiva.
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