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WR senza bonus contro i milioni degli Enhanced Games. PH: DeepBlueMedia
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Summer McIntosh racconta il flop ai Pan Pacific: «Ero troppo scarica, non riuscivo a cambiare ritmo»
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Australia. The Pool, la piscina più fotografata del mondo arriva su Netflix
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USA. College Swimming League: Sara Curtis: 49.74 nei 100 dorso e 21.06 nei 50 stile libero, tre primati CLS.
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Claire Curzan racconta il lavoro in Virginia: allenamento aerobico, subacquee e il talento di Sara Curtis
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Forza, dati e velocità: il metodo McEvoy
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Lani Pallister: «Il cambiamento più grande è stato mentale»
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USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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Ian Thorpe e Simona Quadarella a Trento: storie di talento, coraggio e cambiamento
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Bob Bowman: «Il fallimento è feedback, non il contrario del successo»
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FIN Sicilia. Online il nuovo sito
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Cameron McEvoy trasforma la World Cup in un laboratorio verso Pechino
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“Con la testa sott’acqua”: Cristina Chiuso vince il Premio CONI
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L'australiano Cameron McEvoy (31) ha riscritto la storia del nuoto abbattendo al China Open il record del mondo dei 50 stile libero (20.88), primato che resisteva da 16 anni dai tempi di César Cielo (Roma 2009) e ultima eredità dell’era dei “costume gommato”. Un risultato che rappresenta per l’australiano il coronamento di un sogno. Nel corso di una intervista rilasciata all'emittente australiana ABC news, McEvoy non si limita a celebrare il suo straordinario record del mondo, ma denuncia con forza le contraddizioni del sistema, mettendo a confronto il valore dello sport pulito con le ricompense milionarie offerte da circuiti controversi.
“Era un obiettivo per la fine della stagione, quindi averlo raggiunto già a marzo è davvero speciale. ... È stato un obiettivo a lungo termine, quindi averlo finalmente raggiunto è qualcosa che ancora faccio fatica a realizzare.”
Mi hanno sempre fatto la classica domanda: meglio un oro olimpico o un record del mondo? Ho sempre risposto record del mondo, e questo era quello che mi mancava. Averlo finalmente è davvero speciale.”
ll record è stato realizzato in una competizione non organizzata da World Aquatics e, di conseguenza, non ha comportato alcun riconoscimento economico. Una situazione che McEvoy ha definito paradossale, soprattutto se confrontata con i premi offerti da circuiti alternativi come gli Enhanced Games, dove sono previste ricompense milionarie anche per prestazioni ottenute con l’uso di sostanze dopanti e, nel caso del nuoto, con l’impiego di costumi non regolamentari.
“Questa competizione al China Open non prevedeva alcun incentivo per il record del mondo… quindi sì, per questo record ho guadagnato 0 dollari ... È assurdo pensare che per ottenere un record del mondo senza costumi tecnologici e senza sostanze dopanti, da atleta pulito, il bonus sia 0, mentre seguendo una strada più facile… puoi ottenere non solo un bonus di 1 milione di dollari, ma anche 250.000 dollari di premio per la vittoria, da sommare al record.”
“Il contrasto è enorme: parliamo di oltre 2 milioni di dollari australiani contro zero. È piuttosto ridicolo. È un peccato che una prestazione del genere venga considerata, almeno da questo punto di vista, come se non avesse valore.”
“Sono davvero sconcertato dal contrasto così evidente che esiste oggi nel panorama del nuoto.”
Il record ottenuto dallo sprinter australiano rappresenta anche la piena riuscita di un approccio innovativo all’allenamento, basato su tecnica, forza e ottimizzazione dei dettagli, già culminato con l’oro olimpico di Parigi e i titoli mondiali recenti.
“Ho strutturato la stagione con una fase iniziale dedicata soprattutto allo sviluppo della forza, e ho nuotato molto poco tra i Mondiali dell’anno scorso, questa gara doveva essere una fase di transizione verso un lavoro più orientato alla velocità. Ma avendo fatto il record e dei progressi, l’idea è continuare su questa strada senza cambiare, per vedere fin dove posso arrivare. Continuerò a puntare sullo sviluppo della forza in palestra, senza aumentare particolarmente il lavoro di velocità in acqua. Sono davvero curioso di vedere dove mi porterà questo approccio.”