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Il progetto costruito attorno all’ungherese guarda oltre Parigi: farfalla, stile libero e soprattutto una ritrovata voglia di competere
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ph: DeepBlueMedia
Il quotidiano sportivo ungherese Nemzeti Sport ha pubblicato una lunga intervista ad Álmos Szabó, allenatore di Kristóf Milák, nella quale il tecnico racconta il percorso intrapreso con il campione olimpico ungherese. L'intervista, firmata da Zsuzsa Csisztu e pubblicata il 2 luglio, era stata realizzata alla vigilia degli Europei di Parigi.
Riletta oggi, dopo l'Europeo, l'intervista assume un significato ancora più interessante perché molte delle indicazioni fornite allora da Szabó hanno trovato riscontro proprio a Parigi. Si è visto un Milák ritrovato agonisticamente e soprattutto nello spirito: competitivo, nuovamente disposto a confrontarsi con i migliori e capace di spaziare tra farfalla e stile libero. In questo senso, le parole del suo allenatore aiutano a leggere quanto accaduto poche settimane più tardi.
Il punto centrale dell'intervista era proprio il cambiamento di Milák, tornato a esprimersi ai vertici internazionali ma soprattutto ad avere un rapporto più sereno con l'allenamento. Il 2026, spiegava Szabó, era stato pensato anche come una stagione utile per individuare le distanze sulle quali costruire il programma futuro.
Álmos Szabó: «Se dovessi rispondere brevemente, direi di sì: va tutto nel migliore dei modi. Stiamo ancora cercando di capire quali saranno, nel lungo periodo, le gare sulle quali porre maggiore attenzione. Abbiamo programmato questa stagione per valutare il livello internazionale e vedere come Kristóf si adatta alle diverse specialità. I risultati veramente importanti li aspettiamo soprattutto nei prossimi anni».
Uno degli obiettivi iniziali era riportare Milák a vivere diversamente il rapporto quotidiano con il nuoto.
Álmos Szabó: «In precedenza aveva una battaglia interiore molto più forte con gli allenamenti e con l'acqua stessa. Oggi queste resistenze si presentano molto più raramente. Fa il lavoro che deve fare e così diventa naturalmente molto più facile progredire. Ci sono ancora delle oscillazioni, ma siamo chiaramente sulla strada che volevamo percorrere».
Dal punto di vista tecnico, 100 e 200 farfalla rimangono il cuore del programma, ma il progetto si è progressivamente allargato ai 50 farfalla e allo stile libero, una versatilità che a Parigi è diventata uno degli aspetti più evidenti del nuovo Milák.
«Kristóf è il miglior farfallista dei 100 e dei 200 metri di questa epoca. È un atleta di classe straordinaria in entrambe le distanze. In questo momento forse il 100 gli è leggermente più vicino, ma anche il 200 è ancora dentro di lui. Semplicemente adesso gli dedichiamo meno attenzione. Poi ci sono i 50 farfalla, che stiamo sviluppando, e lo stile libero, che richiede un programma differente».
| Gara | Turno | Tempo | Piazzamento |
|---|---|---|---|
| 50 farfalla | Batterie | 22.96 | 5° assoluto |
| Semifinale | 22.75 | 7° ex aequo | |
| Finale | 22.84 | 6° ex aequo | |
| 100 stile libero | Batterie | 47.92 | 4° assoluto |
| Semifinale | 47.97 | 7° | |
| Finale | 46.87 | BRONZO – 3° | |
| 100 farfalla | Batterie | 50.81 | 2° assoluto |
| Semifinale | 50.50 | 2° assoluto | |
| Finale | 49.48 | ORO – Record europeo | |
| 50 stile libero | Batterie | 21.87 | 10° ex aequo |
| Semifinale | 21.58 | 5° | |
| Finale | 21.46 | 4° | |
| 4×100 stile libero | Finale | 3:10.03 | ORO – Record dei campionati |
| Frazione di Kristóf Milák | 46.29 | 4ª frazione | |
Ma è soprattutto un altro passaggio che, alla luce di quanto visto a Parigi, acquista oggi maggiore peso: quello dedicato al ritorno dello spirito agonistico.
«Secondo me è tornato chiaramente. Lo percepisco assolutamente. Ci sono segnali positivi che non voglio rendere pubblici, ma che per me sono molto incoraggianti. Kristóf ha di nuovo degli obiettivi concreti. E quando decide veramente di voler ottenere qualcosa, generalmente da quella decisione nascono risultati molto importanti».
Europei di Parigi - Kristof Milak -PH: DeepBlueMedia.
È probabilmente questa la chiave che meglio collega l'intervista di luglio all'Europeo di agosto. A Parigi Milák ha restituito l'immagine di un atleta nuovamente coinvolto nella competizione, capace di cercare il confronto e di mettersi alla prova anche fuori dai confini tradizionali della farfalla.
Nell'intervista trova spazio anche il rapporto tra tecnico e atleta. Szabó ritiene che l'esperienza maturata nel movimento paralimpico gli abbia fornito empatia, pazienza e capacità di adattamento particolarmente utili nella gestione di Milák.
«La personalità di Kristóf non mi ha colto completamente impreparato. Naturalmente ha le sue caratteristiche particolari. Ci sono stati e ci sono ancora momenti più difficili, non lo nego. Ma non ho mai avuto la sensazione che la situazione fosse ingestibile. Ho sempre pensato di essere in grado di guidare la barca nella direzione giusta».
L'intervista integrale, in lingua ungherese, è disponibile su Nemzeti Sport:
“Milák Kristóf indul a párizsi Európa-bajnokságon” – Szabó Álmos az NS-nek