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La cinque volte campionessa olimpica rivela la diagnosi di endometriosi, racconta lo stop per la mononucleosi e fissa i nuovi obiettivi: Los Angeles 2028 e, se possibile, Brisbane 2032.
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Charlotte Bonnet commenta il nuoto per la radio
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La Traversata dello Stretto diventa un libro: oltre 70 anni di storia tra sport e leggenda
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USA. Anna Moesch: «Mentirei se dicessi che non sto inseguendo quel record del mondo.»
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«Bob Bowman, le magicien d’eau », disponibile sul sito de L'Équipe
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Thomas Ceccon dal collegiale di Sierra Nevada.
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Alessandra Mao intervistata dalla Gazzetta dello Sport.
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Luca Marin si racconta a Push Talk.
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Nella sua prima intervista dopo il ritiro dai Commonwealth Games e dai Pan Pacific Championships, Kaylee McKeown ha raccontato il difficile momento che sta vivendo a causa della mononucleosi, spiegando come la decisione di fermarsi sia stata dettata dalla volontà di tutelare la propria salute e non compromettere il futuro della carriera.
La cinque volte campionessa olimpica Kaylee McKeown ha raccontato, nella sua prima intervista dopo il ritiro dai Commonwealth Games, come la recente diagnosi di endometriosi abbia modificato le sue priorità, senza però spegnere le ambizioni sportive. Ospite del podcast Something To Talk About di Stellar (News Corp), la fuoriclasse australiana ha parlato apertamente del desiderio di costruire una famiglia con il compagno Declan Watson, ex giocatore di football australiano e oggi avvocato.
McKeown ha spiegato che gli specialisti le hanno consigliato di congelare gli ovuli, ma che la procedura è difficile da conciliare con la carriera agonistica, poiché richiede una terapia ormonale incompatibile con gli impegni sportivi e con i controlli antidoping. «C'è una finestra temporale entro cui dovrò avere dei figli», ha raccontato, sottolineando come il nuoto influenzi inevitabilmente anche la sua vita privata.
La campionessa ha ribadito che il suo desiderio è diventare madre senza rinunciare ai propri sogni sportivi. L'idea è quella di costruire una famiglia e, se possibile, tornare in vasca in tempo per i Giochi di Brisbane 2032, un traguardo raggiunto da pochissime atlete nella storia. «Se riuscissi a farlo sarebbe qualcosa di straordinario», ha affermato.
L'intervista arriva pochi giorni dopo il forfait dai Commonwealth Games e dai Pan Pacific Championships, resosi necessario a causa della mononucleosi. McKeown ha ammesso che ricevere finalmente una diagnosi precisa è stato quasi un sollievo:
«Mi sentivo sempre peggio e non capivo perché. Sapere che era la mononucleosi mi ha rassicurato: non ero improvvisamente diventata una nuotatrice finita».
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La campionessa ha raccontato di aver ricevuto un'ondata di affetto da parte dei compagni di squadra e del pubblico australiano, ribadendo il messaggio che considera più importante: «La salute deve venire sempre prima di tutto».
Pur con il rammarico di aver dovuto rinunciare a quelli che avrebbero dovuto essere i suoi ultimi Commonwealth Games, McKeown guarda già avanti. Il grande obiettivo resta Los Angeles 2028, mentre nel breve periodo spera di recuperare in tempo per i Mondiali in vasca corta di dicembre, oppure, se necessario, per i Mondiali del 2027.
«Non so quanto durerà la malattia, ogni caso è diverso, ma il mio obiettivo è tornare al massimo della forma per Los Angeles»
La fuoriclasse australiana ha inoltre espresso piena fiducia nella nuova generazione dei Dolphins, convinta che la nazionale continuerà a essere protagonista anche dopo il ricambio generazionale. «È il momento che i giovani imparino a competere sul palcoscenico internazionale. Noi non possiamo restare per sempre», ha osservato.
Nel corso dell'intervista, McKeown ha affrontato anche temi più personali. Ripensando ai successi conquistati, ha confessato di aver imparato ad apprezzare maggiormente ciò che ha già realizzato: «Nessuno potrà mai portarmi via le mie medaglie». Un percorso di maturazione influenzato anche dalla perdita del padre, scomparso nel 2020 a causa di un tumore al cervello. «Ora vivo anche per lui. Non voglio sprecare il tempo che ho», ha raccontato, spiegando come quel dolore le abbia insegnato a vivere ogni giorno con maggiore consapevolezza.
Tra i nuovi progetti c'è anche Lane 4, una piattaforma digitale sviluppata insieme ad altri nuotatori australiani - Lani Pallister, Mollie O'Callaghan ... - per offrire programmi di allenamento, consigli tecnici, nutrizionali e di preparazione mentale a nuotatori di ogni livello. McKeown ha infine richiamato l'attenzione sulle difficoltà economiche vissute dagli atleti australiani, sottolineando quanto il nuoto dipenda dal sostegno degli sponsor e dei finanziamenti privati:
«Senza alcuni sponsor importanti molti di noi non potrebbero permettersi di gareggiare ai massimi livelli».
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