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A Mosca un unico centro per nuoto, tuffi e sincronizzato con 15 piscine, la nuova "Casa del nuoto".
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Zac Stubblety-Cook cambia tecnico e sede. Lascia la Griffith University e coach Melanie Marshall.
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Glasgow 2026, polemica sulla birra partner ufficiale dei Giochi del Commonwealth. 100 giorni ai Giochi.
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Tom Dean forfait ai British Championships
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Al via domani il Malmsten Swim Open Stochkolm 2026. Forfait di Lukas Märtens
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Swimming Australia introduce i “Dogs on Deck”: cani da supporto a bordo vasca
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Elenco iscritti al Malmsten Swim Open Stochkolm 2026. Il ritorno alle gare di Sarah Sjöström
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China Open. Day 4. Regan Smith: 100 dorso (57.91). Ceccon ancora sul podio: 50 farfalla (23.01)
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China Open. Day 3. Zhang Zhan Shuo: 400 stile libero (3:41.55). Thomas Ceccon d'argento nei 100 farfalla. Ex aequo Chalmers - Alexy: 100 stile libero (47.70).
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China Open. Day 3. Batterie. Jack Alexy: 100 stile libero (47.73). Gretchen Walsh: 100 farfalla (55.77).
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China Open. Day 2. Batterie. Thomas Ceccon in finale nei 100 dorso
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China Open. Day 1. Thomas Ceccon d'argento: 50 dorso (25.01). Ancora da primato Tang Qianting: 50 rana (29.44).
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China Open di Shenzhen. Day 1. Batterie. Record Asiatico per Tang Qianting: 50 rana (29.49)
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Presentati i China Open di Shenzhen. In gara 500 atleti.
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AP Race London 2026. Si preannuncia una super edizione.
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Il rilancio del nuoto russo ai vertici internazionali e olimpici delle discipline acquatiche passa anche attraverso un deciso rilancio infrastrutturale. In questo contesto, il progetto del nuovo complesso “Olimpiyskiy” di Mosca rappresenta un elemento chiave all’interno di una strategia più ampia, capace di coniugare visione politica, investimento economico e ambizione sportiva.
Il nuovo impianto, destinato a diventare il principale hub acquatico del Paese, nasce con un obiettivo chiaro: creare una vera e propria “casa del nuoto”. Come sottolineato dal servizio stampa del complesso, “il nuovo ‘Olimpiyskiy’ diventerà un luogo dove allenarsi, crescere e raggiungere grandi risultati, sia per i giovani che per gli atleti di vertice”. Un progetto imponente, da 243.000 metri quadrati, che prevede 15 piscine, un parco tematico dedicato agli sport acquatici, un surf club e due vasche olimpiche con tribune da 4.000 posti, pensate per ospitare eventi internazionali.
L’ambizione è evidente: non solo recuperare il terreno perso, ma riallinearsi ai più alti standard globali. “Non vogliamo solo recuperare le opportunità perdute, ma portare l’infrastruttura degli sport acquatici a un livello completamente nuovo”, si legge ancora nelle dichiarazioni ufficiali. Un salto qualitativo che appare necessario alla luce delle criticità evidenziate dal presidente federale Dmitry Mazepin.

ph: Olimpiyskiy
Mazepin non nasconde le difficoltà: “La situazione infrastrutturale non è delle migliori”. Oggi, infatti, la Russia può contare sostanzialmente su una sola base di riferimento, il centro di Ozero Krugloye, costruito negli anni ’80 e ormai lontano dagli standard internazionali. Il gap è evidente, soprattutto se confrontato con realtà come Stati Uniti, Australia ed Europa: “Per competere ad alto livello dobbiamo garantire ai nostri atleti condizioni almeno pari a quelle dei nostri concorrenti”.
Da qui la necessità di un intervento deciso. Il presidente federale ha aperto anche a un coinvolgimento diretto: “Se ci sarà un progetto valido, sono pronto a investire personalmente per costruire un moderno palazzo degli sport acquatici”. Un investimento stimato tra i 5 e i 10 miliardi di rubli (5-10 milioni di euro), con l’idea di concentrare in un unico centro nuoto, tuffi e nuoto sincronizzato, creando un polo funzionale sia alla preparazione olimpica sia alla promozione dello sport.
In questo scenario, il nuovo “Olimpiyskiy” assume un valore simbolico e strategico. Storico impianto costruito per le Olimpiadi del 1980, oggi è al centro di una completa trasformazione che dovrebbe portare a una prima apertura già nel 2026, con completamento previsto nel 2027.
Il progetto si inserisce inoltre in un momento chiave per il movimento russo, segnato dal recente ritorno alle competizioni internazionali sancito da World Aquatics. Ma, come sottolineato dallo stesso Mazepin, il reintegro sportivo da solo non basta: “Non si può chiedere agli atleti di vincere senza fornire loro gli strumenti adeguati”.
Guardando ai prossimi obiettivi, come le Olimpiadi di Los Angeles 2028, il messaggio è chiaro: i risultati dipenderanno dalla capacità di colmare il divario infrastrutturale. “Se creiamo le condizioni giuste possiamo puntare a più medaglie, altrimenti sarà difficile anche replicare i risultati di Tokyo”.
In definitiva, il nuovo “Olimpiyskiy” rappresenta molto più di un impianto: è il simbolo di una ripartenza. Da un lato la necessità di recuperare anni di ritardo, dall’altro la volontà di costruire un sistema moderno, competitivo e sostenibile, capace di riportare il nuoto russo ai vertici mondiali.
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Dopo il reintegro internazionale, obiettivo Parigi con una squadra giovane e competitiva. “I 19-20enni non sono il futuro, sono il presente. Nel nuoto le occasioni passano velocemente e vanno colte subito”.