L’ex campione olimpico di nuoto Kieren Perkins, oggi alla guida dell’Australian Sports Commission, nel corso della conferenza SportNXT di Melbourne interviene sul futuro dei Giochi e invita il movimento olimpico a ripensare il programma di Brisbane 2032, trovando un nuovo equilibrio tra tradizione e capacità di rappresentare lo sport contemporaneo. L’australiano non ha indicato quali discipline ritenga meno attuali, lasciando però aperto un tema destinato a pesare sulle scelte del CIO verso i Giochi Olimpici del 2032.
Kieren Perkins: «Ci sono sport tradizionali che amiamo profondamente, ma che non hanno più alcuna rilevanza moderna. Altri, invece, si sono guadagnati e hanno bisogno di una posizione più importante all’interno del movimento olimpico»,
Il suo intervento arriva mentre il CIO sta già lavorando a una revisione del programma olimpico. Los Angeles 2028 raggiungerà il massimo storico di 36 sport, ma la presidente del CIO Kirsty Coventry ha chiarito che questa espansione non può proseguire indefinitamente.
Come già riportato nelle settimane scorse, per Brisbane l’obiettivo è tornare verso dimensioni più sostenibili, avvicinandosi alla tradizionale soglia dei 10.500 atleti, rispetto ai circa 13.000 potenzialmente previsti per LA28. La revisione potrebbe riguardare non soltanto gli sport, ma anche le singole discipline, valutandone costi, logistica, diffusione e necessità di impianti specifici.
Perkins considera la definizione del programma di Brisbane, attesa tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, un passaggio fondamentale per capire la capacità del movimento olimpico di rinnovarsi.
«Scommetterei che, se quel programma non apparirà diverso, allora sì, dovremmo iniziare a preoccuparci. Ma se il movimento olimpico saprà davvero affrontare la sfida che ha davanti, penso che staremo bene».