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Sulla base dell'analisi di 169.788 gare di 21.108 nuotatori (13.310 uomini e 7.798 donne).
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Scienza e sport
Allenare oggi: un mestiere ad alto rischio psicologico. Allenare gli altri, dimenticando sé stessi.
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Istituzioni sportive
Lo studio Annual Performance Progression in Swimming Across Competition Levels and Race Distances (Ruiz-Navarro & Dennis-Peter Born, 2025) offre uno sguardo ampio e rigoroso su come i nuotatori crescono nel tempo, analizzando oltre 21.000 atleti e quasi 170.000 prestazioni in vasca lunga tra il 2010 e il 2023. Gli autori non si limitano a descrivere chi va forte, ma cercano di capire come e quando avviene il miglioramento lungo l’intera traiettoria giovanile, dai 9 ai 21 anni.

Il quadro che emerge è chiaro: tutti migliorano molto da giovani, ma il ritmo di progresso rallenta progressivamente con l’età, indipendentemente dal sesso e dalla distanza. Questo non è un segnale di fallimento, ma una dinamica fisiologica dello sviluppo sportivo. Tuttavia, non tutti i percorsi sono uguali. I nuotatori di livello élite (oltre 800 punti World Aquatics) partono già più veloci da giovanissimi e, soprattutto, continuano a progredire più a lungo, arrivando a migliorare anche verso i 20–21 anni. Al contrario, gli atleti di livello nazionale e regionale tendono a raggiungere un plateau prima e, in alcuni casi, mostrano addirittura un lieve regresso nelle ultime stagioni giovanili.
Anche la distanza conta: nelle prove medio-lunghe il rallentamento arriva prima, mentre negli sprint il margine di crescita si prolunga più a lungo. Le nuotatrici, in media, raggiungono il plateau leggermente prima dei maschi, soprattutto nei 100–400 metri.
Oltre ai numeri, lo studio lancia un messaggio importante per allenatori e sistemi di formazione: il vantaggio degli atleti top non deriva solo da carichi più elevati, ma soprattutto da una costruzione tecnica solida e precoce. Puntare troppo presto solo sul volume e sull’intensità può produrre miglioramenti rapidi nell’infanzia, ma anche stagnazione prematura in adolescenza.
In sostanza, il lavoro di Ruiz-Navarro e Born fornisce benchmark realistici di progresso annuale che possono aiutare a programmare in modo più sostenibile, proteggere la motivazione degli atleti e guidare lo sviluppo a lungo termine senza illusioni né aspettative irrealistiche, accompagnando ciascun nuotatore verso il proprio picco di prestazione con maggiore consapevolezza.
Sintesi dello studio:
Progressione annuale della performance nel nuoto e implicazioni per lo sviluppo a lungo termine
Obiettivo dello studio
Lo studio ha analizzato come cambiano, anno per anno, le prestazioni dei nuotatori lungo la carriera giovanile (dai 9 ai 21 anni), confrontando atleti di diversi livelli competitivi per costruire benchmark utili allo sviluppo a lungo termine.
Campione e metodo
Principali risultati