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Il 17enne giapponese punta al 2:05.48 e sogna di seguire le orme di Kosuke Kitajima
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Concluso l’ASCA World Clinic 2026: presenti 1.000 allenatori, il 20% dall’estero
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52° Trofeo Nico Sapio, pubblicato il regolamento aggiornato.
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Più gare o meno gare? I DT Meehan e Shishin disegnano due strade verso LA28
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L'11 settembre di Ian Thorpe.
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Female Athlete Conference 2027: a Boston la scienza incontra la performance femminile
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David Popovici re dei social agli Europei: davanti a Sara Curtis e Lèon Marchand
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Appuntamenti internazionali 2026-2027.
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Istanbul 2027, tecnologia italiana ai Giochi Europei: Microplus partner ufficiale
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Agostina Hein rinuncia ai Giochi Sudamericani
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La Francia perde un altro protagonista: si ritira Mehdy Metella
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Kaylee McKeown, stop fino al 2027. Il record di Curtis diventa uno stimolo per LA28
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Terminati gli appuntamenti in vasca della stagione 2025-2026.
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Kaylee McKeown riparte da zero: meno chilometri verso Los Angeles 2028
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Giochi del Mediterraneo. Giorno 1. Batterie. Azzurri tutti in finale. Benedetta Pilato: 100 rana (1'06"64).
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Il diciassettenne giapponese Shin Ohashi guarda con ambizione ai 200 rana degli Asian Games di Aichi-Nagoya, dove proverà ad avvicinare il record mondiale di Qin Haiyang, 2:05.48, che ritroverà in gara. Secondo Ohashi, il sostegno del pubblico di casa potrà offrirgli una spinta ulteriore nella rincorsa a un crono di valore assoluto.
Shin Ohashi: «Gareggiare in casa rende più facile puntare a un record»,
Il giovane sarà impegnato nei 50, 100 ed appunto 200 rana. Già nel 2025 aveva attirato l’attenzione con 2:06.91, mentre ai Campionati Giapponesi di marzo 2026 ha portato il personale a 2:06.59, secondo miglior tempo di sempre per un nuotatore giapponese, completando anche la tripletta nelle tre distanze della rana.
Dopo il bronzo nei 200 rana ai Pan Pacific Championships di agosto, al primo vero grande appuntamento internazionale senior, Ohashi ha rivisto la distribuzione della gara. L’obiettivo tecnico è passare a metà gara attorno al minuto e chiudere gli ultimi due 50 in 32 basso, una costruzione che potrebbe portarlo nella zona del 2:05.
Il riferimento storico è Kosuke Kitajima, che a 20 anni stabilì un record mondiale proprio agli Asian Games del 2002 a Busan. Ohashi vuole provare a seguirne le orme:
«Voglio nuotare la gara nel modo in cui la immagino».
Gli Asian Games rappresentano il principale obiettivo stagionale, molto atteso il confronto con il cinese Qin Haiyang.
Shin Ohashi — migliori risultati
VASCA CORTA — 25 m
VASCA LUNGA — 50 m

ph: Screenshot - スポーツ報知 → Sport Hochi
Dietro questa crescita c’è la guida esperta di Ota Shin, tecnico della Hirakata Swimming School, che segue Ohashi fin dai primi anni dell’adolescenza. Il suo racconto restituisce l’immagine di un percorso costruito passo dopo passo, senza accelerazioni forzate ma con momenti chiave capaci di fare la differenza. «Pensavo potesse arrivare alle competizioni nazionali – spiega – ma non mi aspettavo che diventasse addirittura numero uno al mondo nei 200 metri».
Non è stata una crescita lineare. Ota individua alcuni passaggi determinanti: la prima sconfitta contro un atleta più giovane, il confronto con i nuotatori senior, fino al ritiro in altura in Spagna. Esperienze che hanno messo alla prova Ohashi e ne hanno accelerato la maturazione. «È un atleta che reagisce agli stimoli – racconta il tecnico – ogni volta che viene messo sotto pressione, cresce».
In questo percorso, ha giocato un ruolo fondamentale anche l’ambiente della Hirakata SS, dove viene valorizzata l’individualità degli atleti. Ohashi si è distinto non solo per i risultati, ma per l’approccio al lavoro quotidiano: curioso, attento, sempre disposto a imparare. «Il suo atteggiamento verso l’allenamento e la sua voglia di studiare sono davvero affidabili», sottolinea Ota, evidenziando una qualità spesso decisiva nel passaggio dall’élite giovanile al livello assoluto.
Lo sguardo è già rivolto al futuro, e in particolare al percorso olimpico. Per Ota, l’esperienza internazionale sarà un passaggio chiave: «Fare esperienza nelle grandi competizioni prima delle Olimpiadi è fondamentale». Un concetto che richiama direttamente la storia di Kitajima, capace di trasformare la delusione del quarto posto a Sydney nei trionfi di Atene e Pechino.
Ma oltre agli obiettivi tecnici e ai risultati, emerge un messaggio più profondo, quasi identitario. «Vorrei che Shin dimostrasse che anche un atleta di bassa statura può vincere a livello mondiale», afferma Ota. Una dichiarazione che va oltre il singolo atleta e diventa simbolo di un approccio diverso, capace di sfidare i modelli fisici tradizionali del nuoto di alto livello.
Ohashi Shin: “Mi hanno sempre detto che ero piccolo fisicamente, quindi voglio diventare un atleta che dimostra che, continuando a lavorare, chiunque può arrivare al record nazionale e al livello mondiale."
In un momento in cui il nuoto giapponese è alla ricerca di nuovi riferimenti, l’ascesa di Ohashi rappresenta molto più di una promessa. È un segnale di rinnovamento, la possibile nascita di un nuovo leader capace di raccogliere l’eredità di Kitajima e di riportare il Giappone ai vertici della rana mondiale. Un percorso appena iniziato, ma già ricco di significati e prospettive.