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Surviving The Chaos. Ep.4: Siobhan Haughey, tra infortuni e futuro: «La mia carriera si avvicina alla conclusione»
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Ariarne Titmus: «Ho fatto la scelta giusta. Non rimpiango il ritiro»
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USA. College Swimming League: Anita Bottazzo vince i 100 rana
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Summer McIntosh racconta il flop ai Pan Pacific: «Ero troppo scarica, non riuscivo a cambiare ritmo»
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Australia. The Pool, la piscina più fotografata del mondo arriva su Netflix
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USA. College Swimming League: Sara Curtis: 49.74 nei 100 dorso e 21.06 nei 50 stile libero, tre primati CLS.
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Claire Curzan racconta il lavoro in Virginia: allenamento aerobico, subacquee e il talento di Sara Curtis
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Forza, dati e velocità: il metodo McEvoy
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Lani Pallister: «Il cambiamento più grande è stato mentale»
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USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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Ian Thorpe e Simona Quadarella a Trento: storie di talento, coraggio e cambiamento
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Bob Bowman: «Il fallimento è feedback, non il contrario del successo»
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FIN Sicilia. Online il nuovo sito
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Katharine Berkoff studia Sara Curtis: «Forse dovrei provare anch’io»
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"Ora che i 50 rana sono gara olimpica, cambia tutto: non è più solo una sfida personale, è una sfida che vale la storia."
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Adam Peaty ha dichiarato a World Aquatics che l’aggiunta dei 50 metri per tutti gli stili nel programma olimpico cambierà radicalmente il nuoto per gli sprinter, e questa novità è stata “cruciale” nella sua decisione di proseguire la carriera fino a Los Angeles 2028, e forse fino a Brisbane 2032.
«La gara dei 50 metri è sempre stata nel mio DNA. Ma ora che è olimpica, cambia tutto: non è più solo una sfida personale, è una sfida che vale la storia ... L'inclusione dei 50 metri rana alle Olimpiadi ha cambiato tutto. È stato fondamentale per il mio ritorno."
Peaty, leggenda del nuoto britannico, ha già segnato la storia come primo uomo a scendere sotto i 58 e 57 secondi nei 100 rana e sotto i 26 nei 50 rana. Dopo aver affrontato infortuni, depressione e problemi personali, è tornato a gareggiare nel 2024 conquistando un argento olimpico a Parigi (battuto di appena 0.02 da Martinenghi) e confermando la sua competitività.
«Non si può avere tutto: felicità, record del mondo e medaglie d’oro. Inseguire i miei record significa sacrificare l’equilibrio. È un viaggio che ti consuma, ma che può ripagare solo se dai tutto.»
In un’intervista molto sincera, Peaty ha raccontato di aver pensato al ritiro dopo i Giochi di Parigi, ma un confronto con Michael Phelps e la notizia dei nuovi 50 olimpici lo hanno motivato. La possibilità di competere nei 50 rana, suo evento preferito, ha riacceso il desiderio di tornare ai massimi livelli.
«Il nuoto è uno sport solitario. Quando sei in corsia, non ci sono coach, amici o applausi: ci sei solo tu e l’acqua. E devi essere pronto a vincere anche nel silenzio ... Dopo Parigi ero davvero arrivato al capolinea. Avevo deciso: basta, questa è la fine. Ero pronto a mollare tutto e godermi una birra e un hamburger. Non vedevo più un motivo per tornare.»
Ha anche sottolineato che l’inserimento di gare sprint nelle Olimpiadi favorirà la longevità degli atleti e aumenterà la spettacolarità delle competizioni.
«Uno sbaglio e sei fuori. Costruisce attesa, passione e può unire generazioni di atleti».
Pur avendo diritto alla qualificazione diretta per i Mondiali di Singapore 2025, Peaty ha deciso di rinunciarvi per “meritarsi” la convocazione e punta ai prossimi Europei 2026 di Parigi e ai Giochi del Commonwealth di Glasgow. Non esclude nemmeno un futuro oltre il 2028.
«Fino a poco tempo fa Brisbane 2032 era un’idea lontanissima. Ora invece… chi lo sa? Potrei sorprendervi ancora una volta.»