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Programmazione più rigida e meno autonomia. Il CT Shishin analizza Kolesnikov, Chikunova e Kornev e indica gli aspetti tecnici sui quali intervenire.
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Istituzioni sportive
Turchia. Europei Para Swimming. Day 3. Italia a quota 26 medaglie.
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Istituzioni sportive
Germania verso una nuova candidatura olimpica: il DSV chiama a raccolta il mondo del nuoto.
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Istituzioni sportive
Brisbane 2032. Kieren Perkins: «Alcuni sport non hanno più rilevanza moderna»
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USA. Definita la nazionale giovanile 2026-2027.
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Turchia. Europei Para Swimming. Day 2. Italia, altri dieci podi.
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CONI e Sisal, una nuova fonte di risorse per l’Italia Team
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Turchia. Europei Para Swimming. Day 1. 10 medaglie per gli azzurri.
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Aquatics GB, fino a 29.000 sterline per sostenere gli atleti verso Los Angeles 2028.
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Marina Militare. Concorso per l'accesso ai Centri Sportivi Agonistici
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Turchia. Al via oggi i Campionati Europei di Para Swimming.
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Ranomi Kromowidjojo: «I premi sono aumentati, ma possiamo fare meglio»
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Un secolo di nuoto europeo: European Aquatics presenta il nuovo logo
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La Russia prepara la sfida olimpica. Andrej Šišin: «Tornare semplicemente al livello precedente non ci interessa: serve una sfida»
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Il ritorno della Russia sulla scena internazionale non basta. Dopo gli Europei di Parigi, chiusi con 19 medaglie, il capo allenatore Andrey Shishin traccia una linea molto più rigida verso Los Angeles 2028: maggiore controllo centrale sulla preparazione, meno autonomia nella programmazione, riduzione delle competizioni intermedie e lavoro costruito intorno all'appuntamento principale. Secondo Shishin, il periodo di maggiore libertà concesso agli allenatori personali ha evidenziato alcuni limiti, soprattutto nella gestione dei carichi e del calendario agonistico.

La nazionale di nuoto della Russia all'Europeo di Parigi. PH: DeepBlueMedia.
Il concetto è semplice: gareggiare molto non significa necessariamente prepararsi meglio. Alcuni giovani sarebbero arrivati all'appuntamento principale senza la necessaria freschezza, dopo una stagione troppo ricca di competizioni. La Russia sembra quindi orientata verso una programmazione più selettiva e controllata, con l'obiettivo di concentrare il massimo rendimento sugli eventi internazionali realmente importanti.
Un'impostazione che Shishin applica anche ai singoli atleti. Emblematico il caso di Kliment Kolesnikov. Dopo i campionati nazionali è stato lo stesso atleta a chiedere un confronto, riconoscendo di non essere riuscito a migliorare i propri personali dal 2023. Per Shishin, quando una prestazione rimane ferma per oltre due anni il problema diventa serio; oltre tre anni rappresenta una situazione da affrontare radicalmente. Kolesnikov ha quindi accettato di intervenire anche sulla tecnica di nuotata, assumendosi il rischio di modificare equilibri consolidati. La priorità sarà inizialmente il 100 dorso, prima di riportare maggiore attenzione sullo stile libero.
Molto interessante anche l'analisi di Evgenia Chikunova. Shishin riconosce l'enorme potenziale della primatista mondiale dei 200 rana, ma individua un problema preciso: la progressiva perdita della velocità di base conseguente alla forte specializzazione sulla distanza più lunga. Il tecnico non vuole che la crescita nei 200 venga ottenuta sacrificando eccessivamente il 100. L'obiettivo è riportarla verso prestazioni nell'ordine di 1:04, evitando che il suo livello si stabilizzi intorno a 1:06. Il modello internazionale richiamato è Kate Douglass, esempio di come velocità e capacità di sostenere la distanza possano convivere ad altissimo livello.
Diverso il discorso per Egor Kornev, uno degli atleti sui quali Shishin sembra puntare maggiormente. Il CT gli attribuisce una velocità paragonabile a quella mostrata dal giovane Kolesnikov e arriva a considerarlo un potenziale atleta da record mondiale. Il 46.3 lanciato nella 4×100 stile libero agli Europei viene indicato come una dimostrazione delle sue possibilità. Proprio per questo, però, sarà necessario evitare la dispersione: verso Los Angeles il programma dovrà essere ristretto, individuando le gare individuali sulle quali investire realmente e conciliandole con gli impegni nelle staffette.
La revisione riguarda anche la periodizzazione. Parlando di Daria Klepikova, Kira Manokhina e Ksenia Sorokina, Shishin mette in discussione una preparazione articolata su tre cicli, considerata più adatta a una fase junior. In particolare, per Klepikova, ormai ventunenne e impegnata in specialità fortemente dipendenti dalla velocità come 100 stile e 100 farfalla, il tecnico ritiene necessario riconsiderare l'organizzazione della stagione. Klepikova, dopo la delusione del quarto posto nei 100 stile, ha comunque reagito arrivando a 1:55 nei 200 stile e diventando determinante nelle staffette.
Più critica anche la valutazione della preparazione di Kirill Prigoda. L'autonomia concessa nella gestione della stagione non avrebbe prodotto il risultato auspicato: troppe competizioni e, secondo Shishin, una focalizzazione insufficiente sull'appuntamento principale. È un altro esempio utilizzato dal tecnico per sostenere la necessità di un sistema più coordinato.
Dall'intervista emerge quindi qualcosa di più di un semplice bilancio degli Europei. La Russia sembra voler irrigidire il proprio modello di preparazione in funzione di Los Angeles 2028: meno gare, maggiore controllo della programmazione, interventi tecnici quando la prestazione smette di evolvere, recupero della velocità di base e maggiore selezione delle specialità per gli atleti di vertice.
Tre casi sintetizzano bene questa filosofia: Kolesnikov deve rompere la stagnazione anche modificando la tecnica; Chikunova deve ritrovare velocità senza perdere la propria straordinaria capacità nei 200 rana; Kornev deve trasformare un enorme potenziale velocistico in rendimento internazionale attraverso un programma più selettivo. È su questi principi che Shishin sembra voler costruire la nuova Russia verso Los Angeles.