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A 28 anni la quattro volte medagliata olimpica cambia visione e metodologia: più gare utilizzate come allenamento, condivisione dell'esperienza con i giovani e nessuna intenzione di fissare una scadenza alla propria carriera.
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Calendari e Meeting
Sara Curtis conquista anche la copertina di Sportweek
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Calendari e Meeting
Nuoto sudafricano, sospesi presidente e CEO
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Parigi 2026. Le dichiarazioni dei protagonisti della prima giornata. Lèon Marchand: «Mi sento davvero bene»
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Adam Peaty verso gli Europei di Parigi: «Non smetterò mai di credere in me»
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L'assistente bagnanti, un atleta tattico: videointervista a Giorgio Quintavalle
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Anita Bottazzo si trasferisce all' Indiana University.
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A 28 anni Siobhan Haughey non sembra affatto pensare alla conclusione della carriera. La campionessa di Hong Kong guarda con entusiasmo agli Asian Games di Aichi-Nagoya e alla World Cup, lasciando aperta anche la prospettiva di arrivare a Los Angeles 2028, che rappresenterebbe la sua quarta partecipazione olimpica.
«L'età non è un limite per me».
Dieci anni dopo il debutto ai Giochi di Rio 2016, la quattro volte medagliata olimpica continua a sentirsi competitiva, pur avendo progressivamente adattato la preparazione alle nuove esigenze. Con il passare degli anni è aumentata soprattutto l'attenzione al recupero e alla ricerca di soluzioni di allenamento più adatte alla gestione di una carriera ormai lunga ai massimi livelli.
«Ho provato diversi cambiamenti per capire cosa sia più adatto a me e mi permetta di avere più tempo per recuperare. Siamo ancora in una fase di esplorazione, ma i progressi sono buoni».
Il ruolo di Haughey è cambiato anche all'interno della nazionale di Hong Kong. L'esperienza accumulata nelle grandi competizioni internazionali l'ha trasformata in un punto di riferimento per i compagni più giovani, con i quali ha iniziato a condividere conoscenze ed esperienze.
«Ho iniziato a confrontarmi e scambiare idee con i miei compagni più giovani».
Gli incontri affrontano aspetti molto concreti della vita di un atleta di alto livello: preparazione alle grandi competizioni, gestione della pressione e alimentazione. Uno dei messaggi che Haughey cerca di trasmettere riguarda proprio il modo di valutare la propria crescita, evitando che il risultato diventi l'unico parametro della carriera.
«A volte prestiamo troppa attenzione ai risultati».
L'indicazione è invece quella di concentrarsi maggiormente sul processo di allenamento, godersi il percorso e utilizzare la rete di sostegno costituita da tecnici, compagni e famiglia. Nonostante il nuovo ruolo di riferimento, Haughey non vuole però che l'esperienza o la differenza di età creino distanze all'interno della squadra.
«Siamo alla pari, quindi non devono avere paura».
Sul piano agonistico, la stagione 2026 è stata costruita soprattutto verso gli Asian Games di Aichi-Nagoya. Haughey ha utilizzato diverse competizioni internazionali anche come parte integrante della preparazione, secondo una filosofia denominata "race as training", sfruttando il confronto in gara per verificare progressivamente condizione e lavoro svolto.
Nelle tre tappe del circuito europeo del Mare Nostrum ha raccolto quattro vittorie e quattro secondi posti, facendo registrare soprattutto un significativo 1:54.13 nei 200 stile libero a Canet. Nel corso della stagione ha gareggiato anche in Italia al 62° Trofeo Settecolli di Roma (segue foto), inserendo così un altro appuntamento internazionale nel percorso di avvicinamento agli Asian Games.
Più recentemente, agli Hong Kong Open, Haughey ha vinto 50, 100 e 200 stile libero, facendo segnare 52.88 nei 100. Risultati che confermano una gestione della stagione orientata non tanto alla ricerca immediata del picco di forma, quanto alla costruzione progressiva dell'appuntamento principale.
Il prossimo grande obiettivo sarà dunque Aichi-Nagoya, dove Haughey sarà l'atleta di punta della nazionale di nuoto di Hong Kong. Il suo percorso racconta però anche un'evoluzione più ampia: maggiore attenzione al recupero, adattamento dell'allenamento alle esigenze di un'atleta più esperta, utilizzo delle competizioni come parte della preparazione e un nuovo ruolo di guida all'interno della squadra.
Per il momento, soprattutto, non c'è una data fissata per il ritiro. E la possibilità di vedere Haughey ancora in acqua a Los Angeles 2028 resta concretamente aperta. Per fortuna.

Foto di Andrea Staccioli / DBM
Nella foto Siobhan Haughey al recente 62° Trofeo Settecolli di Roma, sul podio dei 100 stile libero più veloce della stagione, con Marrit Steenberger da primato del mondo e l'azzurra Sara Curtis da primato italiano.
