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Il tecnico dell'Imolanuoto, vincitore del premio Castagnetti 2025, racconta a Gazzetta la sua idea di allenatore.ph: DeepBlueMedia
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Aura Sport & Cultura Award 2026: Martinenghi, Pilato e Quadarella tra i candidati.
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Due olimpici in libreria. Novella Calligaris e Massimiliano Rosolino
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Luca Dotto a TEDx: «La vittoria che nessuna sconfitta può portarti via». VIDEO.
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Australia. Mollie O’Callaghan ha ripreso la preparazione.
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Sudafrica, il programma olimpico resta blindato nonostante la crisi federale
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Matteo Giunta: «Si cresce insieme all’atleta»
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Brasile. Guilherme Caribé, attacco alla nazionale: «Manca il minimo per rendere al meglio». Sarà in Italia ad Ottobre.
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A pochi giorni dal riconoscimento come Allenatore dell'Anno FIN 2025 (Premio Alberto Castagnetti), Cesare Casellaha raccontato alla Gazzetta dello Sport il metodo che lo ha portato ai vertici del nuoto italiano, culminato nel 2025 con il titolo mondiale di Simone Cerasuolo nei 50 rana. Un percorso costruito in oltre trent'anni di lavoro all'Imolanuoto e fondato su formazione continua, confronto e attenzione alla persona oltre che all'atleta.
L'importanza del premio era stata sottolineata anche dall'Imolanuoto, che ha celebrato il tecnico romagnolo ricordando le qualità evidenziate dal presidente Mirco Piancastelli: «umiltà di imparare, affidabilità e competenza». Lo stesso Casella ha spiegato di vivere il riconoscimento come il frutto del lavoro condiviso con atleti, staff e società, ribadendo che i risultati nascono da impegno quotidiano, fiducia reciproca e qualità del lavoro. Per Simone Cerasuolo, invece, il premio rappresenta «il coronamento di quanto ha fatto a Imola e di quanto farà ancora per noi».
Parlando ai giovani allenatori, Casella individua tre principi fondamentali: passione, curiosità e aggiornamento continuo. «Se non sei davvero convinto di voler fare questo mestiere, difficilmente riuscirai a sostenerne i sacrifici nel tempo», spiega, aggiungendo che un tecnico deve avere «sempre voglia di imparare», confrontandosi con colleghi, studiando ciò che accade a livello internazionale e partecipando costantemente alla formazione.
Il confronto, sottolinea, è uno degli strumenti più preziosi. Casella cita tra le persone che hanno contribuito alla sua crescita Paolo Palchetti, Antonio Satta, Alberto Pedoja, Simone Palombi e Gianluca Belfiore, ricordando come anche «quindici minuti di confronto con un collega possano essere estremamente preziosi».
Per il tecnico imolese, l'allenatore non deve limitarsi a programmare gli allenamenti: deve saper comunicare e comprendere gli atleti. «Mi piace parlare con i ragazzi prima di ogni allenamento», racconta. «L'allenatore deve osservare, ma soprattutto ascoltare», perché spesso una domanda e la risposta dell'atleta rivelano più di quanto emerga semplicemente guardandolo nuotare. Anche gli stessi nuotatori, aggiunge, contribuiscono alla crescita del tecnico: «Non è solo l'allenatore a insegnare agli atleti, ma sono anche gli atleti a far crescere l'allenatore», ricordando l'apporto ricevuto da Fabio Scozzoli, Martina Carraro, Anita Bottazzo, Michele Busa e Simone Cerasuolo.
Un ruolo centrale è riservato anche al lavoro di squadra. Casella evidenzia l'importanza della collaborazione con il preparatore atletico Fabio Scozzoli, sottolineando come «spesso il rischio è fare troppo invece che troppo poco» e come il confronto continuo tra i componenti dello staff rappresenti un elemento indispensabile della programmazione. «Un allenatore non cresce mai da solo», afferma.
Anche l'organizzazione del lavoro è frutto dell'esperienza maturata accanto all'ungherese Tamás Gyertyánffy, suo maestro tecnico: da lui ha imparato l'importanza di raccogliere dati, archiviare il lavoro e costruire una programmazione rigorosa. Quanto al rapporto con gli atleti, Casella invita a valorizzarne le diverse personalità, ricordando come Martina Carraro fosse molto partecipativa negli allenamenti, mentre Fabio Scozzoli avesse un approccio completamente differente. «Ogni atleta ha il proprio carattere e l'allenatore deve imparare a valorizzarlo», conclude.
Per conoscere meglio il metodo di lavoro che ha portato Cesare Casella a essere eletto miglior tecnico italiano del 2025, riproponiamo una sintesi della lunga intervista realizzata da nuoto.com nel 2023. Un confronto in cui il tecnico dell'Imolanuoto raccontava la propria visione della rana, uno stile che considera profondamente individuale e costruito sulle caratteristiche di ogni atleta. Casella attribuisce grande valore all'osservazione, al dialogo continuo con i nuotatori e al confronto tra tecnici, ricordando quanto gli insegnamenti di Tamás Gyertyánffy abbiano influenzato il suo approccio. Alla base del suo metodo c'è la ricerca dell'efficienza del movimento attraverso l'equilibrio del corpo, la continuità della nuotata e la capacità di adattare la tecnica alle qualità di ciascun atleta, senza inseguire modelli uguali per tutti.
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