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Potrebbero essere utilizzati in gara e trasformare anche le trasmissioni televisive.
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Cina. Adolescenti e acqua: la conoscenza può prevenire i comportamenti pericolosi.
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Allenatori olimpici: la ricerca che identifica i fattori dell'eccellenza. Meno ego e più intelligenza emotiva
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La scienza conferma: sport e scuola si rafforzano a vicenda
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Nuoto o corsa? Uno studio indica nel nuoto il miglior alleato del cuore
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Il professor Matteo Cortesi relatore al 15° Simposio Biomechanics and Medicine in Swimming
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Dalla piscina alla scuola: il nuoto prepara i bambini ad apprendere meglio
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Allenare oggi: un mestiere ad alto rischio psicologico. Allenare gli altri, dimenticando sé stessi.
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Un nuovo centro di eccellenza per la scienza del nuoto a Porto.
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All’Università di Stirling il nuoto incontra l’intelligenza artificiale.
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Riferimenti scientifici sulle implicazioni per lo sviluppo a lungo termine della perfomance del giovane nuotatore (9-21 anni).
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Le date del XV Simposio Mondiale: "Biomechanics and Medicine in Swimming".
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Scienza e tecnologia in vasca all’ECSS 2025 di Rimini.
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Singapore. Intelligenza artificiale e droni al servizio degli allenatori
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In arrivo ECSS Rimini 2025. Workshop sul nuoto ed altro. Ultimi posti disponibili.
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Anche il lnuoto agonistico entra sempre più nell’era dei wearable devices, i dispositivi indossabili capaci di raccogliere dati durante l’attività. Speedo iQ applica questo principio direttamente agli occhialini, attraverso un modulo intelligente integrato nel modello Vanquisher 3.0 e collegato a un’applicazione dedicata.
Il dispositivo registra passo, distanza, durata, stile nuotato e distanza per ciclo, ma concentra soprattutto l’attenzione su aspetti tecnici difficilmente rilevabili attraverso uno smartwatch: movimenti e posizione della testa, frequenza e angolo della respirazione, tempo ed esecuzione delle virate. Il sistema consente di rivedere la sessione, confrontare allenamenti e gare, individuare schemi ricorrenti.

Non è presente un display all’interno delle lenti e l’atleta non riceve indicazioni mentre nuota. Il modulo lavora in sottofondo, senza richiedere la presenza del telefono a bordo vasca, e trasferisce i dati all’app al termine della sessione. Può inoltre essere rimosso e applicato a un nuovo paio di Vanquisher 3.0 quando gli occhialini devono essere sostituiti. L’autonomia dichiarata arriva fino a quattro ore e non è previsto un abbonamento per consultare le funzioni.
Per un atleta di alto livello, l’applicazione più immediata riguarda la ricerca dei piccoli margini: verificare quanto una respirazione alteri l’assetto, misurare la regolarità del passo, confrontare l’efficienza dei cicli o individuare i centesimi persi nell’ingresso e nell’uscita dalla virata. Per l’allenatore, i dati possono integrare cronometro e video, offrendo un riscontro quantitativo da mettere in relazione con le sue osservazioni tecniche a bordo vasca.
Il sistema potrebbe essere utilizzato anche per confrontare la nuotata realizzata in allenamento con quella eseguita sotto pressione in gara, costruire profili prestativi individuali e controllare nel tempo la stabilità di respirazione, assetto e virate. Speedo indica gli iQ Track come approvati da World Aquatics per l’impiego in competizione. Le norme internazionali consentono l’utilizzo di dispositivi autorizzati per la raccolta automatica dei dati, purché non trasmettano informazioni o segnali al nuotatore durante la prova.
Tra i potenziali testimonial del progetto figurano alcuni dei principali campioni legati a Speedo: il tre volte olimpionico Adam Ramsay-Peaty, il quattro volte campione olimpico Léon Marchand e la fuoriclasse australiana del dorso Kaylee McKeown. Alcuni atleti dell’azienda hanno già sperimentato gli occhialini durante gli allenamenti ai Giochi del Commonwealth, mentre il loro possibile utilizzo olimpico rappresenta uno degli obiettivi in vista di Los Angeles 2028.
Adam Ramsay-Peaty ha evidenziato quanto l’analisi sia diventata decisiva nel nuoto moderno
«I dati sono tutto, soprattutto quando si lotta per margini dell’uno o due per cento, e talvolta anche inferiori».

L’ipotesi più ambiziosa riguarda la televisione. Speedo sta discutendo con alcune emittenti la possibilità di utilizzare i dati raccolti per mostrarli agli spettatori, durante o subito dopo una gara. La trasmissione in tempo reale attraverso l’acqua rimane però complessa e richiede un’infrastruttura tecnologica e televisiva ancora da sviluppare. Se il progetto riuscisse, respirazione, assetto, ritmo e virate potrebbero diventare nuove chiavi di lettura del nuoto anche per il pubblico.