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«C’è molta incertezza, anche perché esiste il rischio che possa succedere di nuovo e non si sa esattamente perché».. PH: DeepBlueMedia - Roma 31th July 2009 - 13th Fina World Championships
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La carriera di Libby Trickett (Lisbeth Lenton) è stata costruita su vittorie olimpiche, record e una straordinaria capacità di competere ai massimi livelli. Oggi, però, la quattro volte campionessa olimpica australiana si trova ad affrontare una sfida completamente diversa, lontana dalle corsie della piscina.
In un video condiviso sui social, Trickett ha rivelato di aver subito, nel giugno dello scorso anno, un attacco cardiaco raro, avvenuto circa due mesi dopo la nascita del suo quinto figlio, Archie. «È stato qualcosa di piuttosto casuale», ha raccontato all’inizio del suo messaggio, spiegando come inizialmente non fosse chiaro cosa fosse accaduto. La diagnosi ha poi fatto luce su una condizione poco conosciuta: la dissezione spontanea dell’arteria coronaria (SCAD), una forma di infarto che non dipende dai classici fattori di rischio come l’accumulo di placche, ma da una lacerazione della parete arteriosa.
Si tratta di una patologia ancora poco studiata, che colpisce quasi esclusivamente donne sotto i 50 anni, spesso durante o subito dopo la gravidanza. «Ci sono ancora molte cose che sto cercando di capire», ha ammesso Trickett, evidenziando quanto sia complesso convivere con una condizione di cui si conosce ancora relativamente poco.
«C’è molta incertezza, anche perché esiste il rischio che possa succedere di nuovo e non si sa esattamente perché».
Le conseguenze sono importanti e durature. L’ex campionessa dovrà probabilmente assumere farmaci per tutta la vita e convivere con il rischio che l’episodio possa ripetersi. Anche il suo stile di vita è cambiato radicalmente: l’attività fisica, da sempre parte integrante della sua identità, deve ora essere gestita con grande cautela. «Posso fare cardio moderato, ma non sollevare pesi pesanti», ha spiegato, lasciando intendere come anche aspetti apparentemente banali della quotidianità debbano essere rivalutati.
Tra le rinunce più difficili da accettare c’è l’impossibilità di assumere farmaci per l’ADHD, diagnosticato nel 2024. «È probabilmente la cosa che mi rende più triste», ha confessato, mostrando il lato più umano di una situazione già complessa.
L’ultimo anno, del resto, è stato particolarmente impegnativo. Oltre al problema cardiaco, Trickett ha dovuto affrontare anche un ricovero recente per forti dolori alla schiena, che ha richiesto trattamenti con steroidi, analgesici e numerosi esami clinici, tra cui risonanze magnetiche, TAC ed elettrocardiogrammi.
La sua testimonianza va oltre il racconto personale. Porta alla luce una condizione medica ancora poco conosciuta e sottolinea quanto sia importante la ricerca, soprattutto per patologie che colpiscono categorie specifiche come le donne nel periodo della gravidanza o del post-partum.
Per una delle icone del nuoto mondiale, abituata a misurarsi con il cronometro e con le rivali, si apre oggi una nuova sfida: quella di convivere con una realtà diversa, fatta di limiti, adattamenti e consapevolezza. Una battaglia silenziosa, ma non meno significativa di quelle combattute in acqua.
