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Nel podcast di Katie Hoff l’australiana racconta la mononucleosi, il lento recupero, la voglia di tornare a gareggiare e il nuovo equilibrio tra nuoto e vita personale. PH: Screenshot Unfiltered Waters.
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Calendari e Meeting
La Russia per le tre tappe della Coppa del Mondo eurasiatica.
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Calendari e Meeting
Turismo sportivo accessibile, la FINP e le Università di Sassari e di Pavia ad Alghero per aprire la settimana paralimpica
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Calendari e Meeting
Asian Games. Campioni in carica.
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Calendari e Meeting
La Russia a Santa Fe. Bandiera, inno, qualità tecnica, primo posto nel medagliere e nella classifica a punti.
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Calendari e Meeting
Siobhan Haughey: «L'età non è un limite». Nel mirino Asian Games e Los Angeles 2028
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Calendari e Meeting
Sara Curtis conquista anche la copertina di Sportweek
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Calendari e Meeting
Nuoto sudafricano, sospesi presidente e CEO
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Kosovo. Pristina, la grande sorpresa del nuoto.
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La Premier Meloni chiama Curtis dopo il record mondiale: «Tanto, tanto orgoglio»
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L'università della Virginia celebra il primato del mondo di Sara Curtis.
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Parigi 2026. Le dichiarazioni dei protagonisti della prima giornata. Lèon Marchand: «Mi sento davvero bene»
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Adam Peaty verso gli Europei di Parigi: «Non smetterò mai di credere in me»
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L'assistente bagnanti, un atleta tattico: videointervista a Giorgio Quintavalle
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Gretchen Walsh. Dal vlog al record del mondo. «Spero di continuare a migliorare a Roma». Detto, fatto.
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Nell’intervista concessa al sempre interessante podcast Unfiltered Waters di Katie Hoff, la fioriclasse australiana Kaylee McKeown ha raccontato con grande apertura uno dei momenti più difficili della sua carriera, segnato dalla mononucleosi che l’ha costretta a rinunciare ai Commonwealth Games e ai Pan Pacific Championships 2026. La cinque volte campionessa olimpica ha spiegato di essere ancora lontana dalla piena condizione e di aver dovuto ridurre drasticamente carichi e intensità per proteggere il proprio recupero.
La malattia l’ha colpita proprio quando stava tornando su livelli molto alti. McKeown ha raccontato che poche settimane prima dei Trials australiani aveva nuotato molto bene in un test, per poi ammalarsi alla vigilia della competizione. Da quel momento le prestazioni sono progressivamente peggiorate.
«Sono ancora molto lontana dal 100%.»
Il ritorno in acqua è stato necessariamente prudente. Nell’intervista spiega di essere passata da appena tre sedute settimanali da 2 km a cinque allenamenti da circa 4 km, senza lavori ad alta intensità. Lo staff controlla attentamente la risposta allo sforzo, anche attraverso il monitoraggio della frequenza cardiaca.
La decisione di fermarsi non è stata semplice. McKeown aveva inizialmente provato a mantenere in programma entrambe le competizioni internazionali, poi aveva pensato di rinunciare solo ai Commonwealth. A pochi giorni dalla partenza per i Pan Pacific ha però capito di non essere in condizioni compatibili con i propri standard.
«Quest’anno semplicemente non è il mio anno. Devo rallentare e ascoltare ciò di cui il mio corpo ha bisogno.»
Dall’intervista emerge anche un cambiamento nel rapporto con la prestazione. Dopo aver raggiunto praticamente tutti i principali traguardi internazionali, McKeown ha spiegato di voler continuare a nuotare soprattutto per una motivazione personale, non per rispondere alle aspettative esterne.
«Lo faccio perché lo voglio io, non perché gli altri vogliono che lo faccia o perché devo dimostrare qualcosa.»
La pausa forzata non ha comunque cancellato la sua competitività. Al contrario, vedere altre dorsiste nuotare forte durante la sua assenza sembra aver riacceso ulteriormente la motivazione.
«Adoro inseguire gli altri e adoro la competizione. Voglio tornare alla normalità e fare quello che so di poter fare ... Ci sono tante ragazze che sono emerse e hanno nuotato molto forte, soprattutto nei 200 dorso e nei 50 dorso. Ma questo mi ha motivata più che mai. Amo inseguire gli altri, amo la competizione.»
Anche il tema del rientro è molto concreto. In un test recente sui 50 dorso in vasca corta ha raccontato di aver nuotato prima 29.4 e poi 28.9, tempi che per i suoi standard considera ancora lontani dal livello abituale. La sua reazione è stata significativa:
«Ho capito che devo dimenticarmene, fidarmi del processo e fare tutto molto lentamente.»
Sul futuro, McKeown guarda soprattutto a Los Angeles 2028, mentre il percorso verso il 2027 resta legato ai tempi reali del recupero. Il messaggio che emerge è chiaro: in questa fase McKeown non cerca scorciatoie. La priorità è recuperare pienamente, tornare gradualmente ai carichi abituali e ricostruire senza forzare, con Los Angeles come grande riferimento del prossimo ciclo.