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Uno studio condotto dall’Iowa State University analizza e mette a confronto le caratteristiche di decollo e ingresso in acqua riguardo alle due modalità di partenza più utilizzate nelle gare di nuoto. La track start e la grab start
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La tecnica di partenza nel nuoto gioca un ruolo essenziale per il risultato di una gara competitiva. Nel tempo si sono sviluppate due tecniche: la grab start , in cui entrambi i piedi sono posizionati uno accanto all'altro sul blocco, e la track start , dove i piedi si trovano in una posizione sfalsata, paragonabile all'inizio di uno sprint. La track start è ormai la regola nel nuoto agonistico di alto livello, ma ancora ci si pone la questione di quale tecnica si traduca nella migliore prestazione del nuotatore.
I nuovi regolamenti nel nuoto internazionale hanno portato a un nuovo design del blocco di partenza. Ciò implica che il supporto aggiuntivo di partenza per il piede posteriore potrebbe portare a un vantaggio definitivo per una delle tecniche. Lo scopo del seguente studio è confrontare le due partenze senza il supporto per il piede posteriore, valutando le prestazioni del nuotatore sulla base della distanza, il tempo di reazione e l’esplosività. Inoltre sono stati individuati diversi parametri cinematici quali: l'angolo di salto, l'angolo di entrata in acqua e la distanza di volo.
Dieci nuotatori universitari, esperti nell'uso della grab e track start, hanno eseguito due prove di sforzo massimale per ciascuna tecnica in ordine casuale. I dati cinematici del piano sagittale bidimensionale sono stati raccolti utilizzando una videocamera posizionata a 10 m dalla piattaforma di partenza, perpendicolare al piano sagittale e allineata con il bordo anteriore della piattaforma.
Figura 1:
Variabili cinematiche nella fase di partenza, volo e planata nella track start .
Figura 2:
Variabili cinematiche nella fase di partenza, volo e planata nella grab start .
Dopo l’esecuzione dei test è stato verificato che la track start fornisce diversi miglioramenti dal punto di vista prestativo, generando un aumento medio di 10 cm sulla lunghezza del salto , con un ridotto angolo di decollo, ma prevedendo una migliore planata dopo l’entrata in acqua.
Oltre all' angolo di entrata (cioè l'angolo del vettore velocità dell'intero centro di massa del corpo), se l'orientamento del tronco è troppo piatto, il nuotatore non raggiungerà una profondità sufficiente durante la planata. Se l'orientamento del tronco è troppo verticale il nuotatore presenta un'area più ampia perpendicolare alla superficie dell'acqua aumentando anche la resistenza.
In conclusione, la track start offre sicuramente dei vantaggi. Tuttavia, i dati ottenuti affermano che la limitazione della distanza tra i piedi (come nella grab start ) non influenza negativamente in maniera prestativa una partenza .
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