Londra: correva l’anno 1856

Quando il “professor Beckwith“, il vecchio marpione che s’era inventato il modo di fare il professionista di nuoto, tirò fuori un braccio dall’acqua per nuotare il sidestroke ai Campionati inglesi del 1856,  i presenti rimasero di sasso. Prima di tutto perché vinse in maniera sconcertante. Poi perché nessuno aveva mai visto una cosa del genere. Quel modo di fare, però, non lo aveva inventato lui. L’aveva copiato. Era stato un certo W.C. Wallis a scoprirlo. Lo aveva fatto osservando indigeni australiani durante un lungo viaggio nella zona di Sidney. Tornato aveva dato una dimostrazione pubblica cui Beckwith aveva assistito.

Beckwith

Frederick Edward Beckwith (16 dicembre 1821/ 29 maggio 1898)  non era certo un professore. Era un maestro di nuoto. Gestiva i famosi bagni di Lambeth, che erano il fulcro del nuoto londinese. Oltre a questo gareggiava  per soldi e contemporaneamente organizzava eventi sportivi per conto di altri. Tra le cose che aveva pensato ce n’era una che cominciava a funzionare. Si trattava di una stagione natatoria con appuntamenti nei vari bagni della città, una serie di galà acquatici a pagamento, in cui, insieme a gare di nuoto, si svolgevano le più svariate dimostrazioni di abilità in acqua. Una specie di circo acquatico. Insieme a lui ne traevano sostentamento un buon numero di bravi nuotatori. In realtà Beckwith, come nuotatore non era un granché. Ma era furbo e sapeva vendersi. Inoltre aveva un buon fiuto per gli affari. In questo modo aveva avuto la fama e le amicizie che gli servivano per presentarsi al momento giusto nel posto giusto.

Over

Naturalmente lo stile di chi vince convince e molti cominciarono ad usare la rana sul fianco con un braccio recuperato fuori dall’acqua. Prima di tutto, però, bisognava dargli un nome. “Over arm side stroke”, sembrava perfetto. Peccato che il popolaccio cominciasse da subito ad evocarlo col più semplice “Over”. E così Over fu. Come sempre succedeva, l’over fu considerato stile da velocisti. Poi, soprattutto con l’affermarsi del trudgen, divenne lo stile classico dei fondisti.

vantaggi

I vantaggi dell’over erano notevoli. Innanzi tutto il braccio fuori era più rapido, ma soprattutto riduceva la resistenza del ritorno della mano in avanti passata sott’acqua. Una bella differenza rispetto alla rana, che muoveva una gran massa d’acqua ad ogni spostamento e anche rispetto alla sua evoluzione sul fianco. Ben presto l’Over si diffuse in tutta l’Inghilterra e in poco tempo fu esportato all’estero. Lo fece soprattutto grazie ai nuotatori della Royal Saving Society che giravano l’Europa a far dimostrazioni di salvataggio. Il più famoso interprete dell’Over fu senz’altro l’inglese John Jarvis.

Jarvis

John Arthur Jarvis (1872 /1933), era un cosiddetto “nuotatore del nord”, poiché veniva da Leicester. Nel nord era stato messo a punto lo “Scissor kick” la gambata a forbice che distingueva la nuotata poderosa di John. Nonostante un fisico tendente ad appesantirsi fu uno dei migliori nuotatori dell’epoca e uno dei grandi eroi dell’epopea olimpica. A Parigi, nel 1900, vinse due medaglie d’oro nel nuoto e una nella pallanuoto. A nuoto fu primo nei 1000 e nei 4000 metri. Ad Atene, nel 1906, vinse un bronzo nei 400 stile libero, un argento nel miglio e un altro bronzo con la staffetta 4×250 metri, una rarità mai più ripetuta. I suoi compagni d’impresa erano Rob Derbyshire, William Henry e Henry Taylor. Tre giganti di quel nuoto che stava crescendo. A Londra, nel 1908 aveva 38 anni, ma nuotava ancora. Fece i 1500 metri e riuscì a conquistare una semifinale. I più forti però usavano il trudgen. L’over non era più competitivo.

Italia

In Italia l’over arrivò nel 1901, quando Jarvis, insieme alla Royal Saving Society, fece un tour che lo portò a Torino, Genova, Napoli, Roma e Milano. In ogni tappa Jarvis insegnava e sfidava i più forti nuotatori del posto. Il miglior interprete di Over italiano fu senz’altro Davide Baiardo, un vero maestro. Il suo modo di nuotare impeccabile divenne proverbiale. Grazie all’over il campione voltrese vinse diversi titoli italiani e prese parte alle olimpiadi di Londra e di Stoccolma.

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