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Fra i contenuti l'articolo del prof. Renato Manno "Metodi e monitoraggio dell'allenamento della forza."
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Editoria
Australia. The Pool, la piscina più fotografata del mondo arriva su Netflix
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Editoria
USA. College Swimming League: Sara Curtis: 49.74 nei 100 dorso e 21.06 nei 50 stile libero, tre primati CLS.
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Editoria
Claire Curzan racconta il lavoro in Virginia: allenamento aerobico, subacquee e il talento di Sara Curtis
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Editoria
Forza, dati e velocità: il metodo McEvoy
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Editoria
Lani Pallister: «Il cambiamento più grande è stato mentale»
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Editoria
USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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Editoria
Ian Thorpe e Simona Quadarella a Trento: storie di talento, coraggio e cambiamento
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Editoria
Bob Bowman: «Il fallimento è feedback, non il contrario del successo»
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Editoria
FIN Sicilia. Online il nuovo sito
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Editoria
Katharine Berkoff studia Sara Curtis: «Forse dovrei provare anch’io»
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Editoria
Cameron McEvoy trasforma la World Cup in un laboratorio verso Pechino
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Editoria
Il 17enne Luka Mijatovic e la strada verso LA28: «Voglio allenarmi con i migliori»
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Editoria
“Con la testa sott’acqua”: Cristina Chiuso vince il Premio CONI
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Editoria
Van Mathias, dal ritiro a nuotatore dell'anno USA.
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E' uscito il nuovo numero di SdS, rivista ufficiale del CONI, una pubblicazione trimestrale tecnico-scientifica edita da Calzetti & Mariucci. Seguono la copertina e qualche pagina della rivista, segnaliamo fra i numerosi contenuti l'articolo del prof. Renato Manno " Metodi e monitoraggio dell'allenamento della forza ." segue un breve estratto .
Metodi e monitoraggio dell'allenamento della forza
Negli ultimi 10 anni sono aumentati notevolmente gli studi sulla forza, così da diventare la qualità fisica più studiata nella scienza dell’allenamento. I metodi e gli effetti conosciuti (ipertrofia, frequenza di allenamento, tempi di recupero, velocità esecutiva, lavori veloci, balistici e lenti) sono stati rivisitati e confrontati con altre tecniche, per poterne verificare la specificità e l’efficacia.
Molte nuove tecniche e “aneddoti” sulle stesse metodiche hanno mostrato sia limiti che efficacia, superando o confermando spesso luoghi comuni. L’obiettivo di questa rassegna è l’analisi, parziale, della letteratura principale comprendendo tutti i diversi aspetti e, al contempo, affrontando un nuovo tema: l’applicazione del RPE nella forza con limiti ed evoluzione per la sua individualizzazione.
Lo scopo è di monitorare gli effetti globali dei diversi allenamenti sulla fatica dell’atleta, sulla sua prontezza di realizzare nuovi carichi, in una visione che confronta gli effetti e le caratteristiche dei diversi metodi. Sono emerse potenzialità importanti ma anche limiti: si è aggiunta conoscenza in un settore che sta diventando sempre più importante per molte forme di prestazione e di prevenzione, considerando il tipo di competizione e l’età.
Alcune segnalazioni dal n° 126
Ralf Sygusch, Martin Muche, Sebastian Liebl, Wiebke Fabinski, Gudrun Schwind-Gick
Il modello di competenze della DOSB per la formazione degli allenatori. Parte 2: Cultura del compito e della verifica.
Nella prima parte di questo studio (pubblicato nella SdS-Scuola dello Sport 125) è stato analizzato l’“Orientamento alle competenze nella formazione degli allenatori” dal punto di vista del DOSB e della Scienza dello Sport. Nella rappresentazione del modello delle competenze del DOSB sono state esaminate inizialmente le Situazioni critiche: allenamento e gara” e la “Cultura degli obiettivi formativi”. Ora a seguire si focalizza l’attenzione sulla cultura del compito e della verifica.
Scienza dello sport
Renato Manno
Metodi e monitoraggio dell'allenamento della forza.
Negli ultimi 10 anni sono aumentati notevolmente gli studi sulla forza, così da diventare la qualità fisica più studiata nella scienza dell’allenamento. I metodi e gli effetti conosciuti (ipertrofia, frequenza di allenamento, tempi di recupero, velocità esecutiva, lavori veloci, balistici e lenti) sono stati rivisitati e confrontati con altre tecniche, per poterne verificare la specificità e l’efficacia. Molte nuove tecniche e “aneddoti” sulle stesse metodiche hanno mostrato sia limiti che efficacia, superando o confermando spesso luoghi comuni. L’obiettivo di questa rassegna è l’analisi, parziale, della letteratura principale comprendendo tutti i diversi aspetti e, al contempo, affrontando un nuovo tema: l’applicazione del RPE nella forza con limiti ed evoluzione per la sua individualizzazione. Lo scopo è di monitorare gli effetti globali dei diversi allenamenti sulla fatica dell’atleta, sulla sua prontezza di realizzare nuovi carichi, in una visione che confronta gli effetti e le caratteristiche dei diversi metodi. Sono emerse potenzialità importanti ma anche limiti: si è aggiunta conoscenza in un settore che sta diventando sempre più importante per molte forme di prestazione e di prevenzione, considerando il tipo di competizione e l’età.
Sport giovanile
Jacopo Vitale, Francesca Villa, Antonio La Torre
Il progetto ObLoMoV
Una nuova metodologia basata su High Intensity Interval Training e tecniche teatrali per contrastare inattività fisica e obesità nei pre-adolescenti europei.
Il progetto Oblomov vuole proporre una nuova metodologia di allenamento basata su esercizi fisici ad alta intensità (HIIT: High Intensity Interval Training) accompagnati da momenti di teatralizzazione durante le fasi di recupero a bassa intensità, con lo scopo di contrastare e limitare le problematiche di obesità e sedentarietà nei pre-adolescenti europei. L’esecuzione della metodologia si basa su un “Open Scenario” un vero e proprio canovaccio teatrale che con criterio scientifico racchiude in sé l’allenamento HIIT all’interno di una storia. L’intervento nelle scuole è durato 15 lezioni da 90 minuti ciascuna e ha coinvolto circa 100 ragazzi di età compresa tra 11 e 13 anni. La lezione era suddivisa in tre fasi: fase di giochi iniziali con obiettivo di creare uno stato di coinvolgimento all’interno della storia e del gruppo. Fase centrale della lezione che prevedeva lo svolgimento di un episodio formato da 8 esercizi HIIT della durata di 2 minuti alternati a 2 minuti di recupero a bassa intensità dove venivano eseguiti i momenti di teatralizzazione. Fase finale di riflessione e condivisione. A inizio e fine progetto gli studenti sono stati sottoposti a una raccolta dati che comprendeva la misurazione di peso ed altezza con conseguente calcolo del BMI, test fisici come: 4x10 Shuttle Run e Broad Jump Test e questionari relativi allo stile di vita del soggetto come: PAQ-C (Physical Activity Questionnaire-Children) che valuta il livello di attività fisica svolto; AFHC (Adolescents Food Habits Checklist) che valuta le abitudini alimentari; TEIQue-ASF (Trait Emotional Intelligence Questionnaire – Adolescent Short Form) che valuta lo stato emotivo del soggetto. I risultati ottenuto hanno dimostrato che c’è stato un miglioramento statisticamente significativo nei test fisici di corsa e salto. Anche i risultati ottenuti dai questionari sono stati significativi, in questo caso analizzando i dati in modo separato tra maschi e femmine. Comparando i risultati ottenuti dal progetto con altri studi basati su HIIT si dimostra che questa metodologia di allenamento migliora i determinanti cardio-metabolici, inoltre apporta modifiche nella composizione corporea (diminuzione del BMI) e si ottengono risultati migliori nel tasso di sforzo percepito (RPE). Migliorando queste variabili il godimento dell’esercizio e la qualità della vita dei soggetti sono migliorati significativamente. Questa metodologia di allenamento ha dimostrato inoltre che interesse, coinvolgimento, partecipazione e fedeltà del soggetto nei confronti dell’allenamento sono superiori rispetto a un tradizionale allenamento a bassa intensità e prolungato nel tempo. Tutti i miglioramenti ottenuti con questa nuova metodologia portano a un benessere globale del soggetto il quale ha compreso che per stare bene fisicamente bisogna svolgere attività fisica in modo costante e continuativo).
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