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Adam Peaty riparte dalla capitale: «Quando un atleta sta bene, rende oltre il proprio livello»
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Inghilterra. Freya Colbert: «Sono una persona completamente diversa rispetto al 2022»
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Cinque ori nel mirino: Summer McIntosh accelera la corsa verso Los Angeles
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Dall’oro olimpico alla crisi personale: il racconto di Missy Franklin
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Ryan Lochte riparte dal college. Assistant Coach presso la Missouri State University
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Summer McIntosh: "I 200 stile sono ancora un work in progress”
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Penny Heyns, la donna che cambiò il nuoto africano
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Germania, La tre giorni perfetta di Johannes Liebmann. Adesso allenamenti e maturità.
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Australia. Libby Trickett (41): “Un attacco cardiaco raro ha cambiato la mia vita”
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Shin Ohashi (17). Il nuovo volto della rana giapponese.
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Russia. Alexander Popov. “Nessuna scusa, bisogna vincere subito”
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Adam Peaty, Verso LA 2028 con lo stesso spirito competitivo: “Il nuoto è ancora la mia vita”
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Oggii il rientro alle competizioni di Sarah Sjöström. “Se c’è un tempo che voglio fare è solo quello per qualificarmi agli Europei".
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USA. Clinic con Jordan Crooks. “Vedremo se tornerò ... ”. VIDEO
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Il talento giapponese (17) domina ai Campionati nazionali ma guarda già oltre: “Non sono soddisfatto”
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Ai Japan Open di marzo è stato protagonista assoluto il talentuoso 17enne Shin Ōhashi. In pochi giorni ha conquistato tre titoli nella rana – 50, 100 e 200 metri – firmando prestazioni di altissimo livello, tra cui due primati mondiali giovanili e il record giapponese nei 100 metri con il tempo di 58.67. Eppure, quasi quanto i risultati, ha colpito il suo atteggiamento: niente esultanze, nessun sorriso, ma uno sguardo già proiettato oltre, verso obiettivi ancora più ambiziosi.
WRJ SHIN OHASHI V25
WRJ SHIN OHASHI V50
100 RA U - Shin Ohashi (2009) - 58.67
Dopo ogni gara, infatti, il giovane talento ha mostrato una lucidità sorprendente per la sua età. “Sono contento del passaggio e del personale, ma non aver fatto il record giapponese mi dispiace”, ha spiegato dopo i 200 metri, dove ha sfiorato il primato nazionale dopo un passaggio iniziale addirittura superiore al ritmo del record del mondo. Nella parte finale ha pagato lo sforzo, ma ha dimostrato una capacità rara: osare. “Negli ultimi 50 metri sentivo tutto, il pubblico, le voci… ma non sono riuscito a trasformarlo in energia”, ha aggiunto, sottolineando quanto sia già focalizzato sui dettagli della prestazione.
Il suo stile è particolare, quasi controcorrente rispetto ai canoni tradizionali. Ōhashi nuota con una frequenza altissima, un’impostazione che nasce da intuizioni personali più che da correzioni tecniche imposte. “Da piccolo pensavo che più muovevo le braccia velocemente, più andavo forte”, racconta. Solo con il tempo ha iniziato a comprendere come trasformare quella velocità in avanzamento efficace, trovando una traiettoria più efficiente del movimento.
Alla base della sua crescita c’è anche una forte componente emotiva. Le delusioni, più che i successi, hanno accelerato il suo sviluppo. “Le sconfitte mi hanno aiutato ad allenarmi meglio”, ammette, facendo riferimento anche all’esperienza con i nuotatori senior, che lo hanno messo di fronte al vero livello internazionale. Da lì è nata una motivazione nuova, quasi ossessiva, nel voler raggiungere i migliori.
Un passaggio chiave nella sua evoluzione tecnica è arrivato osservando i grandi campioni, in particolare Léon Marchand. “Mi chiedevo come facesse ad avanzare così tanto… poi ho capito che tutto parte dal movimento del bacino”, spiega. Da quel momento ha iniziato a lavorare proprio su questo aspetto, sviluppando una nuotata più completa e potente.
Nonostante uno stile ancora molto dispendioso, Ōhashi ha le idee chiarissime su dove vuole arrivare. “Se riuscirò a mantenere questa velocità consumando meno, posso arrivare al livello dei migliori al mondo”, afferma con sicurezza. E lo sguardo è già rivolto ai Giochi di Los Angeles 2028: “Voglio puntare tutto sulla finale e fare lì la mia miglior gara”.
Anche gli addetti ai lavori sono rimasti impressionati. Il tecnico Hirai ha sintetizzato così il suo potenziale: “Un atleta così non esiste al mondo”. Non solo per le capacità fisiche, ma per la mentalità: quella capacità di entrare in gara a ritmi impossibili, senza paura, che difficilmente si può insegnare. Shin Ōhashi non è solo un talento precoce, ma un profilo già strutturato, capace di unire istinto, analisi e ambizione. Il Giappone potrebbe aver trovato il suo nuovo punto di riferimento nella rana mondiale, un atleta pronto non solo a vincere, ma a cambiare il modo di interpretare la gara.
Articolo di sintesi tratto dal magazine giapponese Number Web dal titolo: “Un atleta così non esiste al mondo”: lo shock dei Campionati Giapponesi di nuoto, dove un 17enne conquista tre titoli… ma senza sorridere. Il liceale destinato a “superare Kitajima” può diventare il salvatore del nuoto giapponese?
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