Istituzioni sportive
La Russia si è candidata per il mondiale di nuoto 2031
Rimane in dubbio la partecipazione all'Europeo in corta di Dublino.
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Ryan Lochte riparte dal college. Assistant Coach presso la Missouri State University
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“L’ideale sarebbe nuotare fino al 2028, qualificarmi per Los Angeles .. il finale di una lunga favola sportiva".
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PH DeepBlueMedia: SX: Mondiale Gwangju 2019. Sud Corea - DX: Trofeo Sette Colli - Roma.
Il prossimo 19 novembre uscirà il docu-film “Uscire dall’acqua” (Выход из воды) che racconta il ritorno agonistico di Yuliya Efimova (31), la più celebre nuotatrice russa, che dopo una pausa di due anni trascorsa a Los Angeles decide di riprendere gli allenamenti a Volgodonsk con il padre per tentare di qualificarsi alla sua quinta Olimpiade.
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La tre volte medagliata olimpica e sei volte campionessa del mondo ha raccontato in un’intervista a Match TV il momento complesso che sta attraversando, tra difficoltà fisiche, fatica mentale e una motivazione che resiste grazie al sogno di qualificarsi ai Giochi di Los Angeles 2028.
La ranista russa ha spiegato di essere ancora alle prese con una lesione cronica all’adduttore, un problema tipico dei nuotatori del suo stile ma questa volta più serio del solito.
«Posso sopportare il dolore sui 50 e 100 metri, ma sui 200 diventa impossibile», ha detto, raccontando di aver trascorso gran parte dell’estate presso la clinica dell’Agenzia medica federale russa tra fisioterapia, iniezioni e riabilitazione quotidiana. Nonostante i progressi, la guarigione non è completa e per nuotare ha dovuto modificare la tecnica per ridurre lo sforzo sulla gamba».
Efimova ammette di attraversare un periodo di stanchezza e scoraggiamento. «Lavoro, mi alleno, ma non vedo i risultati. A volte mi chiedo se ne valga ancora la pena», confessa. Tuttavia, a tenerla in vasca è la speranza di arrivare fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, dove sogna di chiudere la carriera con l’unico titolo che le manca: l’oro olimpico.
«Se i Giochi fossero in un altro posto forse avrei già smesso, ma Los Angeles è la mia città, ci ho vissuto a lungo. Voglio arrivarci e provarci un’ultima volta.»
A differenza del passato, oggi sente di avere alle spalle il sostegno della Federazione russa, che in passato l’aveva spesso ignorata. «Quando ero la numero uno al mondo, nessuno mi considerava. Adesso invece mi dicono che sono necessaria alla squadra, che mi aspettano nelle staffette. È una sensazione bellissima», racconta.
Efimova parla anche della difficoltà economica di mantenere una carriera di alto livello: «Il nuoto è uno sport costoso. Spendo più di quanto guadagno, tra viaggi, fisioterapia e affitto corsie, ma ho la fortuna di avere sponsor che mi sostengono. Senza di loro sarebbe impossibile continuare.»
Nonostante gli infortuni, le spese e i momenti di dubbio, Yuliya Efimova non ha perso il desiderio di competere. Il suo obiettivo è chiaro: nuotare fino al 2028, qualificarsi per la sua quinta Olimpiade e conquistare, a 36 anni, quella medaglia d’oro che coronerebbe una carriera leggendaria. «Sarebbe la chiusura perfetta, il finale di una lunga favola sportiva», conclude
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