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Al via il lavoro delle quattro commissioni.
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Cameron McEvoy, dentro il laboratorio della velocità: la rivoluzione dell'allenamento raccontata in un documentario
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Surviving The Chaos. Ep.4: Siobhan Haughey, tra infortuni e futuro: «La mia carriera si avvicina alla conclusione»
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Nuoto.com nella ricerca universitaria di Costanza Cocconcelli sugli Enhanced Games
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Ariarne Titmus: «Ho fatto la scelta giusta. Non rimpiango il ritiro»
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USA. College Swimming League: Anita Bottazzo vince i 100 rana
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Summer McIntosh racconta il flop ai Pan Pacific: «Ero troppo scarica, non riuscivo a cambiare ritmo»
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Australia. The Pool, la piscina più fotografata del mondo arriva su Netflix
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USA. College Swimming League: Sara Curtis: 49.74 nei 100 dorso e 21.06 nei 50 stile libero, tre primati CLS.
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Claire Curzan racconta il lavoro in Virginia: allenamento aerobico, subacquee e il talento di Sara Curtis
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Forza, dati e velocità: il metodo McEvoy
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Lani Pallister: «Il cambiamento più grande è stato mentale»
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USA. College Swimming League: Venerdi torna in gara Sara Curtis.
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Ian Thorpe e Simona Quadarella a Trento: storie di talento, coraggio e cambiamento
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Bob Bowman: «Il fallimento è feedback, non il contrario del successo»
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Il percorso verso un Tevere nuovamente fruibile entra in una fase concreta e strutturata. Le istituzioni hanno avviato un lavoro coordinato che coinvolge amministrazioni, università ed enti scientifici con l’obiettivo di affrontare in modo sistemico il recupero ambientale del fiume.
L’intervento si articola in quattro ambiti di analisi complementari: la ricostruzione delle azioni già intraprese, lo studio della qualità delle acque e dei rischi per la salute, la valutazione delle dinamiche idrologiche e la mappatura completa degli scarichi presenti lungo il corso del Tevere e del suo principale affluente, l’Aniene. Un approccio integrato che mira a superare interventi frammentari, puntando su una visione di lungo periodo.
La balneabilità non viene trattata come un obiettivo isolato, ma come il risultato finale di un processo più ampio di rigenerazione ecologica e di riconnessione tra il fiume e la città. In questa direzione si inseriscono anche i progetti urbanistici e paesaggistici già avviati, pensati per restituire continuità ambientale al sistema fluviale.
Il lavoro scientifico, condiviso tra soggetti pubblici e comunità di ricerca, rappresenta il passaggio chiave per trasformare una prospettiva politica in un progetto misurabile, verificabile e sostenibile, capace di migliorare la qualità delle acque e ricostruire l’equilibrio dell’ecosistema fluviale romano
Lo scorso settembre, all’emergere dell’ipotesi di un intervento per rendere il Tevere balneabile, Gregorio Paltrinieri aveva accolto la notizia con entusiasmo, ma anche con la necessaria cautela. L’idea, lanciata dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri di riportare il fiume alla balneazione entro cinque anni aveva acceso l’immaginazione, senza però far passare in secondo piano il tema della sicurezza.
«Nuotare nel Tevere sarebbe bellissimo, un sogno non solo per me ma per tutti», aveva dichiarato il campione olimpico e mondiale, ribadendo come la tutela della salute debba restare la priorità assoluta. Paltrinieri non boccia l’ipotesi di un Tevere balneabile, anzi ne coglie le potenzialità:
«Avere un fiume balneabile, in una città grande e calda come Roma, sarebbe il top anche come spazio restituito alla città, per vivere le sponde, fare un bagno rinfrescante e aprire nuove opportunità per la Capitale».
Il suo sguardo si spinge anche sul piano agonistico. «Dal punto di vista delle competizioni sarebbe bello e farebbe anche bene avere un Tevere balneabile», racconta, ricordando l’esperienza di Parigi, dove aveva nuotato talmente vicino alla riva da percepire il pubblico a pochissima distanza. E infine, la promessa simbolica: «Quando il fiume sarà pulito, prometto che mi ci butto anche io».
L’ipotesi di un Tevere balneabile alimenta anche un pizzico di fantanuoto, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni del presidente Paolo Barelli sull’intenzione di candidare l’Italia all’organizzazione dei Campionati del mondo 2031. Uno scenario che potrebbe aprire alla suggestione di gare di open water immerse nella cornice unica della Città Eterna, trasformando Roma in un palcoscenico naturale di straordinario impatto sportivo e simbolico, fatto salvo sia Roma la città ospitante.